Discussione: coibentazione soffitto passo carraio

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
09/01/2007
13:15:18
Abito in un condominio di 8 appartamenti.La signora che abita (da 40 anni)al primo piano, sopra il passo carraio da dove si accede al cortile condominiale, lamenta da tempo di avere freddo e di avere in casa una temperatura inferiore ai 20 gradi. Nell'ultimo anno abbiamo registrato un aumento vertiginoso delle spese per il riscaldamento centralizzato per garantire alla suddetta signora una temperatura di 21 gradi. E oltre a dover pagare tanto di più, noi altri condomini siamo costretti a patire un caldo infernale. Non ancora soddisfatta, tale signora pretende che venga coibentato a spese del condominio il soffitto di tale passo carraio e a tal fine è stata convocata un'assemblea straordinaria che ha deliberato l'effettuazione di suddetto lavoro di coibentazione per una spesa totale di 5000 euro. Poichè non ritengo di trarre beneficio da detto lavoro, anche se furbamente qualche condomino interessato ne ha fatto una questione di risparmio energetico per tutti (dicono che una volta coibentato tale soffitto, non saremmo più obbligati a tenere il riscaldamento centralizzato a temperature così elevate), posso rifiutarmi (e del resto ne ho già manifestata l'intenzione in assemblea) di partecipare alla spesa? Può la signora che abita tale appartamento rifiutare soluzioni alternative, meno gravose per il condominio, quali l'aggiunta di elementi radianti?
Grazie mille. Daniela77



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10154 interventi
09/01/2007 13:44:25
A questo punto io proporrei agli altri proprietari di passare al "riscaldamento autonomo", eviterete futuri contrasti e risolverete per sempre i problemi che sicuramente nasceranno anche dopo l'eventuale coibentazione; basta che almeno 1/2 dei condómini lo decida, anche gli altri dovranno accettare.
Leggi qui le normative: http://www.condomini.altervista.org/RiscaldMaggiorSemplice.htm

Ne caso in esame, se la proprietaria riesce a dimostrare che la temperatura nella sua abitazione non raggiunge i 20° allora sarà necessario provvedere.
Si può raggiungere il risultato facendo aumentare il numero degli elementi dei radiatori nel suo appartamento, obbligarla a inserire guarnizioni nelle porte e finestre, installare vetrocamere efficienti.
Solo se con altri mezzi (anche a suo carico) non si riuscisse a raggiungere 20°, allora sarà necessario intervenire con la coibentazione.

b>È importante sapere che la citata condómina potra far valere il suo diritto solo dopo aver presentato una "perizia tecnica" rilasciata da un ente certificato la quale dimosrti la veridicità dei fatti.

Insomma non fatevi calpestare senza ragione.

È solo il caso di accennare che se la maggioranza condominiale decide per la coibentazione, allora "tutti" dovranno partecipare alla spesa, anche i dissenzienti!



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Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
09/01/2007 14:20:55
L'ipotesi del passaggio al riscaldamento autonomo è esclusa.Premesso che c'è stato un netto rifiuto a far eseguire una perizia tecnica perché troppo costosa, come si fa a procedere alla rilevazione della temperatura? Mi spiego meglio: credo che non basti accertare con un semplice termometro la temperatura dell'ambiente. Non bisognerebbe sapere quante calorie "arrivano" all'appartamento? Se le calorie previste per legge arrivano, ma poi c'è una dispersione, non credo che debba risponderne il condominio. O sbaglio? C'è comunque un modo per obbligare la signora a chiamare un perito (e nel caso, a spese sue o del condominio?)o, vista l'approvazione del lavoro di coibentazione, possiamo ormai solo pagare, salvo poi impugnare la delibera?

Rispondi


claistron

Staff
10154 interventi
09/01/2007 14:50:39
Sembra che ormai la "frittata" sia stata fatta.

Avresti dovuto chiedere consiglio prima che accadessero i fatti .... ormai.....
Se l'assemblea, con le dovute maggioranze ha deliberato in merito, allora c'è poco da fare.

Non puoi impugnare la deliberazione, perchè la stessa appare "corretta".

Potrai portare davanti al giudice la signora in oggetto accusandola di "illecito arricchimento", il fatto è che ora le perizie e le spese le dovrai sopportare tu (sono ingenti tra legali, giudiziarie e peritali) mentre prima potevate pretendere che fosse la condómina in oggetto a presentare una perizia tecnifa fatta fare da un "ente certificatore" (solo l'uscita con la strumentazione costa più di 500€).

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