Discussione: citazione in giudizio del condominio

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
26/03/2006
11:51:51
Salve a tutti... in qualità di amministratore p.t. mi è arrivata a casa la notifica di una causa approntata da un condomino al condominio per delle infiltrazioni di acqua nel suo garage.
Premettendo ke già questa discussione era stata affrontata in assemblea e verificato tramite perizia tecnica ke tali infiltrazioni provengono da un terrazzo di proprietà esclusiva si ritiene che i danni non sono a noi imputabili.
Nonostante questo il condomino ci ha fatto causa.
Quindi io ho già convocato un'assemblea straordinaria la prox settimana per discutere dell'accaduto.
Premesso che siamo consapevoli di doverci affidare ad un legale vorrei sapere se qualke condomino può chiedere di esentarsi dal difendersi e tramite quali mezzi???
Inoltre se eventualmente qualke condomino si può esentare da difendersi dalla causa e quindi non partecipare alle spese dell'avvocato nel caso di una nostra vittoria, molto auspicabile, i condomini che non hanno partecipato alle spese del legale si troverebbero a non pagare le spese per i danni dell'infiltrazione e a non pagare le spese sostenute da tutti per pagare l'avvocato, quindi come possiamo tutelarci per far pagare le spese agli eventuali condomini che non vogliono fare la causa?? grazie attendo vostri aiuti e buona serata



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10215 interventi
26/03/2006 11:57:50
Buongiorno Nortek

L'avvocato, almeno per la prima fase, per confutare la citazione sembra indispensabile.
Il condominio, presentando visura catastale, si dichiarerà estraneo alla causa in corso.
Insomma, il proprietario del garage, "ci ha provato" creando però disagio al condominio.
La caura vera e propria nei confronti del condominio non dovrebbe nemmeno iniziare.
Se leggi attentamente l'art. 1132 del C.C. ti renderai conto che il dissenso di qualche condómino di fronte alle liti in questo caso è ininfluente in quanto l'opposizione, almeno nella fase iniziale, è necessaria e indispensabile.

Cassazione, Sez. II, 14 /09/2005 n. 18194 Le spese di manutenzione di una struttura condominiale (cortile-viali d’accesso) che funge anche da copertura di locali interrati (come magazzini, box ecc.) vanno suddivise in base all’art. 1125 c.c. e cioè in parti uguali dai proprietari delle due strutture, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.

Se volete fare le cose per bene ti invito anche a leggere questa sentenza:

Cass. Civ. 1980 - 22/02/95
Nella causa promossa da un condomino contro il condominio, ai sensi dell'art. 1136, comma sesto, c.c., l'assemblea del condominio, chiamata a dichiarare se debba costituirsi e resistere, non può deliberare, se non consta che sono stati invitati tutti i condomini, ivi compreso il condomino che ha promosso la causa.


Tieni comunque sempre conto di questa importantissima sentenza che investe i compiti dell'amministratore:

Cass. Civ. 3366 - 23/03/95
L'art. 1130 n. 4 c.c. che attribuisce all'amministratore del condominio il potere di compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio deve interpretarsi estensivamente nel senso che oltre agli atti conservativi necessari ad evitare pregiudizi a questa od a quella parte comune, l'amministratore ha il potere-dovere di compiere analoghi atti per la salvaguardia dei diritti concernenti l'edificio condominiale unitariamente considerato. Rientra, pertanto, nel novero degli atti conservativi di cui all'art. 1130 n. 4 l'azione dell'art. 1669 c.c. intesa a rimuovere i gravi difetti di costruzione, nel caso in cui questi riguardino l'intero edificio condominiale e i singoli appartamenti, vertendosi in una ipotesi di causa comune di danno che abilita alternativamente l'amministratore del condominio ed i singoli condomini ad agire per il risarcimento, senza che possa farsi distinzione fra parti comuni e singoli appartamenti o parte di essi soltanto.


E questa che illumina sulla non necessità di convocare l'assemblea quando l'amministratore difende gli interessi del condominio:

Cassazione del 09/08/1996 n.7359
TITOLO: L'amministratore può rispondere in un giudizio promosso da un condomino sul conflitto sorto inerente le spese.
MASSIMA: L'amministratore del condominio e' legittimato passivamente a stare in causa, senza necessita' di essere autorizzato dall'assemblea, nei giudizi aventi ad oggetto la ripartizione delle spese per le cose ed i servizi comuni promossi dal condominio dissenziente dalla relativa deliberazione assembleare, in quanto la controversia ha per oggetto un interesse comune dei condomini e coinvolge l'interesse di altri partecipanti alla comunione in antitesi con l'interesse individuale del singolo condomino (Art.1131, c.c.)


Se vuoi leggere questa e altre sentenze precise su queste controversie leggi qui:

http://www.condomini.altervista.org/LastricoTerrazze.htm

Staff

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