Discussione: Doveri proprietari di suoli non edificati

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batatoo
Utente registrato
23/10/2013
11:00:04
Egr. Claistron, vorrei il Suo parere su una casistica riguardante diritti e doveri sulla proprietà di un suolo non edificato in ambito urbano, del quale riporto per precisione espositiva la relativa notifica.

“” OGGETTO. Inconvenienti igienico – sanitari ed ambientali in Via XXX
VISTA la relazione del Comando della Polizia Municipale prot. XXX, da cui si evince che in Via XXX, vi sia un suolo in completo stato di abbandono con presenza di rifiuti di vario genere di erbe e specie infestanti;
CONSIDERATO che la situazione, in cui versa l’area, costituisce pregiudizio per la salute pubblica e l’igiene urbana;
RITENUTO pertanto, improcrastinabile il ricorso all’adozione di un apposito provvedimento nei confronti del proprietario identificato, per l’esecuzione dei necessari interventi di bonifica del sito, anche ai fini di impedire l’ulteriore propagazione degli inquinanti ed il conseguente peggioramento della situazione ambientale, igienico sanitaria e di pericolo di incendio;
DIFFIDA il proprietario del suolo, inficiato da erbe infestanti a rifiuti di vario genere, a provvedere all’esecuzione degli interventi di seguito elencati nella sua proprietà, da completarsi entro e non oltre 15 (quindici) giorni dalla ricezione della presente:
- Estirpazione della vegetazione spontanea presente;
- Rimozione ed avvio al recupero o allo smaltimento in discarica controllata, di ogni tipo di rifiuto e di materiale di risulta, ai sensi della normativa vigente;
- Messa in sicurezza e Bonifica del suolo;
- Adozione di tutte le misure idonee al controllo ed alla prevenzione di ulteriori inconvenienti igienico-sanitari.
AVVERTE il proprietario che, non ottemperando, nei termini su indicati, a quanto disposto nella presente Diffida, saranno adottati i provvedimenti consequenziali previsti dalla legge.
La presente è da intendersi quale comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 della Legge 241/90 ””

Della su indicata DIFFIDA giustamente come da disposizione di legge il proprietario deve adoperarsi affinchè le sterpaglie spontanee non causino pericoli d’incendio, ma per tutto il resto mi pare che la P.A. voglia scaricare Sue responsabilità e competenze sul proprietario. Infatti dal momento che non gli è stato contestato il reato di abbandono spontaneo di rifiuti né tantomeno il concorso nel fare della sua proprietà una discarica abusiva come da Art. 14 del D.lg. n. 22 del ’97, tale obbligo di rimozione dei rifiuti incombe in primis all’autore dell’illecito e al proprietario stesso qualora risulti colto in flagrante nell’illecito.
Spetterebbe per tanto alla P.A. dimostrare che il proprietario non abbia fatto quanto in suo potere per evitare il degrado, dai toni della Diffida sembra che si voglia oberare oltre modo il dovere di diligenza/sorveglianza che spetta al proprietario del suolo, pretendendo una sorveglianza per 24h al giorno onde evitare che ignoti abbandonino dei rifiuti, andando oltre il lecito di quel che è la diligenza del buon padre di famiglia che è alla base della nozione di colpa.
Inoltre si impone al proprietario di “Messa in sicurezza e adozione di misure idonee al controllo del suolo”, che si potrebbe interpretare come “Obbligo di installare apparecchi di sorveglianza a TVCC o almeno alla sua recinzione”!!
Mi pare proprio un’assurdità, anche perché come da Art. 841 del C.C. la recinzione di un suolo è una facoltà del proprietario e non certo un obbligo e che per tanto non può essere considerata come una condotta negligente per un eventuale abbandono di rifiuto ad opera di terzi.
Inoltre la Cassazione ha anche precisato che, comunque, non è punibile e non può essere obbligato alla rimozione chi, avendo la disponibilità di un' area sulla quale altri abbiano abbandonato rifiuti, si limiti a non attivarsi perché questi vengano rimossi, dispone inoltre che, in caso di assenza di colpa da parte del proprietario del suolo, Il Comune può e deve autorizzare i propri agenti ad introdursi nell’altrui proprietà, tanto più che non è recintata, al fine di prelevare e provvedere alla ripulitura straordinaria del suolo.
Quindi Le chiedo come attivarsi/comunicazioni alla P.A. nella malaugurata ipotesi o almeno per prevenire un’eventuale sanzione amministrativa che dovesse scaturire da tale situazione.
Scusandomi per essermi dilungato resto in attesa di un Suo riscontro, grazie.
Cordialmente batatoo



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10141 interventi
23/10/2013 12:41:48
Appare evidente che la "comunicazione" diffida inviata dall'autorità comunale si inserisce nella sfera "sanitaria".

Il comune è "obbligato" (probabilmente su sollecito di altri proprietari adiacenti); se avesse omesso la diffida, avrebbe potuto incorrere in omissione di atti di ufficio.

Sono poche le vie per opporsi validamente all'intimazione.

Addirittura il comune potrebbe attivare in proprio la pulizia dei luoghi, con conseguente addebito delle (sicuramente più alte) spese al proprietario.

Il tuo accenno "spetterebbe alla PA dimostrare... " non trova fondamento, risulta invece il contrario da giurisprudenza consolidata.

In caso di controversia giudiziaria avrebbe buon gioco la controparte dimostrando la perdurante assenza di controllo, la mancanza di adeguata recinzione (anche se non obbligatoria), la mancanza di presa di provvedimenti all'insorgere del reato, l'abbandono dei luoghi, la mancanza di una minima manutenzione, ecc.

Alla luce di quanto sopra, mi attiverei in proprio per almeno una iniziale risoluzione del problema; i costi del ricorso, la tempistica e la preponderante possibilità di soccombenza, inducono a cercare almeno una soluzione bonaria.




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