Discussione: Servitù di passaggio, valore testimonianze

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Messaggio iniziale:

reiP
Utente registrato
03/02/2013
19:17:21
Salve a tutti,

scrivo qui per chiedere un parere su una situazione assurda che ora è giunta addirittura davanti al giudice. Circa 12 anni fa acquistai le ultime 2 unità di una casa colonica divisa in 4 unità abitative. Una strada privata che porta in un terreno agricolo costeggia la casa e permette l'accesso in 2 punti, al cortile restrostante, che decorre per tutta la lunghezza della casa praticamente parallelo alla suddetta strada. La prima parte di tale cortile, quella innanzi alle prime tre unità immobiliari, di qui solo la terza è di mia proprietà, risulta secondo gli atti essere indivisa, mentre la porzione di cortile davanti all'ultima unità risulta essere esclusivamente di mia proprietà. Dulcis in fundo, il proprietario delle prime 2 unità immobiliari è anche proprietario del terreno agricolo in cui termina la strada privata.

Premetto che quando acquistai l'immobile vi era libero accesso ad entrambi gli ingressi al cortile dalla strada privata e anche il cortile non presentava recinzioni o impedimenti di sorta. Poco dopo però il proprietario chiuse con un cancello il primo accesso, quello a lato dell al cortile indiviso senza darmi nè motivazioni nè chiavi. Io non contestai la decisione e non mi dava nessun fastidio in quanto per arrivare a casa mia ho sempre utilizzato la strada e non la parte di cortile davanti che passa davanti alla sua abitazione e anche il proprietario ha sempre raggiunto il suo terreno agricolo attraverso la strada privata. Fin qui tutto tranquillo.

Qualche mese fa però, avendo preso un cane e avendo ricevuto lamentele, insulti e minacce per il fatto che girava libero nel cortile, ho deciso di installare un cancello che dividesse la parte indivisa del cortile da quella propriamente mia. Ebbene il mio vicino mi ha citato dicendo che gli nego un suo diritto in quanto lui sostiene che deve poter raggiungere il suo terreno senza alcun impedimento avendo una servitù di passaggio. In realtà lui non è mai passato sulla mia proprietà ma sentendo l'avvocato, lui ha prodotto dei testimoni che avvalorano tale diritto di servitù. Io per motivi di lavoro non ci sono sempre quindi volendo può dire che passa dal cortile quando io non ci sono e non ho portato testimoni contro i suoi (tutti parenti tra l'altro). L'avvocato mi ha detto che non abbiamo molte possibilità di spuntarla anche se io, da profano quale sono, non capisco come sia possibile che essendoci un percorso alternativo qual è la strada privata, mi si debba impedire di recintare la mia proprietà per lasciar passare lui che oltretutto mi ha negato il passaggio dalla strada alla parte di cortile indivisa non appena acquistai l'immobile installando il suo cancello.

Vorrei sapere quindi se davvero sono destinato a sopportare questa situazione o in qualche maniera posso oppormi. Io ero abbastanza fiducioso ma l'avvocato che mi segue mi ha spaventato non poco prospettandomi una quasi certa sconfitta.

Grazie fin d’ora delle risposte



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10163 interventi
04/02/2013 11:49:02
Da quanto si può evincere, appare fondato il tuo diritto di recintare la tua proprietà.
Avendo il tuo vicino comunque il diritto di passaggio, non decaduto, dovrai permettere a quest'ultimo il passaggio realizzando un varco con cancello e fornendogli copia delle chiavi.

Al "solito" link trovi precisi riferimenti giurisprudenziali in materia:

http://condomini.altervista.org/Recinzione.htm



Rispondi


3791dm

Utente semplice
3 interventi
13/04/2013 16:10:36
scusate, qualcosa non mi torna.
Al "solito" link citato viene indicato che non è richiesta alcuna concessione o autorizzazione edilizia per posizionare una recinzione senza realizzazione di alcuna opera muraria.
Tuttavia, qualora detta recinzione venisse realizzata senza autorizzazione su una strada aperta all'uso pubblico, ancorché privata, verrebbe o comunque modificata limitata la circolazione su suddetta strada, contravvenendo al Codice della Strada, secondo cui la regolamentazione della circolazione sulle strade (tutte) spetta all'ente competente (il comune).
A mio giudizio la sentenza citata, viola quanto stabilito dal CdS. Solo successivamente alla regolare concessione da parte dell'ente di competenza il cancello, fisso o mobile che sia, può essere posto, in quanto lo stesso muta la circolazione su una strada prima liberamente transitabile.
In alcuni casi la realizzazione di tale recinzione potrebbe persino configurare l'illecito di blocco stradale, oltre che di usurpazione di funzione pubblica.

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