Discussione: portiere con alloggio

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Messaggio iniziale:

anna55
Utente registrato
07/12/2010
09:40:28
Il portiere con alloggio ha il contratto di lavoro firmato nel 1978 con l'obbligo di dormire nel suddetto alloggio. Il portiere non ci dorme più da anni, hanno detto che il contratto non vale più perchè è un contratto vecchio. E' vero?



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10157 interventi
07/12/2010 11:26:21
In rete trovi il nuovo CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA PROPRIETARI DI FABBRICATI, 1° APRILE 2008 – 31 DICEMBRE 2010

Il contratto stipulato originariamente tra condominio e portiere deve essere comunque rispettato da entrambe le parti, insomma il portiere se per contratto ha l'obbligo di dimorare nell'alloggio di servisio non può sottrarsi a questo adempimento; se lo viola o se cede l'alloggio ad altri (es. parenti) può essere rimosso dall'incarico per "giusta causa".

Il condominio comunque può istituire o abolire il servizio di portierato con le maggioranze previste dal Codice, leggi questa sentenza:

L'istituzione del servizio di portierato, non previsto dal regolamento di condominio, che comporti la destinazione ad alloggio del portiere di locali di proprietà comune aventi in precedenza una diversa funzione, e la soppressione del medesimo servizio, nella opposta ipotesi in cui questo sia previsto dal regolamento anzidetto con destinazione ad alloggio del portiere di locali di proprietà comune, configurano, derivandone, rispettivamente, la nascita e l'estinzione di un vincolo di destinazione pertinenziale a carico di parti comuni, atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, per la cui deliberazione - attesa l'equiparazione di tale categoria di atti alle innovazioni disposta dal secondo comma dell'art. 1108 cod. civ. (applicabile al condominio per il rinvio operato dall'art. 1139 dello stesso codice) - è necessaria la maggioranza qualificata (che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e due terzi del valore dell'edificio) prevista dal quinto comma dell'art. 1136 cod. civ., il quale non esaurisce la disciplina delle maggioranze in relazione a tutte le deliberazioni assumibili dalla assemblea dei condomini. Cass. civ., sez. II, 25 marzo 1988, n. 2585

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