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SENTENZA
Autovelox - è necessaria la contestazione immediata - pattuglia impegnata in altro verbale

Pubblicata da: Avv. Egle Spadavecchia


Corte di cassazione civile Roma
sentenza 944/05 del 18/01/2005

Svolgimento del processo


1 La polizia municipale di Gioia del Colle, il giorno 14 settembre 2001, notificava a S. Gaetano, un verbale con il quale gli contestava la violazione dell'art. 142 del codice della strada, accertato a mezzo di autovelox. Nel verbale era indicato che non si era potuto procedere a contestazione immediata perchè la violazione era stata accertata in tempo successivo al transito e perchè la seconda pattuglia, all'uopo predisposta, era impegnata nella redazione di altro verbale, specificamente indicato. Avverso il verbale veniva proposta opposizione deducendosene la illegittimità per non essere stata effettuata la contestazione immediata.


Instaurato il contraddittorio nei confronti del Comune di Gioia del Colle, il Giudice di pace, con sentenza depositata il 17 aprile 2003, accoglieva l'opposizione ritenendo non adeguatamente giustificata la mancata contestazione immediata. Avverso la sentenza il comune di Gioia del Colle ha proposto ricorso a questa Corte con atto notificato allo Scarnera il giorno 15 giugno 2002, formulando due motivi d'impugnazione. La parte intimata non ha controdedotto.


Il ricorso è stato fissato per l'esame in Camera di consiglio ex art. 375 c.p.c..


Motivi della decisione


1 Con il primo motivo si denunciano vizi motivazionali in quanto il Giudice di pace, nel ritenere non adeguatamente giustificata la mancata contestazione immediata, ha ritenuto, apoditticamente e censurando le modalità di organizzazione del servizio, che l'apparecchiatura di rilevamento della velocità dovesse essere disattivata ogni volta che la seconda pattuglia, predisposta per lacontestazione immediata, fosse impegnata in una contestazione, mentre ciò non era stato fatto in quanto altrimenti si sarebbe arrestata una fonte di produzione di introiti per il Comune.


Con il secondo motivo si denuncia la falsa applicazione dell'art. 200 del codice della strada, avendo il giudice di pace affermato che la mancata contestazione immediata è giustificata solo da gravi e reali motivi, mentre la norma dispone che la contestazione immediata deve essere compiuta ove sia possibile, mentre nel verbale erano state enunciata una concreta ragione per cui essa non era stata possibile, il ricorso è manifestamente fondato.


Questa Corte, con giurisprudenza consolidata, ha affermato il principio secondo il quale, a norma dell'art. 200 del codice della strada, in materia di violazioni delle norme sulla circolazione stradale, la contestazione immediata dell'infrazione, ove possibile, costituisce un elemento di legittimità del procedimento diirrogatone della sanzione (da ultimo Cass. 20 settembre 2002, n. 13774; 28 giugno 2002, n. 9502; 28 giugno 2001, n. 8869; 21 febbraio 2001, n. 2494).


Quando detta contestazione non sia possibile, a norma dell'art. 201 del codice della strada, le ragioni della mancata contestazione debbono essere indicate nel verbale, che dovrà essere notificato nel termine ivi stabilito, e mi di esse è possibile il sindacato giurisdizionale, con il limite della insindacabilità delle modalità di organizzazione del servizio di vigilanza da parte dell'autorità amministrativa (Cass. 22 giugno 2001, n. 8528; 25 maggio 2001, n. 7103, 29 marzo 2001, n. 4571). A norma del successivo art. 203 l'interessato potrà impugnare il verbale in sede amministrativa e, prima che sia emanata nei suoi confronti ordinanzaingiunzione di pagamento, potrà chiedere di essere sentito dall'autorità amministrativa adita. L'art. 384 del regolamento di attuazione del codice della strada identifica esemplificativamente alcuni casi in cui la contestazione immediata deve ritenersi impossibile, fra i quali tutti quelli in cui non sia possibile fermare il veicolo in tempo utile e nei modi regolamentari.


Nel caso di specie il Giudice di pace, con la sentenza impugnata, ha accolto l'opposizione con una motivazione che ha fatto erronea applicazione dell'art. 200 del codice della strada, affermando principi contrari al disposto di tale articolo, da leggersi in correlazione con il successivo art. 201, il quale prevede la contestazione successiva ove la violazione non possa essere immediatamente contestata, nonchè con l'art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada.


Il Giudice di pace ha infatti affermato che, ove l'accertamento sia compiuto, come nel caso di specie, a mezzo di apparecchiature dirilevamento della velocità che consentano di rilevare l'infrazione al passaggio del veicolo, la contestazione immediata è obbligatoria.


Ha affermato altresì che, essendo stata predisposta una seconda pattuglia per la contestazione delle infrazioni, la circostanza, allegata dal verbale, che la contestazione non era possibile perchè la pattuglia al momento era occupata nella contestazione di altra infrazione, non giustificava la mancata contestazione immediata, dovendosi in tal caso spegnere l'apparecchiatura autovelox e ciò non era stato fatto per meri motivi d'incremento degli introiti comunali.


Ciò contraddice al principio, ricavabile dalla normativa su riportata, cosi come costantemente interpretata da questa Corte, secondo il quale la contestazione immediata, quale che sia l'apparecchiatura autovelox utilizzata, deve essere effettuata quando è possibile in relaziona alle modalità di organizzazione del servizio predisposto dall'Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio: servizio il cui fine istituzionale è sempre quello di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade. Pertanto la contestazione immediata può legittimamente non essere effettuata ove non sia stata predisposta una seconda pattuglia che possa procedervi, ancorchè l'apparecchiatura consenta l'accertamento della violazione al momento del transito del veicolo, nonchè in ogni altro caso in cui sia stato comunque impossibile procedervi, ivi compreso quello di specie, in cui la pattuglia all'uopo predisposta sia impegnata in altra contestazione, ben dovendo, alla stregua della normativa vigente, l'apparecchiatura continuare nel rilievo dell'infrazioni, che potranno legittimamente essere contestate successivamente.


Ne deriva che il ricorso deve essere accolto e la sentenza cassata.


Non essendo stati addotti nel giudizio a quo motivi di opposizione diversi dalla mancata contestazione immediata, sussistono le condizioni per decidere la causa nel merito ex art. 384 c.p.c. con il rigetto dell'opposizione, essendo la mancata contestazione immediata giustificata alla stregua dei principi sopra affermati.


L'opponente va quindi condannato alle spese dell'intero giudizio, che si liquidano, in mancanza di note spesa, quanto a quelle del giudizio di primo grado in euro sessanta per onorari, euro cento per diritti e venti per spese vive e quanto a quelle del giudizio di Cassazione in euro trecento per onorari e cinquanta per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge.


P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE


Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo la causanel merito rigetta l'opposizione. Condanna l'opponente Scarnera Gaetano al pagamento delle spese dell'intero giudizio, che liquida quanto a quelle del giudizio di primo grado in euro sessanta per onorari, euro cento per diritti e venti per spese vive e quanto a quelle del giudizio di Cassazione in euro trecento per onorari e cinquanta per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge.


Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Prima Sezione Civile, il 2 dicembre 2004.


Depositato in Cancelleria il 18 gennaio 2005





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