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SENTENZA
Chi scarica la musica da Internet ha diritto alla riservatezza dei propri dati

Pubblicata da: Dott. Gesuele Bellini


Corte di giustizia delle Comunità europee
sentenza C-275/06 del 29/01/2008

Così ha sostanzialmente stabilito la Corte di Giustizia Europea nella sentenza, grande sezione, C-275/06 del 29.1.2008.

La vicenda ha riguardato un’associazione spagnola, di cui fanno parte produttori e editori di registrazioni musicali e di registrazioni audiovisive, la quale si era rivolta alla competente autorità giudiziaria chiedendo di ingiungere ad un gestore che fornisce un servizio di accesso ad Internet di rivelare l’identità e l’indirizzo fisico di talune persone, ricavabile tramite l’indirizzo IP, in quanto attraverso l’utilizzo di un programma di scambio di archivi (cosiddetto «peer to peer» ovvero «P2P») avrebbero scaricare musica protetta da diritti patrimoniali di utilizzo.

L’autorità competente ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte di Giustizia Europea la questione pregiudiziale se il diritto comunitario, e in particolare le direttive 2000/31, 2001/29 e 2004/48, lette anche alla luce degli artt. 17 e 47 della Carta, vadano interpretati nel senso che impongono agli Stati membri di istituire, al fine di garantire l’effettiva tutela del diritto d’autore, l’obbligo di comunicare taluni dati personali nel contesto di un procedimento civile.

La Corte ha affermato che le disposizioni del diritto comunitario riguardanti questione sollevata sono dirette a far sì che gli Stati membri garantiscano, in particolare nella società dell’informazione, l’effettiva tutela della proprietà intellettuale, e in special modo del diritto d’autore ma nel limite delle disposizioni dirette ad attuare le norme di tutela della vita privata altresì imposte dal diritto comunitario in forza delle direttive 95/46 e 2002/58, l’ultima delle quali riguarda il trattamento dei dati personali nonché la tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, che è il settore costituente l’oggetto della causa.

Al riguardo, fa osservare la Corte, la comunicazione dei nominativi e degli indirizzi di taluni utilizzatori - che vengono archiviate dal gestore del servizio internet - dei files sharing implica la messa a disposizione di dati personali che sono tutelati dall’obbligo di riservatezza, tutela quest’ultima che potrebbe essere limitata in determinate circostanze dagli stati membri ma nessun obbligo lo impone.

In pratica, conclude la Corte di Giustizia, le norme del diritto comunitario non impongono agli Stati membri, nella situazione in oggetto, di istituire un obbligo di comunicare dati personali per garantire l’effettiva tutela del diritto d’autore nel contesto di un procedimento civile, i quali comunque, nel recepimento delle direttive, devono assicurare un giusto equilibrio tra i diversi diritti fondamentali, quali la tutela della proprietà intellettuale e quella della riservatezza dei dati personali.





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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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