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Bozza di Decreto Legge De Aloe-Tocci, in tema di Mediazione Obbligatoria

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Pubblicato da : Redazione

Data: 25/10/2012

BOZZA DI DECRETO LEGGE “DE ALOE – TOCCI ”

Ulteriori misure urgenti per la spedita amministrazione della Giustizia in funzione della crescita del Paese


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare ulteriori misure per favorire la rapida risoluzione delle controversie civili e commerciali tra privati, attuare politiche di incentivo alla bonaria composizione delle liti tra soggetti privati nonché tra soggetti privati e Pubbliche Amministrazioni in materia di controversie su diritti disponibili;
Considerato il legame indissolubile tra la necessità e l’urgenza di emanare le misure di cui al punto precedente e l’opportunità di attrarre investimenti, anche esteri, finalizzati all’arricchimento economico e culturale e civile del Paese, in ragione della concreta prospettiva della spedita amministrazione della Giustizia;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del…;
Su proposta del Ministro della Giustizia;

Emana
il seguente decreto legge:

Art. 1
Definizioni

1. Relativamente ai termini di cui al presente decreto, si applica integralmente l’art. 1 del decreto legislativo 04 marzo 2010 n. 28.

Art. 2
Obbligatorietà della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali
1. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, trasporto, appalto, mandato, comodato, affitto di aziende, compravendita, contratto preliminare, usucapione di beni immobili e mobili nonché universalità di mobili, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità professionale in generale e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e' tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del decreto legislativo 04 marzo 2010 n. 28. L'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'improcedibilità può essere eccepita dal convenuto o dal Pubblico Ministero, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, fino all’udienza di precisazione delle conclusioni del giudizio di primo grado. Il giudice, ove rilevi che la mediazione e' già iniziata, ma non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo il decorso di almeno quattro mesi senza poter considerare elementi istruttori già raccolti, che divengono inutilizzabili e la cui richiesta di ammissione deve essere nuovamente formulata indi delibata. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non e' stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione, decorso il quale l’azione giurisdizionale si estingue senza poter essere nuovamente riproposta. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1 e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, puo' invitare le stesse a procedere alla mediazione. L'invito deve essere rivolto alle parti prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non e' prevista, prima della discussione della causa. Se le parti aderiscono all'invito, il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui al comma primo e, quando la mediazione non e' gia' stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione, decorso il quale l’azione giurisdizionale si estingue senza poter essere nuovamente riproposta.
3. Lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, ne' la trascrizione della domanda giudiziale.
4. I commi 1 e 2 non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione; b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile; c) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile; d) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; e) nei procedimenti in camera di consiglio; f) nell'azione civile esercitata nel processo penale.
5. Fermo quanto previsto dal comma 1 e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l'atto costitutivo dell'ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l'arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui al comma primo. Allo stesso modo il giudice o l'arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda e' presentata davanti all'organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28/2010. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all'atto costitutivo, l'individuazione di un diverso organismo iscritto.
6. Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresi' la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 28/2010 presso la segreteria dell'organismo.
7. E’ ammessa la trascrizione, nelle stesse modalità in cui può avvenire quella della domanda giudiziale, dell’istanza di mediazione a richiesta dell’istante ovvero del responsabile dell’organismo di mediazione adito oppure di soggetto da questi delegato per iscritto e senza formalità, anche attraverso l’utilizzo della firma digitale e della posta elettronica certificata, previa identificazione del soggetto delegante. La trascrizione è esente da qualsiasi imposta di registro e bollo.
8. Il verbale di accordo omologato che dirima una controversia avente ad oggetto usucapione di bene mobile ovvero immobile ovvero universalità di beni mobili è trascrivibile. Esso determina acquisto della proprietà del bene usucapito da parte dell’avente diritto con ogni peso, di qualsivoglia natura, già gravantevi sopra.

Articolo 3
Divulgazione didattica delle immagini
delle procedure di mediazione positivamente esitate
Il regolamento dell’organismo di mediazione può prevedere che, a scopo didattico ovvero divulgativo, siano riprese, archiviate e conservate digitalmente, per essere successivamente diffuse, le immagini delle sessioni delle procedure di mediazione che si concludano con l’accordo dei contendenti.
Le attività di cui al comma precedente possono essere attuate soltanto con l’espresso consenso delle parti ovvero dei rispettivi rappresentanti purché muniti di procura notarile ovvero di delega rilasciata alla presenza del mediatore principale oppure del responsabile dell’organismo interessato nonché con l’autorizzazione espressa di tutti i mediatori principali ed ausiliari e tirocinanti coinvolti.
Le attività di ripresa e archiviazione di cui al comma primo possono essere curate da soggetti terzi rispetto all’organismo interessato, cui si applicano le disposizioni dell’articolo 9 finché non siano intervenuti i consensi e le autorizzazioni di cui al comma precedente e in ogni caso dell’articolo 10 del decreto legislativo 28/2010.
La conservazione delle immagini di cui al comma primo deve avvenire esclusivamente ed inderogabilmente presso l’organismo interessato.
Delle attività di cui al comma primo risponde sempre, salve altrui eventuali responsabilità, il responsabile dell’organismo interessato nonché i mediatori principali ed ausiliari coinvolti.

Articolo 4
Congedi spettanti al mediatore principale, al mediatore ausiliario e al mediatore tirocinante
1. Per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle sessioni di qualsiasi procedimento di mediazione in cui sia coinvolto, qualsiasi designato mediatore principale nonché mediatore ausiliario ha diritto ad astenersi dal lavoro.
2. L’astensione dal lavoro di cui al comma precedente implica la conservazione del posto di lavoro con diritto alla retribuzione; il relativo periodo è computabile nell'anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi.
3. Una grave e documentata infermità intervenuta durante il periodo di congedo, di cui sia data comunicazione scritta al datore di lavoro, dà luogo ad interruzione del congedo medesimo.

Articolo 5
Identificazione nazionale del mediatore
1. Qualsiasi soggetto abilitato all’esercizio della funzione di mediatore riceve dal Ministero della Giustizia una tessera identificativa contenente i dati personali e la fotografia.
2. La tessera di cui al comma precedente deve essere immediatamente restituita al Ministero della Giustizia qualora il soggetto che ne sia titolare abbia perso uno dei requisiti per l’esercizio della funzione di mediatore; il riacquisto del requisito venuto meno determina il rilascio di una nuova tessera all’avente diritto.
3. I dati personali della tessera di cui al comma primo sono i seguenti: nome, cognome, codice fiscale.
4. Ciascuna delle tessere di cui al comma primo è numerata progressivamente.
5. Le caratteristiche tecniche e le modalità di rilascio della tessera di cui al comma primo sono determinate con provvedimento del Direttore Generale del Ministero della Giustizia.
6. Nel corso di qualsiasi procedura di mediazione, a ciascun mediatore designato è data facoltà di esibire la tessera di cui al comma primo in apposito dispositivo portatessera annesso all’abbigliamento indossato.
7. La tessera di cui al comma primo è considerata documento di identità.

Articolo 6
Omologazione e trascrizione del verbale di mediazione
1. Qualsiasi organismo può curare, quale servizio accessorio erogato agli utenti delle proprie prestazioni e purché preveduto nel regolamento, l’omologazione e la trascrizione del verbale di accordo a seguito di conciliazione.
2. Ove consentito a norma del comma precedente, l’organismo può curare i servizi di omologazione e trascrizione del verbale di accordo a seguito di conciliazione su delega di ciascheduno dei soggetti legittimati a richiederne l’attuazione.
3. La delega di cui al comma precedente è rilasciata per iscritto senza formalità all’organismo, anche attraverso l’utilizzo della firma digitale e della posta elettronica certificata, previa identificazione del soggetto delegante e verifica della legittimazione all’uopo da parte del responsabile dell’organismo medesimo.
4. Gli adempimenti sottesi all’omologazione ovvero alla trascrizione del verbale di accordo a seguito di conciliazione di cui al comma primo sono posti in essere dal responsabile dell’organismo ovvero da un soggetto da questi delegato per iscritto e senza particolari formalità, anche attraverso l’utilizzo della firma digitale e della posta elettronica certificata.
5. Alla trascrizione del verbale omologato di accordo a seguito di conciliazione il competente Pubblico Conservatore procede inderogabilmente e tassativamente ogni qualvolta un pubblico ufficiale autentichi, sul verbale stesso e senza necessità di ulteriori atti, le firme dei contendenti accordatisi ex articolo 11 comma terzo del decreto legislativo; ai fini dell’osservanza della presente disposizione sono da considerarsi pubblici ufficiali autorizzati, senza alcun vincolo territoriale rispetto alle parti della procedura mediatizia e senza che il susseguente elenco abbia carattere di esaustività: i notai, i segretari comunali, i cancellieri giudiziari di livello pari o superiore a C1, i consiglieri comunali ovvero provinciali ovvero regionali, i sindaci, i presidenti di Giunta Provinciale, i presidenti di Giunta Regionale.
6. L’omologazione del verbale omologato di accordo a seguito di conciliazione è esente da qualsivoglia imposta e tassa.

Articolo 7
Regime fiscale della mediazione
Le disposizioni del comma quinto dell’art. 17 del decreto legislativo 28/2010 trovano applicazione in relazione alle ipotesi di mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 2 del presente decreto.

Articolo 8
Gratuito patrocinio nella mediazione
Quando la mediazione e' condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto, all'organismo di mediazione non e' dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115. A tale fine la parte e' tenuta a depositare presso l'organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l'organismo stesso lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

Articolo 9
Abrogazione dell’art. 322 del Codice di Procedura Civile
L’art. 322 del Codice di Procedura Civile è abrogato.

Articolo 10
Autonomia ed infungibilità della procedura di mediazione
La procedura di mediazione, per come prevista dal decreto legislativo 28/2010, è distinta dalle procedure di cui all’art. 320 e all’art. 185 del Codice di Procedura Civile e non può essere sostituita dalle medesime.

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