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Le collaborazioni coordinate e continuative e quelle occasionali

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Pubblicato da : Avv. Niccolo Brignoli

Data: 16/09/2011

La "Riforma Biagi" ha meglio regolamentato le “collaborazioni coordinate e continuative” ma ha a mio modesto parere (parere peraltro condiviso dalla dottrina maggioritaria) reso più incerta la disciplina delle “collaborazioni occasionali”.

I riferimenti normativi ed interpretativi sono i seguenti: Legge 30/03, art. 4, c. 1, lett. c) (Legge delega); D.Lgs. 276/03, art. 61, c. 2; Artt. e ss. 2222 c.c.; D.L. 269/03, Art. 44, c. 2; D.P.R. 917/86; Circolari INPS nn. 9/2004, 27/2004, 103/2004; Messaggio INPS n. 29629/2004.

I caratteri comuni delle due fattispecie sono i seguenti: le collaborazioni occasionali devono essere caratterizzate dalla loro essenza sporadica, episodica, non professionale, minima e non organizzata.

Sporadiche ed episodiche: questo limite si riflette principalmente sul soggetto collaboratore che non potrà compiere un numero elevato di collaborazioni aventi il medesimo oggetto pena la contestazione dello svolgimento di tale prestazione con abitualità e conseguente soggezioni agli obblighi contributivi etc.

Non professionali: i soggetti iscritti in albi professionali non potranno svolgere collaborazioni occasionali aventi ad oggetto l’attività protetta dall’albo.

Minime: non potranno essere percepiti compensi eccessivamente elevati onde evitare la contestazione di altro tipo di attività.

Non organizzate: la mancanza di una organizzazione, se non minima, “sostiene” l’esercizio senza professionalità ed abitualità della prestazione.

Le prestazioni meramente occasionali (art. 2222 e ss. c.c.) rappresentano la naturale prosecuzione delle “collaborazioni occasionali” di una volta. Il committente incarica il collaboratore di svolgere una determinata prestazione senza alcun vincolo di subordinazione ed orario.

Il collaboratore renderà la propria opera in completa autonomia per quanto concerne il tempo ed il modo della prestazione.

Si tratta di collaborazioni dove è assente il coordinamento con l’attività del committente piuttosto che l’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale.

Opportuna, ma non obbligatoria, la redazione di quella che si potrebbe chiamare una “lettera d’incarico”. Essa servirà a definire le controparti, l’oggetto della prestazione, il compenso lordo, le modalità di esecuzione dell’incarico, il profilo giuridico ecc.

Il collaboratore rilascerà una ricevuta al committente all’atto della erogazione del compenso.

Il profilo previdenziale delle prestazioni meramente occasionali è regolato dall’art. 44, c. 2 del D.L. 269/03, che stabilisce l’obbligo di versamento contributivo quando, nel corso dell’anno solare (da 1/1 a 31/12), il collaboratore superi la soglia di euro 5.000,00 di reddito dalle prestazioni meramente occasionali.

Tale soglia deve essere considerata una vera e propria soglia di esenzione riferita peraltro al cumulo di tutti i redditi da prestazioni meramente occasionali.

Il collaboratore è obbligato ad effettuare immediatamente ed in proprio l’iscrizione alla c.d. “gestione separata INPS” (L. 335/95) al superamento della soglia di reddito predetta.

Il collaboratore avrà l’obbligo di comunicare tempestivamente al committente l’avvenuto sorpasso di detta soglia, ma non dovrà comunicargli il suo reddito.

Il profilo fiscale (imposte sui redditi) di dette prestazioni è disciplinato dall’art. 67, lett. L) del D.P.R. 917/86 che definisce i redditi di collaborazione meramente occasionale quali “redditi diversi”.

Le prestazioni occasionali coordinate (art. 61, c. 2 D.Lgs. 276/2003) rappresentano un particolare tipo di “collaborazioni coordinate e continuative a progetto”.

Sarà infatti presente la coordinazione con il committente e l’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale.

La differenza rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative è individuabile nell’assenza dell’obbligo ad un contratto scritto, quindi non è presente un progetto, ma la prestazione occasionale dovrà avere il limite di 5.000,00 euro di compenso lordo e di 30 giorni.

Tali limiti sono indipendenti e riferiti a ciascun committente, nell'anno solare.

Non sarà necessaria una ricevuta, poiché il collaboratore riceverà una vera e propria busta paga.

Il profilo previdenziale delle prestazioni occasionali coordinate è regolato dalla L. 335/95, che stabilisce l’obbligo di versamento contributivo senza limiti minimi di reddito e l’iscrizione alla c.d. “gestione separata INPS”.

A differenza dei redditi da prestazioni meramente occasionali i redditi da collaborazioni occasionali coordinate saranno disciplinati quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e, in virtù di questa assimilazione, il collaboratore riceverà una vera e propria busta paga.


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