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SENTENZA
le prove preselettive si giustificano solo in presenza di pochi concorrenti

Pubblicata da: Prof. Avv. Luigi Viola


Tar
sentenza 105/05 del 24/03/2005

Tribunale Amministrativo Regionale dell'Umbria



Sentenza 24 marzo 2005, n. 107











FATTO E DIRITTO



1. Il ricorrente, infermiere professionale a tempo determinato presso l'I.N.A.I.L., ha partecipato ad un concorso indetto dall'Istituto per quattro posti (nella Regione Umbria) analoghi, ma a tempo indeterminato.

L'Amministrazione ha deciso di far precedere le prove concorsuali da una prova preselettiva che il ricorrente non ha superato.

Egli, tuttavia, ammesso con riserva alle prove concorsuali, è risultato vincitore (con riserva) del posto essendosi collocato in seconda posizione.

Con il ricorso, antecedente alle prove concorsuali e, ovviamente, alla graduatoria finale, vengono impugnati il bando di concorso e gli atti con i quali è stato deciso di ricorrere alle prove preselettive nonché l'esito di queste ultime.

2. Si deducono articolate censure di violazione di legge ed eccesso di potere sostenendo, in estrema sintesi, che sarebbe stato illogico:

- non aver previsto l'esonero dalla preselezione per i concorrenti già vincitori (come il ricorrente) di altre selezioni per posti analoghi;

- aver effettuato la preselezione anche nelle regioni ove era particolarmente basso il numero dei concorrenti, come verificatosi nella regione Umbria;

- non aver previsto una riserva di posti a favore del personale già comunque in servizio presso l'Istituto.

Si deduce altresì la mancata indicazione preventiva del tipo di prova preselettiva.

L'Amministrazione si è costituita controdeducendo puntualmente.

3. Il Collegio, in primo luogo, ritiene non necessario integrare il contraddittorio, come pure prospettato dal ricorrente con memoria del 31 dicembre 2004, giacché l'impugnazione non è volta contro le prove concorsuali e la graduatoria finale del concorso (tutte successive alla notifica del ricorso), ma contro le prove preselettive rispetto al cui esito non si configurano controinteressati, poiché esse attengono ad una fase antecedente il concorso vero e proprio.

In ogni caso, poi, il gravame risulta notificato alla concorrente in quinta posizione che acquisirebbe il quarto posto ove il ricorrente venisse espunto dalla graduatoria in cui è stato immesso con riserva, per cui il contraddittorio è comunque integro.

4. In secondo luogo, il Tribunale ritiene proficuo esaminare il ricorso iniziando dalle censure concernenti la determinazione di far precedere le prove concorsuali dalla preselezione

Si osserva, al riguardo, che il bando di concorso (articolo 5, comma 4) prevede l'utilizzo di prove preselettive "per le regioni che presentino un elevato numero di domande di partecipazione".

L'Amministrazione, invece, con l'impugnata delibera in data primo settembre 2004, ha disposto l'utilizzo della preselezione in considerazione dell'elevato numero delle domande pervenute a livello nazionale (il testo non è equivoco) e ne ha previsto l'impiego allorché il numero dei partecipanti fosse superiore al quintuplo dei posti messi a concorso.

5. Al riguardo, il Tribunale, in primo luogo, condivide le controdeduzioni dell'Istituto circa la natura discrezionale della scelta avversata.

Tuttavia, se è vero che si tratta di una scelta discrezionale e di merito, come tale non sindacabile in questa sede se non per macroscopica irrazionalità, è altrettanto vero che quest'ultima appare sussistente.

Infatti, la prova preselettiva, volta a snellire le operazioni concorsuali con una preventiva riduzione del numero dei concorrenti si connota come un istituto di carattere assolutamente eccezionale.

Esso, invero, comunque limita le possibilità di vagliare tutti i concorrenti così riducendo, da un lato, le chance individuali di accesso all'impiego e, dall'altro lato, le opportunità di scelta dell'Amministrazione.

Tali sacrifici degli interessi pubblici e privati si giustificano solo in ragione di un superiore interesse organizzativo il quale trova la sua ragione nel dettato dell'articolo 97 della Costituzione.

6. L'esistenza di un simile interesse, tuttavia, va valutata in concreto con riferimento alle singole realtà operative.

Quindi, lo stabilire a priori che comunque in ogni regione si dovesse ricorrere alla preselezione ove il numero dei concorrenti superasse il quintuplo dei posti a concorso si configura come un'astrazione che non tiene conto delle effettive difficoltà organizzative.

Per vero, se il numero dei posti e dei concorrenti è elevato le prove preselettive possono giustificarsi, ed anche il limite del quinto può essere ragionevole.

Difatti, se, ad esempio, in una regione sono previsti 150 posti a concorso il limite del quintuplo, pari a 750 candidati, appare razionale giacché, in tal caso, lo svolgimento delle prove concorsuali è molto impegnativo.

Per contro, è macroscopicamente illogico aver disposto la preselezione di cui trattasi in presenza di soli quattro posti a concorso e di 42 domande di partecipazione al concorso.

È infatti noto alla comune esperienza come non presenti particolari difficoltà lo svolgimento delle prove concorsuali da parte di un così limitato numero di candidati.

Il tutto, senza poi tener conto del fatto, notorio, che usualmente non tutti coloro che hanno presentato la domanda partecipano effettivamente alle prove, sia perché alcuni risultano privi dei requisiti di ammissione, sia perché altri non si presentano.

7. Per tali ragioni il ricorso dev'essere accolto con assorbimento dell'esame delle rimanenti doglianze, attesa la natura d'antecedente logico di quella ritenuta fondata.

In conseguenza il ricorrente dev'essere inserito nella graduatoria finale del concorso a titolo definitivo.

Sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del giudizio.



P.Q.M.



Il Tribunale Amministrativo dell'Umbria, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e per l'effetto annulla gli atti impugnati nei limiti dell'interesse del ricorrente e così come precisato in motivazione.

Compensa le spese fra le parti.













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