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Riforma del catasto: rendita Ici e Imu in base al valore di mercato?
19/03/2012 Autore : Redazione

Tra pochi giorni entrerà in vigore la riforma fiscale attualmente allo studio del governo Monti, che prevederebbe tra le altre misure anche una riforma del catasto che andrà probabilmente a stravolgere gli attuali meccanismi e parametri di calcolo dell'imposta sugli immobili (ICI e futura IMU).

Molte sono le ipotesi e le proposte filtrate negli ultimi mesi; sembra quasi certo che per gli immobili residenziali verranno introdotti i metri quadri al posto o unitamente al mero numero di vani attualmente utilizzato per il calcolo, un sistema effettivamente datato e obsoleto, risalente a diversi decenni fa.
Per gli immobili commerciali peraltro i metri quadri sono già utilizzati da tempo.

Dovrebbe poi essere introdotto un nuovo algoritmo che tenga conto, nel calcolo dell'imposta, anche dell'effettivo valore commerciale/di mercato dell'abitazione e/o delle spese di gestione, aggiornati ogni 2/3 anni; un meccanismo che tenderà (quantomeno nelle intenzioni) a rendere più equo il tributo, che a parità di vani, metri quadri e comune sarà dunque più alto per un immobile nuovo nel centro città rispetto ad un immobile di pari metri quadri ma appartenente ad una palazzina fatiscente in una piccola frazione isolata.

Si tratta comunque di interventi che presuppongono un grande lavoro di aggiornamento del catasto, sarà necessario innanzitutto inserire i metri quadri, misura che per milioni di abitazioni non è mai stata quantificata nè tantomeno depositata al catasto (si potrebbe pero' desumerla ad es. dalla tassa rifiuti).
Andrà poi calcolato, probabilmente per ogni particella catastale, il valore di mercato secondo l'algoritmo scelto dall'agenzia.

Un parametro pero' che unitamente alla rendità catastale sarà soggetto a ricalcolo periodico, pertanto sarebbe auspicabile l'istituzione di un parametro unico che tenga conto di rendita, metri quadri, valore commerciale, spese di gestione, etc.. altrimenti il nuovo sistema nel tentativo (o nella speranza) di rendere più "equo" il tributo, finira soltanto per complicare ulteriormente il già complesso labirinto di parametri, imposte, burocrazia e adempimenti che avvolgono più primario dei beni per l'uomo: la propria casa.

Redazione
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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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