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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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Temi 2003 per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense

PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE PENALE

  1. Caia, privata cittadina, rilasciava un'intervista a Tizio, giornalista intervistatore, nella quale costei definiva Sempronio, all'epoca Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria di Genova, un "faccendiere" ed "un opportunista che cerca soltanto intrallazzi".
    Tizio pubblicava su un quotidiano a rilevanza nazionale l'intervista senza effettuare alcun controllo in ordine alla veridicità delle circostanze addotte dall'intervistata ed alla continenza delle espressioni riferite, ma riportando le affermazioni di Caia tra virgolette.
    Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della sua condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulla rilevanza della scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca, rediga motivato parere soffermandosi sul reato ipotizzabile e sui suoi elementi costitutivi, con particolare riferimento a quello psicologico.


  2. Tizio veniva avvicinato da Caio, maresciallo della Guardia di Finanza, che gli riferiva dell'arrivo di un esposto anonimo in merito a delle irregolarità commesse dalle aziende Alfa e Beta per le quali Tizio svolgeva la propria prestazione professionale in qualità di dottore commercialista, facendogli intendere che avrebbe potuto occultare l'esposto, evitando in tale modo delle conseguenze negative a Tizio stesso ed alle società in questione.
    Tizio e Caio si incontravano tre volte presso l'abitazione del dottore commercialista: nel corso della prima riunione si parlava del possibile intervento del maresciallo per definire la vicenda; nel corso della seconda era quantificata la somma pretesa dal sottoufficiale; durante la terza vi era la consegna di una parte della somma.
    Caio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sui delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, rediga motivato parere soffermandosi sulla problematica sottesa al caso in esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PENALE
  1. Tizio veniva tratto a giudizio per aver detenuto all'interno del proprio negozio di Milano duecento barattoli di pomodoro contenenti del prodotto scaduto, sulla cui dicitura relativa al cosiddetto "termine minimo di conservazione" era stata applicata un'etichetta recante una data successiva a quella originariamente indicata dal produttore.
    Nel corso del dibattimento emergeva che i prodotti alimentari scaduti: 1) non erano stati esposti per la vendita sui banchi, né offerti al pubblico; 2) erano custoditi all'interno del magazzino dell'esercizio.
    Tizio, all'esito del giudizio, veniva condannato alla pena della multa di euro cinquecento, in quanto ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 56 e 515 c.p., per aver posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare ai potenziali acquirenti alimenti per qualità diversi da quelli dichiarati.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più opportuno evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE PENALE
  1. Tizio, esercente un'attività di intermediazione finanziaria, prometteva a Caio, Sempronio, Mevio e Filano, tutti imprenditori che versavano in una situazione di difficoltà economica, di concedere a ciascuno di essi in mutuo una somma di denaro.
    Tizio stipulava i singoli contratti di prestito con gli imprenditori, prevedendo un tasso di interesse del quaranta per cento quale corresponsione del proprio finanziamento.
    In esecuzione dei contratti, Tizio si faceva consegnare anticipatamente da ogni imprenditore dodici cambiali con scadenza mensile, oltre al pagamento immediato delle spese di istruzione e di apertura della relativa pratica di finanziamento, senza, peraltro, corrispondere alle controparti la somma concordata.
    Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della propria condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sui principali delitti contro il patrimonio mediante frode, rediga motivato parere soffermandosi sulla problematica sottesa al caso in esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE CIVILE
  1. I coniugi Tizio e Mevia si recano da un legale, al quale espongono quanto segue.
    Il giorno 10 maggio 2001 Caio, di anni 9, figlio dei predetti coniugi, veniva investito da una autovettura condotta da Sempronio: nel sinistro il minore riportava lesioni che ne cagionavano il decesso. Il sinistro si verificava in una strada provinciale subito dopo che il minore era disceso nel luogo indicato dai genitori, peraltro in quel momento assenti, da un automezzo guidato dalla guardia comunale Filano ed adibito dal comune di Campagnano Romano al trasporto gratuito degli alunni della scuola materna ed elementare.
    Con sentenza irrevocabile del tribunale di Roma emessa nel procedimento penale, Sempronio era assolto dal reato di omicidio colposo, perché il fatto non costituisce reato.
    Ad avviso dei coniugi Tizio e Mevia è ravvisabile nell'occorso la responsabilità del Comune, potendosi considerare la morte del figlio come l'effetto della omissione, da parte del dipendente comunale, della doverosa cautela idonea ad assicurare la incolumità del minore a lui affidato; di conseguenza - sempre ad avviso dei predetti coniugi - il Comune è tenuto al risarcimento dei danni.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.


  2. I coniugi Tizio e Mevia si recano da un legale, al quale espongono quanto segue.
    Caio, con quattro testamenti olografi (redatti nel periodo compreso tra il 1995 ed il 1998) aveva istituito i predetti coniugi legatari, assegnando a Tizio la proprietà di un terreno ed una casa con giardino ed a Mevia la somma di cinque milioni di vecchie lire ed il danaro depositato presso l'ufficio postale di piazza Bologna in Roma.
    Con due testamenti di data più recente (redatti tra il 2000 ed il 2002) lo stesso Caio aveva nominato suo erede universale Sempronio.
    I predetti coniugi chiedono al legale se ed a quali condizioni le disposizioni testamentarie a loro favore sono da considerare valide ed efficaci.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie al suo esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE CIVILE
  1. A seguito di contratto di appalto, la società Alfa costruiva, per incarico della società Beta, una piscina all'interno del complesso alberghiero denominato "Le Sirene" di proprietà della società committente.
    Il legale rappresentante della società Beta, avendo riscontrato delle infiltrazioni d'acqua, si reca dal proprio legale, al quale rappresenta i fatti come segue.
    • L'esistenza delle infiltrazioni risultava ammessa dalla società appaltatrice.
    • Il progetto era stato redatto da essa società committente.
    • I vizi del progetto erano rilevabili facendo uso della normale diligenza di imprenditore edile.
    • Risultava provato che la società appaltatrice non aveva manifestato il proprio dissenso rispetto ad un progetto che conteneva vizi e risultava altresì provato che la società committente non aveva indotto la società appaltatrice ad eseguire il progetto come mero "nudus minister".
    Il candidato, assunte le vesti del legale - premessi brevi cenni sul contratto di appalto - rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PRIVATO
  1. Il giorno 10.5.2001 l'autovettura condotta da Tizio veniva in collisione con l'autovettura condotta da Caio ed assicurata dalla società Gamma s.p.a.: in conseguenza del sinistro Tizio - che aveva riportato lesioni personali e subito danni al veicolo - conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, Caio e la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni.
    Entrambi i convenuti si costituivano, Tizio contestando la domanda e la società negando di essere tenuta al pagamento di alcunché, poiché, al momento del sinistro, la copertura assicurativa non era operativa, non avendo Caio pagato il relativo premio.
    In corso di istruttoria, Caio depositava il certificato di assicurazione riferito al periodo 20.4.2001/20.10.2001.
    Il tribunale accoglieva la domanda proposta da Tizio sia nei confronti di Caio che della compagnia di assicurazione.
    Il rappresentante di quest'ultima si reca dal proprio legale, facendo presente di non essere tenuto al pagamento dell'indennizzo assicurativo dal momento che Caio aveva pagato il premio solo dopo il sinistro, a nulla rilevando che il relativo certificato recasse una data anteriore al sinistro medesimo.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sugli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie al suo esame, rediga l'atto ritenuto più opportuno a sostenere le ragioni della propria assistita.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PRIVATO
  1. Tizio conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, Caio con il quale aveva concluso un contratto preliminare di compravendita avente per oggetto un appartamento e, deducendo che il convenuto, immesso nel bene dopo il pagamento di un acconto, si era rifiutato di stipulare l'atto definitivo e di corrispondere il prezzo residuo, chiedeva dichiararsi la risoluzione del contratto per inadempimento e condannarsi il convenuto al rilascio del bene ed al risarcimento del danno.
    Costituitosi in giudizio, Caio asseriva che l'immobile si era rivelato affetto da gravi vizi costruttivi e spiegava domanda riconvenzionale tesa ad ottenere la condanna dell'attore all'esatto adempimento del contratto, previa eliminazione dei difetti.
    Espletata consulenza tecnica d'ufficio, che accertava la presenza di gravi difetti costruttivi, il tribunale accoglieva la domanda proposta da Tizio, condannando Caio al rilascio dell'immobile ed al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.
    Osservava il tribunale che la condanna del promittente venditore alla eliminazione dei difetti dell'immobile può essere dichiarata, unitamente alla statuizione che dispone il trasferimento ex art. 2932 c.c., solo nel caso in cui il promittente venditore abbia assunto l'obbligo specifico di costruire la cosa o di conformarla a determinate caratteristiche.
    Nella fattispecie tale obbligo non risultava assunto. Nello schema causale del contratto preliminare - rilevava infine il giudice di prima istanza - v'è solo l'obbligo, da parte del promittente venditore, di prestare il consenso per il trasferimento del bene. Non potendo la eliminazione dei vizi essere richiesta neppure a titolo di risarcimento danni, il convenuto Caio avrebbe potuto ricorrere ad altri rimedi per fare valere le proprie ragioni (risoluzione e riduzione del prezzo).
    Caio si reca da un legale, al quale illustra la questione nei termini di cui sopra e gli conferisce mandato alle liti.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
  1. Una Pubblica Amministrazione bandisce una gara di appalto per l'esecuzione di lavori pubblici e, all'esito del suo espletamento, il Presidente della commissione di gara procede all'aggiudicazione provvisoria in favore dell'Impresa Alfa; al momento di procedere all'aggiudicazione definitiva, l'Amministrazione emette un provvedimento di diniego di approvazione per l'accertata sopravvenuta carenza di copertura finanziaria verificatasi tra la data del bando di gara e l'espletamento di essa.
    L'Impresa Alfa si rivolge quindi ad un legale.
    Il candidato, assunte le vesti del legale dell'Impresa Alfa rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni della propria assistita.

Temi 2002 per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense

  1. Atto giudiziario in materia di diritto amministrativo

    La società Alfa, dopo avere ottenuto l'annullamento da parte del Consiglio di Stato di un diniego di concessione edilizia per la realizzazione di due villette destinate ad essere vendute a terzi, richiede all'amministrazione comunale il rilascio del titolo a costruire.
    A fronte del silenzio serbato dal Comune, la società Alfa diffida l'amministrazione a dare esecuzione al predetto giudicato e, preso atto della perdurante inerzia, si rivolge ad un legale facendogli presente che il ritardo nell'inizio dell'attività edilizia è causa per essa di un grave pregiudizio patrimoniale.
    Il candidato, assunte le vesti del legale della società Alfa, rediga l'atto più idoneo a salvaguardare le ragioni del proprio assistito, tenendo presente che il Consiglio di Stato aveva accertato la compatibilità con il piano regolatore del progetto presentato dalla società interessata, e tratti le questioni sottese alla fattispecie in esame.

  2. Atto giudiziario in materia di diritto penale

    Tizio, dipendente della ditta Alfa, nel timore che vengano scoperti i numerosi ammanchi di denaro da lui sottratto dai conti della stessa Alfa, appicca nottetempo il fuoco al capannone dell'ufficio contabilità dell'azienda.
    Si sviluppa un incendio di notevoli proporzioni, che causa la morte di Mevio, ladruncolo introdottosi clandestinamente nell'immobile prima dell'azione di Tizio.
    In primo grado Tizio viene ritenuto responsabile per i reati di incendio e di omicidio volontario.
    Tizio chiede al proprio legale di presentare atto di appello avverso la sentenza, ribadendogli che la sua azione era determinata dal solo intento di distruggere la documentazione giacente presso l'Ufficio, che egli reputava deserto.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto richiesto, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.


  3. Parere motivato in materia regolamentata dal codice penale

    1. Caio presenta al Comune Alfa domanda di rilascio di concessione edilizia per la realizzazione di un fabbricato adiacente alla propria casa di abitazione.
      Il Comune, acquisiti i pareri negativi del competente ufficio tecnico e della commissione edilizia, nega a Caio il provvedimento richiesto motivando in ordine alla contrarietà dei requisiti del fabbricato con le prescrizioni del piano regolatore generale, che vietava aumenti di cubatura nella zona.
      Tizio, Sindaco dello stesso Comune, emette qualche tempo dopo nei confronti di Caio, suo amico di lunga data, un'ordinanza che prescriveva, per motivi di igiene, la realizzazione dello stesso fabbricato oggetto della richiesta di concessione edilizia.
      L'opera veniva quindi realizzata in osservanza dell'ordinanza comunale.
      Tizio e Caio, preoccupati per le conseguenze penali della loro condotta, si rivolgono quindi ad un legale.
      Il candidato, assunte le vesti del legale dei due, premessa la trattazione del concorso dell'extraneus nel reato proprio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.


    2. Tizio si propone, per vendetta, di ferire Caio.
      Si arma quindi di pistola, lo attende nei pressi della di lui abitazione e, al suo arrivo, spara al suo indirizzo un colpo, ferendolo al mignolo sinistro della mano destra. Sempronio, casualmente presente sul luogo, viene colpito dal proiettile, che, di rimbalzo, lo ferisce all'addome, cagionandone poco dopo la morte.
      Tizio si rivolge quindi ad un legale per conoscere le conseguenze penali della sua azione.
      Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della tematica dell'aberratio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.


  4. Atto giudiziario in materia di diritto privato

    Tizio citava in giudizio i fratelli Caio e Sempronio.
    Premetteva che i fratelli Caio, Sempronio, Mevio e Filano si erano obbligati a vendergli un lotto di terreno edificabile sito in Roma, di proprietà della società Gamma, il cui capitale sociale apparteneva per intero ai quattro predetti fratelli; che il contratto preliminare relativo, avente ad oggetto il bene nella sua interezza, era stato sottoscritto solo da Caio e Sempronio; che la stipula del rogito non era intervenuta per il rifiuto opposto da Caio e Sempronio, mentre egli aveva provveduto a versare quanto pattuito a titolo di caparra confirmatoria; che dalla mancata disponibilità del bene erano a lui derivati danni che quantificava.
    Concludeva chiedendo qualificarsi il contratto come preliminare di vendita di cosa altrui; dichiararsi la risoluzione dello stesso per inadempimento; condannarsi i convenuti al risarcimento dei danni, oltre interessi e rivalutazione monetaria.
    Caio e Sempronio si recano da un legale.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno.


  5. Parere motivato in materia regolata dal codice civile

    1. La ditta Alfa, a mezzo del proprio legale, richiede alla ditta Beta il pagamento di Euro 10.000,00, quale prezzo di una fornitura di materiale destinato ad essere utilizzato nel ciclo di lavorazione della ditta acquirente esercente attività siderurgica.
      Il titolare della ditta Beta si reca dal priprio legale, al quale espone i fatti come segue.
      La merce oggetto del rapporto aveva evidenziato vizi, a causa dei quali si era dovuto scartare parte del materiale e si erano registrate lamentele da parte di clienti destinatari del prodotto finito.
      Inoltre fa presente al legale di aver inviato alla società venditrice –dopo la consegna del materiale e dopo aver rilevato i vizi in parola- una lettera con la quale aveva dichiarato di essere disposto a pagare, riservandosi di addebitarle il danno subito.
      Conclude manifestando la sua intenzione di chiedere la risoluzione del contratto –o in subordine la riduzione del prezzo- e la condanna della società venditrice al risarcimento del danno.
      Il candidato, assunte le vesti del legale – premessi brevi cenni sull'azione di risoluzione del contratto e sull'azione di riduzione del prezzo (quanti minoris)- rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.


    2. Tizio si reca da un legale esponendo quanto segue.
      In data 20 agosto 2001 egli si trovava sulla seggiovia denominata Alfa in località Beta, quando, giunto a destinazione, dopo la fine della corsa, sganciata la barra di protezione, non essendosi avvicinato nessun addetto all'impianto che lo aiutasse a scendere, perdeva l'equilibrio, cadeva in terra e riportava gravissime lesioni personali.
      Precisava che, nello scendere, non aveva richiamato, a differenza di quanto avevano fatti altri trasportati, l'attenzione dell'addetto alla stazione.
      Il candidato, assunte le vesti del legale – premessi sommari cenni sul contratto di trasporto di persone – rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.


Temi 2001 per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense

  1. Atto giudiziario in materia di diritto amministrativo

    La società Alfa partecipa ad una gara d'appalto, indetta dallo Stato, per la costruzione di un edificio giudiziario.
    L'appalto, di importo superiore alla soglia comunitaria, viene aggiudicato alla società Beta, in seguito all'esclusione della società Alfa per anomalia dell'offerta.
    La società Alfa, ritenendo illegittima l'esclusione in quanto non preceduta dalla richiesta di chiarimenti ed assumendo che, previe idonee giustificazioni sull'effettiva remuneratività dell'offerta, si sarebbe aggiudicata la gara, avendo indicato il prezzo più basso, si rivolge ad un legale.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto più idoneo a salvaguardare la posizione della società Alfa, tenuto conto della circostanza che il contratto tra l'aggiudicataria e la stazione appaltante è già stato stipulato, e tratti le questioni sottese alla fattispecie in esame.

  2. Atto giudiziario in materia di diritto penale

    Tizio e Caio, armati di pistola e con passamontagna, tendevano un agguato in località isolata a Mevia e Sempronio. Al passaggio di questi ultimi li fermavano con la minaccia delle pistole, legavano Sempronio lasciandolo immobilizzato sul posto, narcotizzavano Mevia e si allontanavano portandola con loro su di un'auto fino a raggiungere un appartamento di proprietà di Caio, dove tenevano segregata la donna, chiedendo ai familiari il pagamento di una somma di denaro in cambio della sua liberazione.
    Nel corso delle indagini venivano attivate intercettazioni telefoniche, che consentivano, durante una conversazione tra Caio ed il marito di Mevia, di individuare la cabina telefonica dalla quale il primo parlava, per cui questi veniva arrestato sul posto.
    Immediatamente Caio indicava il luogo in cui si trovava sequestrata Mevia, e gli investigatori riuscivano a fare irruzione nell'appartamento, a liberare l'ostaggio e ad arrestare Tizio.
    Tratti a giudizio con rito direttissimo dinanzi al tribunale per rispondere dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione in danno di Mevia, di sequestro di persona in danno di Sempronio e di porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, ad esito di giudizio abbreviato Tizio e Caio venivano condannati rispettivamente alla pena di anni sedici ed anni quattordici di reclusione.
    Venivano inoltre dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed in stato di interdizione legale per la durata della pena ed assoggettati alla misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di tre anni.
    In particolare il Tribunale escludeva l'applicazione a Caio dell'art. 630, quarto e quinto comma, c.p., non ritenendo che ne ricorressero i presupposti.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l'atto di appello, con particolare riguardo alle cause di attenuazione della pena previste dalle suddette disposizioni di cui all'art. 630 c.p.

  3. Parere motivato in materia regolamentata dal codice penale

    1. Tizio, associato alla mafia, partecipa ad un conflitto a fuoco con gli esponenti di una cosca rivale, riportando ferite da arma da fuoco ad un piede. Per le necessarie cure viene approntato, in luogo isolato e difficilmente raggiungibile, un ambulatorio di fortuna nel quale viene chiamato a prestare la sua opera, nottetempo, Caio, medico chirurgo, con l'ausilio di un anestesista e due infermieri.
    2. Caio, consapevole dell'appartenenza di Tizio ad un'associazione per delinquere di stampo mafioso, presta la propria opera di soccorso ed omette di trasmettere il referto all'Autorità giudiziaria, tornando più volte anche nei giorni successivi a trovare il paziente per verificarne le condizioni di salute.
      Temendo conseguenze per la sua condotta, Caio si reca successivamente da un legale.
      Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi cenni sulla diferenza tra il reato di partecipazione ad associazione mafiosa ed il reato di favoreggiamento, delinei la problematica sottesa alla fattispecie in esame e rediga motivato parere.

    3. Tizio e Caio, entrambi allievi nella disciplina del karatè, il primo in qualità di cintura nera ed il secondo di cintura bianca, si impegnano in un incontro di allenamento a seguito del quale Caio riporta lesioni personali dichiarate guaribili in un periodo di tempo superiore ai cinquanta giorni.
      L'incontro si era svolto secondo le regole dello sport praticato, senza tuttavia l'utilizzazione di mezzi di protezione imposti per le competizioni agonistiche di tale tipo.
      Tizio, nel timore di subire conseguenze in sede penale, si rivolge ad un legale.
      Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della problematica relativa alle cause di giustificazione non codificate ed in particolare di quella configurabile nell'esercizio di un'attività sportiva, rediga motivato parere, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie proposta.


  4. Atto giudiziario in materia di diritto privato

    La compagnia di assicurazioni "Zeta", avente la sede legale a Roma, dopo aver risarcito un proprio assicurato per il furto di un autovettura avvenuto ad opera di ignoti in un parcheggio a pagamento installato, nei pressi dello svincolo di Caserta dell'autostrada Roma-Napoli, in un'area interamente recintata e protetta con un sistema di ingresso e di uscita automatizzato, gestito dalla società "Alfa" con sede a Napoli, conviene quest'ultima davanti al Tribunale di Roma per sentirla condannare alla refusione della somma corrisposta al proprietario del veicolo.
    La compagnia attrice, a sostegno della domanda, deduce che al rapporto di parcheggio in questione sia applicabile la disciplina del deposito a titolo oneroso di cui agli articoli 1766 e seguenti del codice civile e che la responsabilità per la sottrazione sia da attribuire alla società convenuta per la mancata predisposizione del servizio di vigilanza dell'area con apposito personale.
    La società Alfa decide di opporsi alla domanda, anche perché citata in giudizio davanti al giudice di luogo diverso da quello della propria sede e da quello dove trovavasi il parcheggio in cui era avvenuto il furto. Il legale rappresentante della suddetta società si rivolge perciò ad un avvocato.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga la comparsa di risposta evidenziando le problematiche di ordine processuale e di ordine sostanziale sottese al caso in esame.


  5. Parere motivato in materia regolata dal codice civile

    1. Un magazzino di proprietà di Tizio sito in uno stabile condominiale viene allagato dalle acque provenienti dalla conduttura fognaria di proprietà comune ostruita, così come accertato atraverso un indagine tecnica, dal materiale scaricatovi da uno dei sovrastanti appartamenti non individuato con certezza.
    2. Il condominio, richiesto da Tizio del risarcimento dei danni provocati al locale ed alla merce che vi era depositata, in quanto cagionati da cosa in custodia, rifiuta, con regolare delibera assembleare, il relativo pagamento declinando la propria responsabilità in ordine alla produzione del'evento dannoso.
      Tizio si rivolge ad un legale per la tutela delle proprie ragioni.

      Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi cenni generali sulla responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, rediga un motivato parere.
    3. Tizio, celibe, proprietario di un appartamento, convive in esso more uxorio con la vedova Caia. Tra i due viene sottoscritta una scrittura privata, con la quale l'uomo concede in comodato gratuito l'appartamento alla donna, fino a quando questa non porrà eventualmente termine di propria iniziativa termine alla convivenza.
      Qualche tempo dopo Tizio, invaghitosi di un'altra donna, va ad abitare altrove con questa, chiedendo subito dopo alla convivente abbandonata la restituzione dell'appartamento.
      Tizio sostiene a tal fine che il contratto di comodato, afferendo ad una convivenza fuori dal matrimonio, era contrario all'ordine pubblico e quindi nullo. Sostiene inoltre che il negozio era da ritenersi risolto con la cessazione della precedente convivenza in quanto funzionale al mantenimento di un rapporto familiare di fatto.
      Caia, intendendo opporsi alla richiesta di rilascio dell'appartamento, si rivolge ad un legale per un parere.
      Il candidato, assunta la veste del legale, rediga motivato parere evidenziando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.