Discussione: compensi all'amministratore

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
14/11/2006
20:09:49
Salve colleghi del forum,
ho un quesito da porre:
l'amministratore di condominio può chidere un compenso sui lavori straordinari?
in particolare l'amministratore del mio condomini ha inserito tra le spese per la metanizzazione del complesso un compenso pari al 4% sull'importo dei lavori!!!
tutto ciò è lecito?



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10140 interventi
14/11/2006 22:43:06
Se non previsto in sede di contratto annuale, l'amministratore non può chiedere compensi extra il corrispettivo concordato.
E' comunque in uso chiedere un compenso per il tempo dedicato al condominio in questo frangente.
Il 4% può comunque sembra eccessivo, dipende dall'importo dei lavori stessi.
Aveva incarichi particolari?

Leggi qui le Sentenze in merito a questa problematica:

http://www.condomini.altervista.org/OnorarioAmministratore.htm






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Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
15/11/2006 16:02:41
Il compenso all'amministratore normalmente viene pattuito nel contratto di conferimento del mandato; teoricamente il compenso potrebbe anche non essere determinato, pur rimanendo l'onerosita del mandato. In tal caso la determinazione avverrebbe ai sensi dell'art. 1709 c.c., sulla base di tariffe professionali, qualora amministratore risulti iscritto ad un albo (geometri, ingegneri, avvocati, commercialisti, etc.), ovvero secondo gli usi o secondo la determinazione da parte del Giudice. In questa ipotesi l'amministratore potrebbe pretendere il compenso per ogni tipo di mansione svolta e, qualora fosse iscritto ad un albo, potrebbe pretendere tale compenso oltre che per l'attivita amministrativa ordinaria, anche per l'attivita amministrativa straordinaria.
Viceversa, nei casi in cui vi sia la determinazione del compenso, questa può avvenire in maniera analitica o forfettaria, nel primo caso predeterminandosi i costi di tutte le singole attivita di amministrazione, (ordinarie e straordinarie), con l'indicazione specifica del compenso per ogni singolo atto, nel secondo caso prevedendosi il pagamento di una somma complessiva, senza distinzione di specifiche attività alle quali essa si riferisca.
Ora, nei casi di determinazione forfettaria del compenso, non è lecito e consentito all’amministratore di pretendere compensi ulteriori rispetto a quelli pattuiti, anche qualora egli dimostri di aver svolto attività di straordinaria amministrazione.
E’ noto come il codice civile preveda espressamente che nei compiti specifici dell'amministratore rientri l'esecuzione delle delibere assembleari qualsiasi esse siano, senza delimitarle a quelle ordinarie: quindi, se viene pattuito solo il compenso forfettario, non è possibile ottenere una maggiorazione del compenso, neppure in presenza di effettuazione di eventuali lavori straordinari o di svolgimento di assemblee straordinarie.
Anche la suprema Corte di Cassazione, di recente, si è pronunziata nel senso che il compenso forfettariamente pattuito con l’amministratore necessariamente ricomprenda anche le assemblee straordinarie in quanto costituiscano - a differenza di quanto avvenga in materia societaria, dove vi sono competenze specifiche - eventi accessori alla gestione ordinaria del condominio (Cass. 3596 del 12/3/03).
In altre parole, nelle assemblee straordinarie non si decide su particolari materie non ricomprese nella gestione ordinaria, ma le riunioni sono espletate quando l’amministratore o i condomini (questi ultimi secondo le quote disposte dalla legge) ritengano opportuno chiamare l’assemblea, oltre la seduta ordinaria, a decidere anche su questioni inerenti la gestione ordinaria.
Lo stesso dicasi per l’effettuazione di eventuali lavori straordinari, allorquando sia stato pattuito un onorario forfetizzato e, nel corso della gestione, si sia verificata la necessità di procedere a lavori di rilevante entità: in tali casi la giurisprudenza di merito si è pronunciata sul punto, chiarendo che l’onorario forfetizzato contenga anche eventuale gestione di attività eccedenti l’ordinaria amministrazione o di rilevante entità (su tutte, vedasi Trib. Genova, sentenza n. 1501/01); d’altro canto, l’amministratore-mandatario, qualora ritenga che la sua attività non sia sufficientemente retribuita, è sempre libero di recedere dal contratto.


Rispondi


claistron

Staff
10140 interventi
22/11/2006 16:06:07
.... In questa ipotesi l'amministratore potrebbe pretendere il compenso per ogni tipo di mansione svolta e, qualora fosse iscritto ad un albo, potrebbe pretendere tale compenso oltre che per l'attivita amministrativa ordinaria, anche per l'attivita amministrativa straordinaria....

Non esistendo a tutt'oggi un "albo" per gli amministratori condominiali, è fuorviante indicare un eventuale albo "diverso" a cui potrebbe essere iscritto l'amministratore e su cui fare riferimento circa eventuali emolumenti.





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