Discussione: Problemi per il distacco dall' impianto centralizzato di riscaldamento condominiale.

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Messaggio iniziale:

ruggero15
Utente registrato
19/11/2013
01:08:42
Salve,

mi auguro che riesco finalmente a far luce su un annoso problema.

Abito in un Condominio dove e' cambiato da qualche anno l' Amministratore e dove ci sono sempre state controversie tra i condomini per la gestione amministrativa del riscaldamento soprattutto dopo che sono stati introdotti contabilizzatori di calore e valvole termostatiche.

Siamo 28 condomini di cui una buona parte usano l' impianto per molte ore della giornata ed altri come me solo un paio di ore la sera quando rientrano a casa.

L' impianto costruito all' inizio degli 60 ha una caldaia di tipo a modulazione e resta acceso con soluzione di continuità durante il periodo di esercizio. La fruizione avviene tramite l'apertura delle valvole termostatiche che non sono telecomandabili e che spesso restano anche bloccate in posizione aperta per la morchia presente nell' impianto e che si deposita nelle valvole stesse.

La contabilizzazione avviene con il classico 30% a preventivo, 70% sui consumi e consuntivo finale. Le tabelle millesimali per il riscaldamento utilizzate per la contabilizzazione del 30% sono state approvate ( me escluso ) molto tempo fa in una Assemblea nella vecchia gestione condominiale e successivamente di li a breve ritoccate per le molte discussioni e controversie tra i condomini sui i dati rilevati e nonostante cio' sono presenti rilevanti errori sulle potenze termiche dei termosifoni. Le tabelle usate per il 70% sono piu' rispondenti alla realta' e sono redatte dalla Ditta che fa la manutenzione dell' impianto e la lettura dei contabilizzatori di calore.

Gia' dal 2008 avevo chiesto il distacco dall' impianto centralizzato ed ero stato anche incoraggiato a farlo dal vecchio Amministratore per le numerose controversie e discussioni tra i condomini per la contabilita' e che secondo lui avrebbero di li a poco portato al passaggio ad impianti autonomi suggerendomi anche, dato che ero in fase di ristrutturazione dell' appartamento, di dotarmi anche io di impianto autonomo di riscaldamento,cosa che ho poi fatto.

Il nuovo Amministratore, nonostante gli avessi esposto le mie ragioni e fatto presente che mi ero gia' dotato di impianto autonomo su suggerimento del vecchio Amministratore, e' sempre stato di idea contraria dicendomi inizialmente che non potevo staccarmi dall' impianto centralizzato perche' inizialmente sosteneva che l' impianto centralizzato con contabilizzatori di calore e' gia' di fatto equivalente ad un impianto autonomo e mi ha inoltre ribadito piu' volte che mi avrebbe ostacolato impedendomi di staccarmi dall' impianto centralizzato sostenendo che il mio esempio avrebbe poi favorito il successivo distacco di altri condomini.

Due anni fa confortato da numerose Sentenze della Cassazione ho comunicato all' Amministratore tramite Raccomandata il distacco dall' impianto centralizzato e che conseguentemente non dovevano essermi piu' addebitati i costi per i consumi ma che avrei comunque continuato a contribuire alle spese per la manutenzione e la conservazione in esercizio dell' impianto.

Non ho ricevuto nessuna risposta dall' Amministratore e solo nella successiva Assemblea, dopo piu' di anno dall' invio della Raccomandata,( nel nostro Condominio se va bene si fa si e no un' Assemblea l' anno ) l' Amministratore portava come uno degli argomenti all' ordine del giorno il mio distacco che non solo veniva contestato e non accettato in rispetto delle normative vigenti ma mi veniva anche richiesto di reinstallare immediatamente tutti i radiatori ( distaccati ormai dall' impianto da lungo tempo !!! )in particolare uno dei condomini diceva che avrei dovuto rimontare subito i termosifoni perche' il mio distacco avrebbe recato danni all' impianto centralizzato e creato gravi scompensi e spese ulteriori.

Ho fatto mettere a verbale che il mio distacco era regolare in rispetto della Legge vigente non creando scompensi o squilibri sull' impianto e che non recava danni e che sempre a termini di Legge non creando problemi di sorta non poteva essere impedito dall' Assemblea.

Lo scorso Giugno successivamente alla pubblicazione della nuova Legge sul condominio sulla Gazzetta Ufficiale inviavo un' email all' Amministratore ribadendogli come gia' comunicato con Raccomandata e verbalizzato in Assemblea in cui avevo comunicato e argomentato che il mio distacco non recava squilibri o scompensi all' impianto e che conseguentemente l' Assemblea ne doveva prendere atto e non aveva la facolta' di non accettarlo e di rivedere la posizione di impormi obbligatoriamente a dover riallacciare i termosifoni all' impianto centralizzato dato che tale imposizione era lesiva sui diritti individuali di proprieta' personale.

A distanza di mesi, non avendo piu' ricevuto alcuna risposta o riscontro da parte dell' Amministratore e pensando di aver ormai risolto definitivamente il problema, ho poi parlato di altre cose con l' Amministratore del Condominio e lui verbalmente mi ha fatto presente prima che il mio distacco non era approvato perche' creava squilibri al regolare funzionamento dell' impianto.

Alla mia obiezione in cui gli ho risposto che la sua argomentazione non era rispondente alla realta' perche' essendo l' impianto a modulazione non ha problemi a funzionare sia con tutte le valvole chiuse che aperte addattandosi alla condizioni di carico termico senza nessuna difficolta' ne creando scompensi e squilibri.

Sorpreso dalla mia risposta determinata e tempestiva l' Amministratore ribatteva che il mio distacco non e' corretto a termini di Legge perche' comporta l' aggravio di costi per gli altri condomini.

E normale che se prima c'erano 28 condomini ed ora diventano 27 la mia quota parte mancante puo' comportare un minimo aumento di costi per gli altri.

L' Amministratore oltre l' Assemblea e quanto scritto sul verbale poi da me contestato, in forza delle Sentenze di Cassazione e della nuova Legge sul Condominio, non mi ha mai dato una risposta ufficiale

Posso considerare la questione risolta e non tener conto di quanto mi e' stato detto verbalmente dall' Amministratore ?

O e' necessario produrre una relazione da parte di un tecnico specializzato che certifichi che non ci sono squilibri e scompensi all' impianto o aggravi di costi se non quelli relativi ad una ripartizione per 27 anziche' 28 condomini conseguenti al mio distacco ?







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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10152 interventi
19/11/2013 16:14:47
Avresti dovuto produrre una dichiarazione periziata da parte del professionista che ti ha installato l'impianto o da un termotecnico certificato che il distacco dal centralizzato non provocava alcun squilibrio all'impianto stesso e non comportava maggiori oneri per il resto dei condómini.

Le tue dichiarazioni (private) ed i riferimenti alle sentenze di Cassazione:

http://www.condomini.altervista.org/ImpiantoCentralizzato.htm

http://www.condomini.altervista.org/RiscaldamentoDistacco.htm

possono essere confutate producendo una perizia da parte degli altri condómini che certificano il contrario.

Di solito una simile perizia ... "costa"... e tanti sono restii ad instaurare un contenzioso su questo tema.

Se sei ancora in tempo, fai fare una perizia da un termotecnico, farai cessare qualsiasi contestaxzione nei tuoi confronti.

Rispondi


ruggero15

Utente semplice
1 interventi
19/11/2013 18:00:41
Comunque l' Amministratore ufficialmente non mi ha mai risposto ufficialmente mentre io gli ho inviato una raccomandata. La sua risposta e' poi arrivata in Assemblea e da me replicata e sempre verbalizzata in Assemblea. Dopo cio' gli ho mandato un' email con avviso di lettura che lui ha ricevuto e ha letto a cui non ha risposto. La sua risposta e' stata solo verbale e non scritta.

Posso rimandargli l' email x raccomandata ed attendere la sua risposta ( che come gia' avvenuto in precedenza quasi sicuramente non ci sara' ) e inviargli la perizia giurata solo dopo la sua risposta o inviargli direttamente la perizia giurata ( che come dici giustamente tu costa ) senza un suo sollecito.

Cosa mi consigli ?

Rispondi


claistron

Staff
10152 interventi
19/11/2013 20:07:21
Aspetta eventuali decisioni dell'assemblea e dell'amministratore.

Con la perizia in mano, con le copie delle email e delle raccomandate potrai eventualmente proporre ricorso con ottime possibilità di riuscita, potrai astenerti dal pagare le somme in eccesso, così sarà la controparte a dover fare eventualmente ricorso.

Ti ricordo che ora non è necessario rivolgersi al giudice, bisogna prima esperire la "mediazione obbligatoria".

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