Discussione: mutuo non erogabile per inadempienza venditore

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Messaggio iniziale:

zecpat
Utente registrato
02/02/2015
13:31:09
Buongiorno
ringrazio in anticipo chi vorrà aiutarmi per questo problema:
ho sottoscritto una proposta di acquisto tramite agenzia, consegnando un acconto di 5000 Euro,indicando la clausola “salvo buon esito del mutuo”, che è stata accettata dalla parte venditrice.
Al momento dell'avvio delle pratiche di richiesta del mutuo, scopro che l'appartamento ha dei vizi catastali, e che quindi la banca richiede di sanarli pena la mancata erogazione del mutuo. Ho chiesto al venditore, tramite agenzia, di darmi una proroga della scadenza ultima della validità della proposta d'acquisto (che nel frattempo è scaduta e doveva essere tramutata in compromesso) per consentire i tempi tecnici per concludere la pratica ma lui non sembra disposto.
La domanda è: visto che la mancata erogazione del mutuo dipende da vizi di accatastamento di cui è responsabile il venditore, quest'ultimo può rifiutarsi di prorogare la validità della proposta di acquisto affermando che non può attendere mesi prima di vendere la casa dato che ne deve acquistare un'altra? E se si rifiuta, quali sono le conseguenze? Il punto è che se è vero che da un lato l' inadempiente sono io perché non ho rispettato la scadenza della proposta d'acquisto, dall'altro è lui responsabile dei ritardi. Lui afferma che non può essere certo che la mancata erogazione del mutuo dipenda solo dai vizi catastali del suo appartamento
Vi ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10191 interventi
02/02/2015 16:38:47
Spero che la proposta di acquisto (preliminare) sia stato regolarmente registrato.

Se l'unità immobiliare presenta i vizi da te descritti, tocca all'attuale proprietario sanarli, pena la nullità del contratto sottoscritto e la restituzione della caparra raddoppiata.

Infatti dal primo luglio 2010 è entrata in vigore la norma che impone la verifica della regolarità catastale dei fabbricati prima del rogito. Il notaio, prima della stipula degli atti di vendita dei fabbricati, o di altri atti con i quali si trasferiscono o costituiscono diritti reali sugli stessi deve verificare che l’immobile sia regolarmente censito in catasto a nome del legittimo proprietario (o titolare del diritto reale), il quale deve dichiarare che i dati catastali e le planimetrie depositate in catasto corrispondono allo stato di fatto del fabbricato.
La mancanza di queste dichiarazioni determina la nullità dell’atto, e dunque l’invalidità della compravendita o dell'atto relativo all’immobile (art. 29, comma 1-bis, della legge 27 febbraio 1985 n. 52, introdotto dall’art. 19, comma 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, come risultante dalla legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122).


Rispondi


zecpat

Utente semplice
5 interventi
02/02/2015 17:14:17
Grazie per la risposta
se posso chiedere avrei un ulteriore chiarimento da chiedere in merito perché c'è una cosa che non mi è chiara: dato che mi interessa l'appartamento io non miro alla nullità del contratto e a ottenere la caparra raddoppiata indietro. Data questa premessa posso obbligare il venditore a sanare i vizi e prolungare la scadenza per l'ottenimento del mutuo? Cioè il mio timore è che il venditore preferisca per motivi vari restituirmi il doppio della caparra piuttosto che perdere altro tempo per sanare i vizi, prolungare la scadenza della proposta d'acquisto e aspettare che mi venga concesso il mutuo. Quello che non mi è chiaro è se lui possa scegliere quale strada seguire fra: restituzione caparra raddoppiata e relativo annullamento contratto oppure sanare i vizi? Lo posso obbligare ad eseguire il contratto, dato che mi interessa l'appartamento oppure se lui decide che preferisce 'pagare pegno' e restituirmi la caparra raddoppiata io non posso farci più nulla? Chi è che ha l'ultima parola in questi casi?
Grazie mille

Rispondi


claistron

Staff
10191 interventi
02/02/2015 19:40:54
Tu non puoi obbligare NESSUNO a fare ciò che desideri personalmente.

Nemmeno un giudice può imporlo, al limite può comminare una sanzione per il mancato rispetto del contratto.

Rispondi


zecpat

Utente semplice
5 interventi
03/02/2015 09:41:15
Grazie infinite per le risposte ora ho le idee più chiare
Saluti

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