Discussione: Presa d'aria su pozzo luce

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Messaggio iniziale:

irnet80
Utente registrato
21/08/2008
11:45:32
Tizio abita in un locale a piano terra in condominio da circa 10 anni, avendo ottenuto, da quella data, l'uso a civile abitazione.
Nell'unica stanza da bagno presente in questo locale ha ricavato una piccola presa d'aria (più precisamente una "luce") per la ventilazione(e relativa illuminazione) dello stesso a circa 1,80m da terra.
Orbene, detta apertura affaccia sul pozzo luce del condominio, il cui piano di calpestio è di proprietà esclusiva di Caio, proprietario dell'unico appartamento a piano terra che può accedervi.
Quest'ultimo ha richiesto a Tizio, con lettera raccomandata, la chiusura dell'apertura (da lui erroneamente definita veduta)perchè: 1)violerebbe la privacy e la sicurezza dello stesso Caio; 2)sarebbe fonte di esalazioni maleodoranti (N.B. si tenga presente che anche il bagno di Caio e di altri condomini affaccia sul pozzo luce). Vero è, peraltro, che il Regolamento Edilizio Comunale del Comune di pertinenza prevede:
"Tutte le finestre prospicienti su cavedio (pozzo luce) non dovranno avere affaccio e pertanto ingresso. Corridoi, bagni e WC avranno la soglia di finestra a quota non inferiore a m. 1,70 dai pavimenti e gli infissi avranno apertura vasistas".Quale soluzione sarebbe prospettabile? Tizio può trarre alcun beneficio dall'aver ottenuto l'autorizzazione per uso di civile abitazione da circa 10 anni? Grazie



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10215 interventi
21/08/2008 12:54:26
Tizio ha commesso un abuso.

Dovrà ripristinare come in origine, vi sono precisi riferimenti di Cassazione in merito.

Ricorda che la colonna d'aria che incombe sulla proprietà esclusiva (o calpestio) è di esclusiva competenza dell'avente diritto; sono quindi vietate aperture verso la colonna d'aria in oggetto.

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irnet80

Utente semplice
3 interventi
21/08/2008 15:54:19
Ti faccio notare che:"L'apertura di nuove finestre o la trasformazione di quelle esistenti sul muro comune verso gli spazi condominiali (nella specie: un pozzo di luce destinato ad arieggiare e illuminare i locali interni che vi prospettano), in corrispondenza della proprietà del singolo, costituisce esercizio del diritto di proprietà e non di quello di servitù, per cui non trovano applicazione le norme che disciplinano le vedute su fondo altrui (art. 900, 907 c. c.), bensì quelle che consentono al condomino di servirsi delle parti comuni per il miglior godimento della cosa, senz'altro limite che l'obbligo di rispettare la destinazione, di non alterare la stabilità e il decoro architettonico dell'edificio e di non ledere i diritti degli altri condomini (art. 1102, 1139 c. c.)." Cass. civ., 15/12/1982, n.6929

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
21/08/2008 18:45:02
La sentenza da te citata potrebbe non essere attinente col caso in oggetto.

Tu stesso hai riportato:

... detta apertura affaccia sul pozzo luce del condominio, il cui piano di calpestio è di proprietà esclusiva di Caio, proprietario dell'unico appartamento a piano terra che può accedervi.

Varrebbe quindi quanto da me risposto sopra, salvo indicazioni diverse riportate nel regolamento.

Rispondi


irnet80

Utente semplice
3 interventi
22/08/2008 09:31:59
Io credo che, anche qualora la realizzazione dell'apertura non sia prefigurabile quale esercizio del diritto di proprietà di Tizio, almeno debba riconoscersi una servitù gravante sul pozzo di luce considerando la destinazione dello stesso, che per definizione serve ad illuminare e dare aria ai locali prospicienti. Dunque, il diritto di proprietà di Caio sarebbe limitato dalla stessa destinazione del cavedio, per cui non sarebbero, a mio parere, applicabili le regole generali del cod. civ. attinenti alle aperture di luci su fondo altrui. Cosa ne pensi?

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claistron

Staff
10215 interventi
22/08/2008 11:44:15
Potrebbe essere valida la tua tesi, da avvallare prendendo però in considerazione le "distanze" dalla nuova "luce" rispetto alla proprietà privata dell'avente diritto al calpestio in oggetto.

Rispondi


irnet80

Utente semplice
3 interventi
22/08/2008 14:45:03
Qui, effettivamente, sorge un ulteriore problema perchè: l'altezza dell'apertura(1,70m, così come previsto dal relativo regolamento edilizio comunale) è rispettata all'interno del locale di Tizio ma non dal calpestio del pozzo luce, non essendo i due pavimenti sullo stesso piano e soprattutto non potendo Tizio spostare l'apertura più in alto. Al proposito rammento il disposto dell'art.901 n.3 c.c., che potrebbe fornire una soluzione. Cosa ne pensi?

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
22/08/2008 17:15:55
Non potendo controllare di persona o perlomeno non avendo precisi riferimenti relativi alle distanze, la mia risposta sarebbe comunque vaga.

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