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Stupefacenti - delitti - ritardo o omissione atti di cattura, arresto o sequestro, di cui all’art. 98 D.P.R. n. 309/90

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Pubblicato da : Avv. Alessandro Amaolo

Data: 15/04/2008

La disposizione normativa di cui all’art. 98 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di accertamento di reati concernenti le sostanze stupefacenti o psicotrope, consente all’autorità di polizia, nonché alle autorità doganali, di omettere o di ritardare gli atti di propria competenza in presenza di situazioni del tutto eccezionali e contingenti.

In sostanza, l’autorità giudiziaria può, con decreto motivato, ritardare l’emissione o disporre che sia ritardata l’esecuzione di provvedimenti di cattura, arresto o sequestro a condizione che sia indispensabile per acquisire dei rilevanti elementi di prova ossia per l’individuazione o la cattura dei responsabili dei delitti di cui agli artt. 73 e 74 D.P.R. n. 309/90.

Tuttavia, è necessario che l’autorità generale operante informi“immediatamente” e, quindi, senza alcun ritardo non solo l’autorità giudiziaria ma anche il Servizio centrale antidroga.

In sintesi, la disposizione normativa de quo rappresenta una scriminante, una causa di giustificazione speciale cheviene, tuttavia, esclusaquando l’informazione al Servizio centrale antidroga viene del tutto omessa da parte delle forze di polizia giudiziaria. Inoltre, l’esimente in oggetto viene esclusa, altresì, anche quando l’informazione al pubblico ministero viene effettuata dalle forze di polizia con eccessivo ritardo. Più in dettaglio si deve trattare di un ritardo del tutto ingiustificato, pretestuoso e posto in essere con dolo o colpa grave da parte delle forze di polizia giudiziaria addette alle unità specializzate antidroga.

Di recente, la Cassazione Penale, sezione VI, sentenza 5 aprile 2007, n. 14216 ha precisato e specificato che“Inmateria di accertamento di reati concernenti gli stupefacenti, in caso di ritardata esecuzione dell’arresto, a norma dell’art. 98 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, la sussistenza della flagranza deve essere verificata con riferimento non al momento dell’arresto, bensì a quello in cui avrebbe potuto essere effettuato”. In sintesi, la predetta massima giurisprudenziale ha stabilito che il momento temporale del ritardo nell’arresto decorre da quando questo avrebbe potuto e dovuto essere realmente effettuato dagli ufficiali di polizia giudiziaria addetti alle unità specializzate antidroga.

In conclusione, la norma di cui all’art. 98 D.P.R. n. 309/90 stabilisce che gli interessi generali e superiori della giustizia penale sono talvolta prevalenti nei confronti di singole esigenze precautelari che giustificano l’arresto in flagranza del reato nei confronti di una o più persone.

 

Art. 98. (Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1) Ritardo o omissione degli atti di cattura, di arresto o di sequestro. Collaborazione internazionale. 1. L’autorità giudiziaria può, con decreto motivato, ritardare l’emissione o disporre che sia ritardata l’esecuzione di provvedimenti di cattura, arresto o sequestro quando sia necessario per acquisire rilevanti elementi probatori ovvero per l’individuazione o la cattura dei responsabili dei delitti di cui agli artt. 73 e 74.

2. Per gli stessi motivi gli ufficiali di polizia giudiziaria addetti alle unità specializzate antidroga, nonché le autorità doganali, possono omettere o ritardare gli atti di rispettiva competenza dandone immediato avviso, anche telefonico, all’autorità giudiziaria, che può disporre diversamente, ed al Servizio centrale antidroga per il necessario coordinamento anche in ambito internazionale. L’autorità procedente trasmette motivato rapporto all’autorità giudiziaria entro quarantotto ore

3. L’autorità giudiziaria impartisce alla polizia giudiziaria le disposizioni di massima per il controllo degli sviluppi dell’attività criminosa, comunicando i provvedimenti adottati all’autorità giudiziaria competente per il luogo in cui l’operazione deve concludersi, ovvero per il luogo attraverso il quale si prevede sia effettuato il transito in uscita dal territorio dello Stato, ovvero quello in entrata nel territorio dello Stato, delle sostanze stupefacenti o psicotrope e di quelle di cui all’art. 70.

4. Nei casi di urgenza le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere richieste od impartite anche oralmente, ma il relativo provvedimento deve essere emesso entro le successive ventiquattro ore.


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