Discussione: prelazione del conduttore di un immobile abitativo;

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
06/02/2006
18:19:35
salve, ho deciso di vendere ujn appartamento che è locato ad un gentile signore, ques'ultimo ha diritto alla prelazione ?



Corso On Line per Amministratori di Condominio

Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10215 interventi
06/02/2006 18:31:55
Buongiorno Marta

Il diritto di prelazione non vige per le unità immobiliari adibite a civile abitazione.

Il diritto vale solo per immobili adibiti ad utilizzo commerciale e sotto altre forme agrario.

Saluti

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
07/02/2006 13:55:24
grazie, perfetto; e aggiungo che siccome il contratto di locazione è in scadenza tra un anno emezzo, (si è già rinnovato per due volte 4+4+4) vorrei mandare al conduttore la raccomandata di finita locazione, dove posso trovare una bozza?

ps. sono l'usufruttuaria intestataria del contratto, deve firmare la lettera anche la nuda proprietaria?
grazie

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
07/02/2006 20:07:21
Buongiorno Marta

Non è necessario compilare un "modulo" predefinito, bastano quattro parole per avvisarlo che con la presente gli comunichi la "finita locazione".

La raccomandata dovrà essere spedita e controfirmata da colui che ha firmato il contratto.

Saluti

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
24/02/2006 16:16:11
siete proprio sicuri che non spetti il diritto di prelazione per le locazioni abitative??????

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
27/02/2006 16:52:20
Buongiorno Avv.atta

Su questo Forum siamo abituati a fornire risposte chiare e sicure, altrimenti ci asteniamo.

Legge numero 392 del 1978: Il "diritto di prelazione" non compete ai conduttori di immobili non comportanti "contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori"

Confermato da decine di sentenze di Cassazione come questa:
Il diritto all'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale, ai sensi dell'art. 34 della legge sull'equo canone, al pari del diritto di prelazione e di riscatto (artt. 38, 39 legge cit.) spetta al conduttore di immobile urbano con destinazione non abitativa, sempre che egli vi eserciti un'attività produttiva o commerciale a contatto diretto con il pubblico, sia pure come contitolare o consocio di una società di persone della relativa impresa con soggetti estranei alla titolarità del rapporto locativo.
Cass. civ., sez. III, 19 dicembre 1996, n. 11363


Invero in alcuni casi particolari, come immobili di enti pubblici, quando previsto da particolari contratti, l'inquilino potrebbe invocare la prelazione.

Saluti

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
25/01/2007 22:36:43
38. (Diritto di prelazione). Ä Nel caso in cui il locatore
intenda trasferire a titolo oneroso l'immobile locato, deve
darne comunicazione al conduttore con atto notificato a mezzo di
ufficiale giudiziario.
Nella comunicazione devono essere indicati il corrispettivo,
da quantificare in ogni caso in denaro, le altre condizioni alle
quali la compravendita dovrebbe essere conclusa e l'invito ad
esercitare o meno il diritto di prelazione.
Il conduttore deve esercitare il diritto di prelazione entro
il termine di sessanta giorni dalla ricezione della
comunicazione, con atto notificato al proprietario a mezzo di
ufficiale giudiziario, offrendo condizioni uguali a quelle
comunicategli .
Ove il diritto di prelazione sia esercitato, il versamento del
prezzo di acquisto, salvo diversa condizione indicata nella
comunicazione del locatore, deve essere effettuato entro il
termine di trenta giorni decorrenti dal sessantesimo giorno
successivo a quello dell'avvenuta notificazione della
comunicazione da parte del proprietario, contestualmente alla
stipulazione del contratto di compravendita o del contratto
preliminare.
Nel caso in cui l'immobile risulti locato a pi— persone, la
comunicazione di cui al primo comma deve essere effettuata a
ciascuna di esse.
Il diritto di prelazione pu• essere esercitato congiuntamente
da tutti i conduttori, ovvero, qualora taluno vi rinunci, dai
rimanenti o dal rimanente conduttore.
L'avente titolo che, entro trenta giorni dalla notificazione
di cui al primo comma, non abbia comunicato agli altri aventi
diritto la sua intenzione di avvalersi della prelazione, si
considera avere rinunciato alla prelazione medesima.
Le norme del presente articolo non si applicano nelle ipotesi
previste dall'articolo 732 del codice civile, per le quali la
prelazione opera a favore dei coeredi, e nella ipotesi di
trasferimento effettuato a favore del coniuge o dei parenti
entro il secondo grado.

Questo è l'art.38 della legge 392/1978 riferito, per intestazione,ad immobili urbani adibiti ad uso abitativo.
Perchè siete sicuri che non spetti il diritto di prelazione per le locazioni abitative?
se l'articolo da voi richiamato riguarda proprio le locazioni abitative?
Perfavore ho bisogno di una risposta chiara

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
25/01/2007 23:37:33
La legge sull'equo canone del 78 è stata sostituita dalla Legge 9 dicembre 1998, n. 431 "Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 1998 - Supplemento Ordinario n. 203/L.

Il diritto di prelazione è rimasto solo ai fini della "continuazione" del rapporto locativo (in determinate situazioni), non per la "vendita" dell'immobile stesso.

Art. 3 comma 1-g e comma 2

Rispondi


laika

Utente semplice
1 interventi
18/07/2009 12:44:41
sperando che il forum in questione sia ancora attivo, sarei ineressata a sapere qualcosa inerente il diritto di prelazione su edifici ad usi abitativi di proprietà demaniale. Se il demanio affidasse ad un ente statale un'area in cui si trova un'abitazione, e tale abitazione venisse affidata con lettera ufficiale (e consenso del demanio) ad un dipendente di tale ente statale, qualora il demanio ponesse in vendita l'edificio, esisterebbe il diritto di prelazione? E se invece l'ente statale decidesse di rinunciare alla gestione dell'area in questione, il suo dipendente vedrebbe decadere all'istante il diritto a vivere all'interno dell'edificio?
Grazie

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