Discussione: corte comune senza intestatari

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Messaggio iniziale:

falcone
Utente registrato
14/02/2016
12:56:08
Esiste una corte comune in campagna e le particelle dei rustici che vi si affacciano, al catasto risultano " con diritto alla corte sulla particella 24". Agli atti non risulta la particella corte 24 in capo a nessuno come proprietà. L'estratto catastale della corte non ha intestatari.
Avviene che nel lontano 1954 il Catasto effettua una ricognizione e trovando la particella 24 delimitata da muro con porta per accedere ad una lingua di terreno di 40 mq prospiciente a due sole case ed al servizio esclusivo di dette due unità varia e divide la corte in due particelle la 24 e 21 ma riporta che la derivata particella (21) è comune a tutti come la originale originale 24. Il frazionamento d'ufficio non viene comunicato ai proprietari dei rustici per cui i discendenti dei rustici prospicienti alla 21 delimitata da muro alto 3 metri con porta continuano a pensare che la particella appartiene a loro e la utilizzano come loro corte fino al 1970, anno in cui vendono i rustici ed anche i nuovi proprietari utilizzano la 21 come propria. Nel 2014 si accorgono nel chiedere gli estratti catastali dei loro beni che la part. 21 su cui sono prospicienti risulta al catasto come corte comune con tutti gli altri proprietari dei rustici prospicienti alla originale 24.Considerato lo scarso valore del bene rappresentano agli altri la questione chiedendo una dichiarazione come bene loro nulla hanno a pretendere sulla 21 e che questa non ha alcuna funzione di corte per loro che stanno alle spalle delle 2 strutture che serve la 21. Questi pur riconoscendo l'avvenuta usucapione per firmare vogliono parecchi soldi per cui non se ne fa niente. Non convenendo instaurare una causa come si può risolvere con il catasto la situazione? Grazie a chi vorrà darmi indicazioni. Saluti.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10214 interventi
15/02/2016 00:12:23
Puoi tentare con un intervento al catasto tramite professionista (con poche possibilità di risultati soddisfacienti).

Ricordati che l'usucapione non si può considerare "definita di fatto", per farla valere è necessario il pronunciamento di un giudice, con costi piuttosto elevati (perizie, testimonianze, professionisti di parte, avvovati, spese burocratiche, ecc.):

http://www.condomini.altervista.org/SentenzeUsucapione.htm

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falcone

Utente avanzato
23 interventi
15/02/2016 16:15:19
Ma allora sta sentenza della Cassazione del 2007 che afferma che di fatto la cosa ti appartiene se è maturato il tempo e ne puoi fare quello che vuoi a che serve? Se la particella andrà in successione guarda caso però ai fini fiscali è valida e in catasto sarà riportata in capo all'erede e così di erede in erede. Ti ringrazio e ti auguro una buona serata!6

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claistron

Staff
10214 interventi
16/02/2016 10:20:19
Non è proprio così, meglio leggere tutto il dispositivo della Cass. sent. n. 2485 del 5.02.2007.
È l'unica sentenza che parzialmente si discosta dalla linea sempre seguita dalla Cassazione in merito a queste controversie, oltretutto si riferisce solo alla procedura "notarile" relativa alla trascrizione degli atti rogitali relativi all'usucapione.

Conviene leggere anche il parere dell'Agenzia delle Entrate in merito a questo problema, lo trovi qui:

Parere Agenzia Entrate

Ripeto, l'usucapione può essere fatta valere presso terzi solo dopo il pronunciamento di un giudice, oltretutto l'eventuale futura vendita di questo bene acquisito solo "a parole", rivendicando l'avvenuto possesso ultraventennale, può essere impugnato entro dieci anni dalla vendita da qualsiasi avente diritto. (Codice civile)

Anzi, se al catasto non risulta la proprietà del bene rivendicato tramite "regolare" procedura di usucapione, il notaio non può (potrebbe) convalidare nell'atto di trasferimento la situazione "solo" rivendicata e non ancora "dichiarata" giudizialmente.

Insomma, se colui che rivendica l'usucapione non ottempera la regolare procedura di acquisizione, può ritrovarsi spogliato del bene in qualsiasi tempo.

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falcone

Utente avanzato
23 interventi
17/02/2016 13:31:22
Grazie, conosco la circolare delle Entrate da te segnalata.
Con la successione e citando il bene che si dichiara acquisito per usucapione, è chiaro, leggendo il terzultimo capoverso della Circolare, che l'erede ottiene a suo nome trascrizione e voltura catastale ai fini fiscali pur non essendo tale voltura idonea a trasferire la proprietà. Tuttavia il possesso ultraventennale continua in capo all'erede o mi sbaglio? A questo punto si genera una situazione piuttosto strana: i comunisti vantano una comunione su corte (con cui non hanno niente a che fare perchè "di fatto" non sono soddisfatti i dettati dell'art. 1117 né ulteriori disposizioni della Cassazione) e per i diritti di comunione fanno riferimento soltanto ed esclusivamente alle risultanze catastali e non ad atti d'acquisto della specifica particella. Ed allora mi chiedo come faranno a dimostrare che sul cortile in questione hanno diritti assunto che non comparira' più catastalmente come cortile a loro comune, ma all'erede che in forza di successione ha ottenuto la trascrizione e voltura a suo nome della particella in questione. Grazie.

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claistron

Staff
10214 interventi
17/02/2016 21:04:42
La "particolare" questione da te indicata, dovrà essere gestita da un professionista di parte e supportato da un legale esperto nella materia.

A priori non si può conoscere ciò che potrebbe decidere un giudice.

Un contenzioso su questo argomento potrebbe durare parecchi anni e comportare esborsi notevoli per i compensi dei legali, dei periti di parte e controparte, delle visure e controvisure, delle testimonianze di parte e di controparte, della documentazione in possesso delle parti.

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falcone

Utente avanzato
23 interventi
20/02/2016 17:59:53
Gentilissimo, ho posto il quesito perchè il proprietario mi ha interessato per cercare di capire come stanno le cose. Colui che accampa diritti su una particella di spazio comune altro non è che un pastore/contadino e confina con terreno libero agricolo di circa 5000 mq su quella lingua di corte secondaria da una parte e dall'altra con un piccolo rustico e con altro più grande utilizzato come stalla . Questo signore non vuole e non può assolutamente sostenere spese per vedersi assegnare dal giudice qualcosa come 35 (?) mq di cui è anche comproprietario sempre secondo Catasto . Dopo le tue cortesi delucidazioni, il mio consiglio è stato : tieniti la piccolissima corte di cui hai il possesso e sei proprietario del bene che comunque andrà a tuo figlio, anche se il titolo non puoi opporlo a terzi e se agli altri non sta bene che tu attraversi la corte principale e quella che possiedi da tempo immemorabile, con i tuoi animali,(perchè alla fine di questo si tratta) lascia che siano loro ad agire se ne avranno voglia. Grazie. Distinti saluti.

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