Discussione: Locazione commerciale e recesso del locatore

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Messaggio iniziale:

ultima74
Utente registrato
22/02/2009
16:07:32
Salve a tutti.
Chiedo un confronto con voi sulla seguente questione.

Tizio stipula con la Alfa s.r.l. un contratto di locazione commerciale.
Benchè Alfa non svolga attività alberghiera, ma attività di consulenza immobiliare, le parti convengono la durata del contratto in 9 anni(!?)
Nel silenzio delle parti, alla scadenza, il contratto si è tacitamente rinnovato ma....per quanti anni??? Sempre 9 (pur non prevedendolo espressamente il contratto)? oppure per 6 anni?

Dal tacito rinnovo sono decorsi 3 anni e oggi Tizio intende recedere dal contratto in quanto avrebbe necessità di adibire l'immobile di sua proprietà ad uso professionale del figlio (architetto).
Mi chiedo:

1) la Legge 392/78 disciplina "espressamente" l'istituto del recesso del locatore solo con riferimento ai contratti in corso al momento dell'entrata in vigore della legge e soggetti a proroga (art. 67). Tale norma può ritenersi applicabile anche a tutti gli altri contratti, quindi anche a quelli stipulati in piena vigenza della legge stessa?

2) In caso di risposta negativa al precedente quesito, nel silenzio del contratto (che nè prevede nè esclude il recesso del locatore), ritengo, comunque, che la legittimità del recesso del locatore sia desumibile dall'art. 34 della L. 392/78 che pone a carico del locatore l'obbligo di corrispondere al conduttore l'indennità di avviamento "in caso di cessazione del rapporto di locazione" (implicitamente riferendosi anche all'ipotesi di recesso ad nutum del locatore). E' giusto?
E, in tal caso, il termine di preavviso sarebbe sempre di 6 mesi?

3)Se nè il contratto nè la legge speciale prevedono il diritto di recesso del locatore, l'eventuale esercizio di tale diritto avviene "genericamente" a norma dell'art. 1373 c.c.????


Grazie mille a quanti avranno la bontà di rispondermi.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10209 interventi
22/02/2009 22:35:48
Hai fatto le domande e conosci gia perfettamente le risposte.

Non sarebbero necessarie altre informazioni.

Per sicurezza controlla anche la 431/98.

Comunque il contratto si è rinnovato tacitamente sempre per la stessa durata di 9 anni.

La disdetta deve essere comunque inviata entro 12 mesi.

Conosci bene i casi in cui il locatore può rientrare in possesso dell'immobile alla prima naturale scadenza o a quella successiva:

a) Qualora il locatore intenda adibire l'immobile ad abitazione propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta;
b) Qualora il locatore intenda adibire l'immobile all'esercizio, in proprio o da parte del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, di una delle attività indicate nell'articolo 27, o, se si tratta di pubbliche amministrazioni, enti pubblici o di diritto pubblico, all'esercizio di attività tendenti al conseguimento delle loro finalità istituzionali;
c) Qualora il locatore intenda demolire l'immobile per ricostruirlo, ovvero procedere alla sua integrale ristrutturazione o completo restauro, ovvero eseguire su di esso un intervento sulla base di un programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti.


L'indennità di avviamento deve comunque essere corrisposta.

Rispondi


ultima74

Utente semplice
2 interventi
23/02/2009 18:31:38
Ti ringrazio, intanto, per l'intervento.

Tuttavia

1)La 431/98 disciplina le locazioni uso abitativo (non quelle commerciali!).

2)Forse non sono stata abbastanza chiara ma il mio non è un caso di "disdetta" (che, essendosi automaticamente rinnovato il contratto alla scadenza, non potrei, comunque, esercitare) bensì un caso di RECESSO unilaterale ad nutum. Tutta la casistica che elenchi, riguarda, infatti, il caso di diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza e non attiene alla fattispecie da me esposta.
Ecco perchè la mia domanda è: l'art. 67 della 392/78 può ritenersi applicabile anche ai contratti stipulati dopo l'entrata in vigore di tale normativa?

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