Discussione: Apertura varco in muro portante interno. Necessaria autorizzazione condominio?

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Messaggio iniziale:

vbidoli
Utente registrato
23/05/2012
20:32:05
Di seguito riassumo il mio problema:

- Abbiamo acquistato, con rogito il 23 gennaio 2012, due appartamenti al terzo piano di una palazzina in Milano 3, Basiglio. Entrambe gli appartamenti sono intestati a mio marito.

- I due appartamenti appartenevano a due proprietari distinti ed hanno due schede catastali distinte.

- Nell’atto di rogito abbiamo dichiarato la nostra intenzione di unificare catastalmente le due unità in modo da poter usufruire dell’IVA agevolata 1° casa su entrambe le proprietà. Sappiamo di dover procedere all’unificazione entro un anno dal rogito altrimenti non avremo più diritto a questo beneficio. Inoltre vogliamo avere una situazione “pulita” anche pensando al futuro quando vorremo vendere.

- Il 2 Aprile abbiamo presentato la SCIA per inizio lavori ed abbiamo pagato gli oneri al comune di Basiglio per l’unificazione dei due appartamenti (aumento del costo di costruzione).

- Il 23 aprile riceviamo richiesta di documentazione aggiuntiva da parte del comune. Senza questa documentazione non possiamo procedere con i lavori. In particolare ci viene richiesto il “benestare del condominio” in quanto per unificare gli appartamenti dobbiamo aprire un passaggio in un muro portante. Se non fosse portante, ci dicono, non servirebbe l’ok del condominio. Il muro è interno ed è quello di separazione fra i due appartamenti emtrambe di nostra proprietà. Non è un muro perimetrale.

- L’amministratore di condominio si rifiuta di darci il benestare e vuole portare la cosa in assemblea di condominio e sottoporla a votazione di tutti i condomini. Questo significa:

· Non poter aprire il passaggio fintanto che non si fa l’assemblea (speriamo a giugno se no novembre??) e si riceve l’ok.

· Esiste la possibilità che la votazione possa risultare negativa (non autorizzano l’apertura) magari a causa del condomino che quel giorno ha avuto una brutta giornata…

- Per ora abbiamo quindi inviato al comune solo la documentazione tecnica (che certifica che non ci sono pericoli legati all’intervento) e una lettera con la quale ci impegnamo a portare la liberatoria del condominio in futuro, così almeno possiamo andare avanti col resto dei lavori.

- Ultimo dettaglio: in realtà il varco nel muro portante esiste da anni ma non era mai stato dichiarato. L’apertura è completamente interna e si trova nel muro di divisione fra i due appartamenti.

Sembra che la questione sia più di tipo giuridico che tecnico infatti il comune vuole l’ok dal condominio per scaricare qualsiasi responsabilità e non essere chiamato in causa nel caso di lesioni o altri danni. (ma non c’è la perizia dell’ingegnere per questo??).

Noi abbiamo bisogno di unire i due appartamenti (di fatto già lo sono ma vogliamo sia “ufficiale”) sia perché di fatto la casa è una (non vogliamo essere costretti a passare dal pianerottolo per andare in cucina…) sia per non perdere le agevolazioni fiscali avute per l’acquisto, sia perché un domani vogliamo poter essere in regola qualora decidessimo di vendere.

Che opzioni abbiamo?

Possono davvero impedirci di unificare gli appartamenti? Su che basi?
Se davvero devo avere l'autorizzazione del condominio, anche se agisco su un muro interno alle mie proprietà, basta la maggioranza o l'unanimità?
Il comune può rifiutarsi di darci autorizzazione senza l'ok del condominio?

Infine, che succede se andiamo dal comune a dire che abbiamo fatto lo stesso il varco anche senza la loro autorizzazione? Cosa rischiamo?

Grazie per l'aiuto



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10163 interventi
23/05/2012 22:05:35
Il comune vuole tutelarsi, ormai la prassi è questa dappertutto.

Il condominio non avrebbe voce in merito a questa problematica, insomma non ha i titoli per poter deliberare in merito; resta il fatto della comunicazione necessaria al comune.

Dietro la certificazione del professionista che dichiari l'assoluta regolarità e fattibilità dell'apertura del varco, il condominio no ha altra alternativa di fornire il "platonico" consenso (a mio avviso basterebbe l'assenso dell'amministratore ...).

Per la deliberazione basta la semplice maggioranza in seconda convocazione 1/3 e 1/3.

Ti consiglio di inviare all'amministratore una raccomandata con la richiesta "scritta", avvertendo che in mancanza di detta autorizzazione condominiale (comunque non necessaria), chiederai i danni relativi e il successivo ricorso giudiziario con spese di soccombenza naturalmente a carico dei condómini che votassero contro.

Ecco perchè in sede di assemblea sarà necessaria una votazione "nominativa" per porre a carico degli eventuali dissenzienti le spese di giudizio, questo farà ben riflettere l'assemblea.

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