Discussione: spese di riparazione e manutenzione straordinaria per SERVITU'

Torna al forum: "condominio" Stampa discussione (testo semplice)

Corso per amministratori di condominio Overlex / Cescond

Consulenza Legale on line Overlex . Consulenza Fiscale on line Overlex


Messaggio iniziale:

arcy
Utente registrato
21/01/2014
20:08:50
Salve
mio padre abita in un appartamento di sua proprietà ubicato una palazzina bifamiliare costituita di un solo piano con l'androne di accesso e vano scale in godimento di una servitù di passaggio ma di proprietà esclusiva dell'altro
proprietario, la domanda è:
Poichè di recente quest'ultimo accampa richieste di interventi straordinari, (rifacimento impianti elettrico e citofonico) pitturazione e altri interventi vari in che misura mio padre dovrà partecipare alle spese complessiva dei lavori?
Grazie



Corso On Line per Amministratori di Condominio

Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10152 interventi
21/01/2014 20:27:24
In teoria la spesa dovrebbe essere suddivisa in base ai millesimi tra il proprietario ed il titolare del diritto di servitù.

Se non esistono millesimi (come suppongo), si può ripartire in parti uguali o in base ai valori catastali. (Cassazione)

Rispondi


arcy

Utente avanzato
42 interventi
22/01/2014 15:48:25
In realtà in titolo non risulta nulla che possa regolamentare in che misura debba intervenire per la conservazione della servitù. E' il frutto di una animata controversia nata negli ultimi tempi, poichè la struttura è stata edificata 40 anni fa su un terreno diviso in due parti uguali dei rispettivi proprietari. Il progetto di edificazione , concordato e approvato da entrambi , ha realizzato una strutturta con l'androne di accesso in comune ma quest ultimo ricade per più di metà all'interno del suo terreno originario. Da qui, negli ultimi anni è scaturita la presunzione e la rivendicazione della controparte per l'esclusività della proprietà dell'androne e il riconoscimento della sola servitù per mio padre.

Rispondi


claistron

Staff
10152 interventi
22/01/2014 19:36:30
Non cambia niente.

Essere proprietario comporta il pagamento di maggiori oneri catastali, Imu, Tares, ecc.

Essere titolare del solo diritto di servitù di passaggio invece ti da gli stessi diritti d'uso del bene (tranne che modifiche straordinarie), pagherai le spese ordinarie e di conservazione, ma non sarai soggetto alle spese fiscali citate sopra.

Rispondi


arcy

Utente avanzato
42 interventi
23/01/2014 21:10:56
salve
scusate se approfitto della vostra professionalità ed esperienza, volevo chiedervi in merito alla problematica esposta, la differenza di significato e proprio nel diritto tra "comproprietà dell'androne e parti comuni" e " comunione incidentale ad uso e godimento dell'androne e parti comuni".
Grazie

Rispondi


claistron

Staff
10152 interventi
24/01/2014 18:20:47
Nel tuo caso nessuna delle due citazione ha attinenza, a meno che non siano espressamente citate nei titoli di possesso o di compravendita.

Qui si tratta di "diritto di servitù di passaggio", ben illustrato e definito dagli appositi articoli del c.c. nella sezione Servitù; quindi non si tratta ne di comproprietà, ne di comunione.

Rispondi


arcy

Utente avanzato
42 interventi
25/01/2014 09:36:06
Salve
ho posto il quesito precedente poichè mi sono rifatto a questa sentenza della Cassazione che riporto di seguito,

"Corte di Cassazione Sezione III civile, sentenza 09 marzo 2006, n. 5112. Nel caso in cui più soggetti, proprietari in via esclusiva di aree tra loro confinanti, si accordino per realizzare una costruzione, per il principio dell'accessione, ciascuno di essi, salvo convenzione contraria, acquista la proprietà esclusiva della parte di edificio che insiste in proiezione verticale sul proprio fondo, con la conseguenza che anche le opere e strutture inscindibilmente poste a servizio dell'intero fabbricato (quali scale, androne, impianto di riscaldamento, ecc.) rientrano per accessione, in tutto o in parte, a seconda della loro collocazione, nella proprietà esclusiva dell'uno o dell'altro, salvo l'istaurarsi sulle medesime, in quanto funzionalmente inscindibili, di una comunione incidentale di uso e di godimento, comportante l'obbligo dei singoli proprietari di contribuire alle relative spese di manutenzione e di esercizio in proporzione dei rispettivi diritti dominicali."

La sentenza sopra esposta, riflette esattamente la nostra situazione, per questo motivo , nell'ipotesi che si dovesse sventolare una soluzione del genere "comunione incidentale ad uso e godimento" che differenza corre tra questa e il diritto di servitù di passaggio?
Grazie ancora per la sua gentile disponibilità

nullnull

Rispondi


claistron

Staff
10152 interventi
25/01/2014 18:20:21
Hai preso in esame una sentenza non attinente, qui si parla di "più proprietari in via esclusiva ....".

Il tuo caso riflette invece un unico proprietario esclusivo e un avente diritto di passaggio.

Questa situazione, come ti ho detto sopra, è espressamente e compiutamente segolata nel capitolo "servitù" del Codice Civile e non nel capitolo del possesso o del condominio.

Rispondi


arcy

Utente avanzato
42 interventi
25/01/2014 19:54:05
scusami se insisto, ma voglio fare una precisazione per rendere meglio l'idea: in origine esisteva un unico terreno di proprietà di mia nonna che volle donare ai suoi due figli (mio padre e mio zio) dividendolo in due parti uguali. Gli stessi, diventati proprietari in via esclusiva di aree tra loro confinanti, si accordarono per realizzare una costruzione accorpando le due aree confinanti progettando il fabbricato con un unico accesso, unico androne e scale. Ovviamente, era impensabile che queste parti comuni potessero essere perfettamente divisibili, pertanto, in tutto o in parte, a seconda della loro collocazione, insistono nella verticale della proprietà esclusiva dell'uno o dell'altro. Quindi il concetto di servitù, non è scritto da nessuna parte ma è quello che la controparte (mio zio) vorrebbe riconoscere a mio padre, di converso riteniamo che si sia consolidata nel corso degli anni una comunione incidentale ad uso e godimento, ossia entrambi usano la cosa comune con gli stessi usi e godimento finchè esiste questa struttura.
Spero di essere stato chiaro e che si riesca a trovare una soluzione o un compromesso a questa situazione poiché sta diventando, seppur a prima vista banale, un problema.

Rispondi

Pagina: Successiva »»

1 | 2 |



Scrivi il tuo messaggio di risposta
Tuo nome: Solo per utenti non registrati.
Scrivi qui la tua risposta

Inserisci nel testo >> Un link a un Sito web | | | |
Scrivi un testo in >> Grassetto | corsivo | Sottolineato
Voglio ricevere un' e-mail quando qualcuno risponde dopo di me (solo utenti registrati)
Digitare il numero nella casella di testo (misura di sicurezza anti-spam)


Sono severamente vietati: offese, polemiche, linguaggio scurrile, inserimento di dati personali o dati sensibili (religiosi, di salute, di convinzioni politiche)
Il forum e' moderato e controllato giornalmente: i messaggi non consentiti verranno subito rimossi, e se necessario segnalati alle autorita' competenti.
A tale scopo, viene registrato l'indirizzo IP del pc da cui scrivete.

Ultime 10 discussioni con parole chiave simili a questa
attribuzioni spese frontalino balcone aggettante
attribuzione spese conricione sotto-stante la proprietà
attribuzione spese lastrico a negozi in parte coperti dallo stesso
pagamento delle spese per realizzazione cancello ingresso.
partecipazione alle spese per rifacimento portone ingresso condominio
riparto spese per assicurazione fabbricato
spese condominio bon non iscritte nel contratto di locazione
ripartizione spese intervento tetto condominiale
tinteggiatura facciate spese straordinarie
spese condominiali a fronte di un impianto fotovoltaico non attivo
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading