Discussione: Puo' un condominio far cessare un attività extraalberghiera?

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Messaggio iniziale:

Vale&Simo
Utente registrato
04/06/2012
19:07:15
Salve, spero di suscitare interesse nel raccontarvi il mio caso e magari ricevere anche un buon consiglio.
Gestisco col mio compagno un attività di "casa vacanze a scopo non imprenditoriale" regolarmente registrata presso il comune di roma, la questura anticrimine, APT roma etc etc, è un piccolo appartamento logicamente di proprietà, il mio condominio che giuridicamente è una cooperativa ci ha intimato di cessare l' attività perchè il regolamento vieta letteralmente di svolgere attività di pensione, ostelli e affittacamere. Avendo letto il regolamento abbiamo pensato che con la formula di "casa vacanze" ovvero affitto turistico dell' intero appartamento e sapendo che anche a livello giuridico sono formule totalmente diverse tra loro, non avremmo violato tale regola. Secondo voi possono veramente far cessare tale "attività" e non vi sembra una falla della burocrazia se le istituzioni dopo aver visionato tutta la documentazione necessaria danno l' autorizzazione e un condominio minaccia un azione legale per far cessare tale attività?
Grazie per l' attenzione spero di ricevere un buon consiglio. Buona serata.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10215 interventi
04/06/2012 19:57:58
Nuove norme della Regione Lazio (come la Lombardia) agevolano questo tipo di iniziative.

In rete trovi associazioni che ti aiutano a risolvere queste controversie.

Il tuo problema potrebbe essere insito nella definizione che hai dato al vostro condominio: Cooperativa (presumo a proprietà indivisa).

Se così fosse, per il regolamento da te sottoscritto, non sei proprietario assoluto del tuo appartamento, ma solo della "quota" corrispondente al valore della tua unità immobiliare.

In questo caso le norme circa la variazione d'uso sottoscritte con la cooperativa sono vincolanti e prevalgono sulle norme regionali.

Rispondi


Vale&Simo

Utente semplice
3 interventi
04/06/2012 21:11:14
Salve claistron, grazie per la risposta,
la Cooperativa era fino al 2004 a proprietà indivisa, ora è "semi divisa" le case da assegnate sono passate a case di proprietà ma sempre vincolate dallo stato della coperativa per la presenza di spazi e attività commerciali annesse. La decisione di vietare le attività di qualsiasi tipo era stata presa dai soci all'atto del rogito. la formula casa vacanza non esisteva e pensavo che in forma non imprenditoriale e mantenendo la residenza fosse regolare.
Potresti indicarmi una di queste associazioni a Roma per un ulteriore consulto. Grazie del tempo dedicatomi cordiali saluti.


Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
05/06/2012 09:23:02
Potresti "aggirare" l'ostacolo ricorrendo alla formula B&B che ti permetterebbe di aprire l'attività in parte della tua abitazione senza dover sottostare alle clausole impositive del regolamento contrattuale.

Ricorda che l'attività di affittacamere (casa vacanze) presuppone l'adempimento di tutte le procedure connesse (costose), come ad esempio la sicurezza antincendi, le vie di fuga, la necessità di impianti igienici dedicati, impianto elettrico a norma, ecc.

Trovi informazioni e aiuti dappertutto, ad esempio:

http://www.bed-and-breakfast.it/leggi_bed_and_breakfast_lazio.cfm

http://www.aprirebedandbreakfast.com/

Rispondi


Vale&Simo

Utente semplice
3 interventi
05/06/2012 10:57:56
Buongiorno claistron, la procedura è stata già fatta, non potevamo aprire un b&b, la nostra casa vacanze è completamente a norma, abbiamo l' autorizzazione comunale e il tariffario vidimato esposti nell' appartamento come da regolamento e anche l' autorizzazione della questura per la registrazione ospiti. Il problema non sono le norme riguardanti la casa vacanze da marzo siamo in regola, il fatto è che possibile che in italia con questa crisi di lavoro se uno prova a inventarsi una piccola attività (perchè di questo si tratta non è che ci si diventa ricchi fidati) deve avere tutti questi problemi? Comunque claistron scusa se approfitto della tua competenza ma ho una domanda; il legale della cooperativa secondo te fara causa a noi oppure agirà per sedi comunali per farci revocare le autorizzazioni? Grazie mille troppo gentile Buongiorno.

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
05/06/2012 11:24:52
Non ritengo che convenga alla cooperativa instaurare un contenzioso nei tuoi confronti fino a quando non vi sarà un preciso esposto (possibilmente scritto) da parte dei tuoi vicini che potrebbero anche invocare un maggior uso (usura) della cosa comune visto il continuo accesso di persone estranee al condominio.

È una procedura alquanto complessa che spesso i giudici rigettano, ho in archivio Sentenze a favore e contrarie alla tua iniziativa.

Rispondi


Vale&Simo

Utente semplice
3 interventi
05/06/2012 12:23:52
Quindi se ho ben capito il tuo consiglio è di continuare a ricevere ospiti (che per il momento sono stai pochissimi; in totale solo 2) e attendere le decisioni della ccop. La mia paura è di dover sostenere spese esorbitanti anche perchè la coop. utilizza i soldi dei condomini (quindi anche i miei) per sostenere le spese di un importante e costoso avvocato e logicamente sono ricchi e potenti mentre noi al momento non possiamo permetterci questa spesa.
Cmq Grazie infinite claistron sei davvero un buon amico!!!

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
05/06/2012 14:38:25
Come ti ho detto sopra, non devi impaurirti per un ricorso o denuncia.

Come hai potuto leggere sopra, prima di portare la controparte in giudizio, è obbligatorio per le parti accedere alla "mediazione obbligatoria" che ha dei costi bassissimi.

Naturalmente tu riceverai consigli e assistenza da una delle associazioni di categoria presenti in Italia e che troverai in rete.

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