Discussione: Opporsi a servitù che andrebbe contro le leggi vigenti

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Messaggio iniziale:

Alex1960
Utente registrato
25/03/2011
19:11:46
Salve,
il mio problema consiste nel negare una servitù di passaggio di un tubo di scolo delle acque piovane.

Quando ho acquistato il mio immobile esisteva una servitù di passaggio di fatto (e non annotata in nessun rogito)per un tubo di acque piovane provenienti dai terrazzi del piano superiore che convogliavano in una cisterna che gli antichi proprietari usavano per uso personale.

All’origine esisteva:
- Una cisterna scavata nel piano terra che raccoglieva le acque meteoriche provenienti dai terrazzi dell’immobile sito al primo piano posto al di sopra di due altre proprietà, una di queste proprietà è posta al di sopra della suddetta cisterna. Tutti i 3 proprietari potevano attingere all’acqua per usi personali da bocche che permettevano l’accesso ed il prelevamento dell’acqua.

Dopo vari passaggi di proprietà ed eredi si ha che:
- il proprietario dell’immobile A sito al primo piano che convogliava tutte le acque delle sue terrazze in tale tubo rivendica la servitù di passaggio per poter scaricare le acque delle sue terrazze nella cisterna originaria.
- Il proprietario dell’immobile B, posto al di sotto dell’immobile A e incombente la servitù di passaggio del tubo, ammetterebbe tale passaggio riconoscendo tale servitù se non fosse che:
o Anni prima il fatto che scaricasse le acque in tale cisterna posta al di sotto del confine della sua proprietà ha causato danni di umidità per risalita dell’acqua, ovviamente rimasta stagna e sempre presente. Naturalmente il proprietario dell’immobile A non ha voluto saperne di pagare alcun danno, e si sa come vanno queste cose. Ha solo ottenuto di far spostare il tubo di displuvio delle acque meteoriche su un suo terrazzino, provvisoriamente, finche il proprietario dell’immobile A non avesse fatto dei lavori sui propri terrazzi per convogliare le acque meteoriche sulla pubblica via come previsto per legge. Naturalmente accordo a voce e sta creando non pochi problemi, visto che il proprietario dell’immobile A vuol convertire in automatico tale servitù di passaggio di un tubo in una servitù di displuvio delle acque meteoriche sul terrazzo dell’immobile B (200mq circa su un terrazzino di 30mq), rivendicandolo come un suo diritto, visto che non ha più la della servitù di passaggio suddetta (ma attenzione tale servitù potrebbe essere ripristinata qualora lui sia in grado di garantire quanto narrato in seguito).
o Non vuol sentirsi complice di una violazione di legge in materia d’ambiente: infatti esiste un articolo di legge che vieta di convogliare le acque meteoriche in una cisterna o falda, considerandole inquinanti, ed obbliga di convogliarle sulla pubblica via.
o Non vuol essere un domani perseguito per danni qualora le acque convogliate in tale cisterna causassero danni ai palazzi vicini, essendo il paese a rischio alluvioni e trovandosi in pieno centro storico.
o Il proprietario dell’immobile A non ha alcuna possibilità d’accesso alla cisterna, posta al di sotto del piano terra dell’immobile C per cui non potrebbe effettuare, ne oggi ne domani, alcun intervento ordinario o straordinario su tale cisterna, anche per impossibilità fisica dello stato dei luoghi. Inoltre non conosce lo stato attuale dopo quasi 20 anni di disuso.
o Non esiste alcun sistema per poter arginare o controllare gli effetti creati dal fatto che questa cisterna una volta piena oltre le proprie possibilità, in quanto nessuno più fa uso di quell’acqua, non si sa’ cosa accadrebbe: attualmente non si conosce via di fuga dell’eventuale acqua eccedente (i vari proprietari avvicendatosi ognuno ha fatto delle modifiche tali da rendere non più palese tale sistema qualora ci fosse stato all’origine). Quindi diciamo che c’è un rischio anche geologico oltre che ambientale.
- Da tener presente che:
o i proprietari dei 3 immobili coinvolti nella servitù non accedono più da più di 20 anni alle bocche che permettevano, rinunciando di fatto a tale servizio, addirittura il proprietario dell’immobile A non ha neanche più l’affaccio diretto sulla bocca di tale cisterna.
o siamo in un paese a rischio, ritenuto per legge alluvionabile e negli ultimi 6 anni ci ha già colpito 2 volte, addirittura usufruiamo di leggi speciali per tal motivo.
o Ci sarebbe, suppongo, anche un rischio di tipo igienico sanitario per il fatto che le acque stazionerebbero per anni perennemente all’interno della cisterna dove nessuno accede più per prelevarle.
o posizione degli immobili è in centro storico.
o Il proprietario dell’immobile A avrebbe altre possibilità di attraversamento nelle sue proprietà per il displuvio delle acque meteoriche sulla pubblica via.
o Il proprietario dell’immobile C, al di sotto dell’immobile A, posto al piano terra e sito immediatamente sopra la cisterna, mai e poi mai acconsentirebbe l’accesso nella sua proprietà per effettuare la manutenzione della cisterna, per altro anche inaccessibile fisicamente dalla sua proprietà, anche per lo stato dei luoghi di così come l’ha trovata acquistando l’immobile.
- Il proprietario dell’immobile B sarebbe disposto a riconoscere la servitù se:
o il proprietario dell’immobile A dimostra con i fatti e non con i propositi, che ha la possibilità d’accesso a tale cisterna per effettuare tutte le manutenzioni necessarie ed attivare così anche un sistema di prelevamento delle acque una volta convogliate in tale cisterna ed un sistema che garantisca e scongiuri in modo automatico ed autonomo il pericolo incombente nel caso di riempimento di detta cisterna oltre la sua capienza. Naturalmente rendersi responsabile di eventuali danni di umidità per risalita sulle murature degli immobili immediatamente sovrastanti tale cisterna, anche con interventi volti alla prevenzione. (Attualmente non esistono più tracce di tali danni, essendo stata momentaneamente rimossa la causa).
o Ci fosse una sentenza di un giudice coercitiva, per cui quest’ultimo si assumerebbe così tutti i rischi derivanti da quanto preoccupa il proprietario dell’immobile B.

Dopo tanta premessa la domanda è: ci si può opporre per legge al ripristino di una servitù di passaggio di un tubo, non concedendone altre in cambio, se il ripristino incorrerebbe nella violazione delle leggi vigenti, oltre ad incorre in un rischio geologico, igienico e sanitario per tutto il vicinato?

Grazie in anticipo per chi vorrà rispondere.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10151 interventi
25/03/2011 20:59:51
Ti sei fatto le domande e vedo che ti sei già dato anche le risposte (contrario alla legge .... secondo la tua opinione).

Il vostro caso è ben regolato dagli articoli del Codice art. 1094 e seguenti.

Il fatto che le acque meteoriche siano convogliate in una cisterna di recupero, alla luce delle nuove norme sul risparmio energetico ed idrico, diventa addirittura "obbligatorio", le nuove costruzioni "devono" essere dotate di vasca di recupero prima di convogliare le acque chiare nelle tubazioni comunali. (T.U. edilizia)

Visto quanto sopra, un'azione di inibizione o cessazione della servitù in oggetto appare quantomeno improponibile (io addirittura propenderei per la "lite temeraria" con tutte le conseguenze del caso), non la consiglierei in nessun modo.

Rispondi


Alex1960

Utente semplice
2 interventi
26/03/2011 13:12:17
Innanzi tutto grazie per avermi risposto.

Scusami se mi permetto di replicare, ma vorrei chiarire meglio alcune cose.

Quello che vorrei sottolineare a proposito della legge (T.U. edilizia): è vero che "obbliga" alcuni edifici, rispondenti a determinate caratteristiche di estensione, a quello che tu affermi, ma nel contempo "obbliga" gli stessi a "trattare" le acque meteoriche, considerate inquinanti, con sistemi idonei per non renderle più tali prima di immetterle sulla pubblica via. Altrimenti non ne vedo il senso di esistere della vasca di recupero e penso neanche il legislatore lo vedrebbe.

Il problema subentra nel momento si deve istallare e manutenere un siffatto sistema che fisicamente si è impossibilitati a farlo, oltre che, suppongo, il proprietario dell'immobile A non sia propenso a realizzarlo, ove fosse possibile, rivendica solo dei diritti, ma nessun dovere.

L'altro problema a cui non sono riuscito ad intravedere la risposta è il pericolo incombete rappresentato dalle acque eccedenti la capacità di detta cisterna, priva attualmente e da anni di qualsiasi sistema di sicurezza per scongiurare tale pericolo. L’unico attuale è di non far andare le acque all’interno della cisterna.


Rispondi


claistron

Staff
10151 interventi
26/03/2011 21:27:53
Oltre al T.U. edilizia vi è anche un decreto tante volte citato nel forum circa l'obbligo del recupero delle acque meteoriche.

Queste acque non necessitano di "trattamento" in quanto il loro uso è quello di innaffiare il verde dell'immobile o il loro uso per la pulizia degli ambienti.

Solo ciò che tu hai citato circa l'umidità di risalita potrebbe essere preso in considerazione.

Nel complesso mi sembra che la tua presa di posizione non trovi valida giustificazione.

Rispondi


Alex1960

Utente semplice
2 interventi
28/03/2011 11:37:23
Ti ringrazio per la solerzia nelle risposte, ma se fossero complete te ne sarei ancora più grato.

Mi spiegheresti per piacere come farebbe ad innaffiare il verde dell’immobile (inesistente in tal caso) o la pulizia degli ambienti se non ha la possibilità fisicamente di accedere al contenuto della cisterna. Non potrebbe neanche utilizzare un sistema di prelievo attraverso il tubo stesso di condotta, visto la sezione ed la disposizione fisica con molte curve.

Faccio notare che il ripristino della servitù causerebbe solo danni (umidità per risalita già ampiamente verificata e documentata con foto) e rischi rappresentati dall’eccedenza acqua una volta riempita la cisterna (di certo questo accadrà visto che raccoglierebbe le acque che nessuno potrebbe tirare fuori) che da oltre 20 anni non ha alcun sistema di sfogo. Spero di essere stato chiaro.

Se qualcuno sa dare la soluzione giuridica percorribile a questi due problemi il proprietario dell’immobile B sarebbe ben lieto di ripristinare la servitù come suo dovere farlo, non ricevendo alcun danno e pericolo conseguente da essa.

Oppure la logica della legge suggerisce di dare seguito al ripristino della servitù e non importa se poi una volta che crollano gli immobili, magari causando vittime, andremo alla ricerca delle cause e dei perché e delle responsabilità.

Rispondi


claistron

Staff
10151 interventi
29/03/2011 18:54:43
Dopo aver letto con attenzione gli articoli del Codice che ti ho indicato, non resta che la perizia tecnica di un professionista per dimostrare l'eventuale "danno temuto" per poter intraprendere un valido ricorso in merito.

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