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SENTENZA
Debiti ereditari, contumacia degli eredi, condanna in solido

Pubblicata da: www.iussit.it


Giudice di pace Caserta
sentenza del 18/01/2010

Pagamento - Debiti ereditari

Debiti del de cuius, obblighi degli eredi nei limiti dei beni ereditati

Nel caso di contumacia degli eredi, mancando i dati sulle singole posizioni ereditarie, vi è la condanna in solido

[Giudice di Pace di Caserta, Avv. Generoso Bello, sentenza del 18 gennaio 2010]

Nella Sentenza

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>> … è appena il caso di ricordare che: “Va tenuto conto del comportamento processuale tenuto dal convenuto, il quale, se resta contumace, lascia chiaramente intendere di non avere valide ragioni da far valere a sua giustificazione o da opporre alla pretesa di parte attrice”.

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>> … Il dettato di cui all’art. 752 c.c. dispone che: “I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto”.

Nel caso per cui si discute, stante anche la contumacia degli eredi/convenuti, manca qualsivoglia cognizione su eventuali volontà testamentarie del de cuius e, dunque, la soluzione più appropriata può essere quella della condanna degli stessi, in solido tra loro, al pagamento delle somme dovute all’attore, fermo restando che i medesimi eredi/convenuti potranno regolare tra loro la ripartizione del debito in relazione alle singole quote ereditarie.

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REPUBBLICA ITALIANA

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CASERTA - 1a SEZIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Caserta, Avv. G. Bello, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n. 7310/09 R.G., avente ad oggetto pagamento, introitata in decisione nell'udienza del 16.3.2007, vertente

T R A

TIZIOX Axx, nato a …. , elettivamente domiciliato in  …. , presso lo studio dell'Avv.  ….  che lo rappresenta e difende per mandato a margine dell'atto di citazione; (attore)

E

MEVIAX Gxx, nata a  ….  ed ivi residente . .. ; (convenuta contumace)

NONCHE’

CAIAX Pxx, nata a  …. ed ivi residente  …; (convenuta contumace)

NONCHE’

SEMPRONIO Nnn, nato a  …  ed ivi residente  … ; (convenuto contumace)

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Conclusioni: come da verbale di causa.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione, ritualmente notificato, Tiziox Axx, rappresentato e difeso come in epigrafe, conveniva innanzi a questa Giustizia Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn, per ivi sentir accogliersi le seguenti conclusioni: A. accertare e dichiarare la qualità dei convenuti quali coeredi del defunto Sempronio Mmm ed il loro obbligo di ogni somma dovuta al Tiziox Axx dal de cuius Sempronio Mmm, ivi comprese quelle somme dovute a titolo di rimborso di ogni spesa sostenuta (anche di protesto) e gli interessi al tasso di cui all’art. 5 del D.Lgs. 9.10.2002 n. 231; B. condannare i convenuti, in proporzione delle loro quote ereditarie (ex art. 752 c.c.) o come da diverso accertamento del giudice adito, al pagamento, in favore dell’attore, dell’importo di € 1.500,00 quale saldo delle somme dovute ex assegno bancario n. ……49-10; degli interessi di cui all’art. 5 del D.Lgs. 231/2002 o, in via subordinata, al tasso legale, dal dovuto al soddisfo; delle somme dovute a titolo di risarcimento danni subiti e subendi dall’attore. Il tutto nei limiti della competenza per valore del giudice adito di € 5.000,00; C. Vinte le spese e competenze di giudizio, con distrazione.

A fondamento della domanda, l'istante esponeva: 1) nel dicembre 2007, il sig. Sempronio Mmm acquistava dall’attore legname (pioppi) per un importo complessivo di € 2.300,00, corrispondendo un anticipo di € 300,00; 2) nel febbraio 2008, a saldo del prezzo dovuto, il Sempronio girava in favore del Tiziox l’assegno bancario n. ….49-10, dell’importo di € 2.000,00 tratto sulla Banca della Campania S.p.A., filiale di Aversa. Tale assegno veniva protestato il 29.2.2008 per mancanza di fondi, con addebito di € 101,79 per spese; 3) il 5.8.2008, il Caiax Mmm versava al Tiziox la somma di € 500,00, a titolo di acconto sul dovuto, con la promessa di pagare il residuo saldo entro lo stesso mese; 4) con nota del 11.10.2008, a firma del procuratore costituito, veniva intimato il Sempronio Mmm al pagamento di quanto spettante; 5) in data 18.10.2008 decedeva il sig. Sempronio Mmm e, dopo qualche giorno, il figlio Sempronio Nnn, telefonava al sottoscritto avvocato promettendo di pagare quanto dovuto dal padre entro il mese di novembre 2008. Pagamento che non avveniva; 6) eseguite le opportune ricerche anagrafiche, si apprendeva che gli eredi del de cuius erano Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn, ai quali, in data 5.5.2009, veniva inviata nota racc. a/r di messa in mora, che restava senza esito alcuno.

I convenuti Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn benché ritualmente citati in giudizio, non si costituivano e restavano contumaci.

Nessun mezzo istruttorio veniva chiesto o espletato e la causa veniva introitata a sentenza sulla scorta della documentazione in atti e delle conclusioni rassegnate.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda attrice è fondata e va accolta per quanto di ragione.

Preliminarmente, va ricordato a parte istante che gli invocati interessi moratori, di cui all’art. 5 del D.Lgs. 231/2002, sono applicabili nei soli rapporti economici tra persone giuridiche, ovvero tra persona giuridica e persona fisica, dove quest’ultimo è debitore, mentre, nel caso in esame, l’attore è persona fisica creditore. Pertanto, gli interessi riconoscibili sono solo quelli al tasso legale.

Anche il preteso risarcimento del danno non ha alcun senso, in primo luogo perché il danno, ove esistente, deve essere congruamente provato ed, in secondo luogo, gli interessi, anche se solo al tasso legale, svolgono una funzione sanzionatoria per il debitore e risarcitoria per il creditore.

Tuttavia, stante la mancata costituzione dei convenuti, va dichiarata la loro contumacia.

Sul punto, è appena il caso di ricordare che: “Va tenuto conto del comportamento processuale tenuto dal convenuto, il quale, se resta contumace, lascia chiaramente intendere di non avere valide ragioni da far valere a sua giustificazione o da opporre alla pretesa di parte attrice”. (Cfr. Trib. Genova, Sez. VI, 11.11.2005).

Nel merito, in ordine all’an debeatur, dalla documentazione esibita in atti, effettivamente si rinviene l’assegno n. …. 49-10 datato 20.2.2008, di € 2.000,00, tratto sulla Banca della Campania, Filiale di Aversa, emesso in favore di Sempronio Mmm e da questi girato all’istante. Tale assegno risulta protestato per mancanza di fondi, dal Notaio …. da Aversa, con spese di protesto per € 101,79.

Il debito originario, poi, di € 2.300,00, è rilevabile dalle sole note racc. a/r, la prima, dei 13-14.10.2008, inviata dall’Avv. Xxxx al Sempronio Mmm, nella quale si fa cenno anche all’anticipo da questi versato di € 300,00; la seconda, dei 10-11.12.2008, inviata dal medesimo procuratore agli eredi convenuti Sempronio Nnn e Meviax Giovanna e la terza, dei 6-7.5.2009, inviata dallo stesso procuratore ai tre eredi convenuti in questa sede.

Pur volendo escludere, in ipotesi, la somma corrispondente al debito originario di € 2.300,00, poiché rilevabile dalle sole note racc. a/r, indicate sopra, si può ben riconoscere la sussistenza del credito corrispondente al citato assegno protestato, di € 2.000,00, a fronte del quale, per ammissione dello stesso istante, il de cuius aveva già versato al creditore Tiziox Axx, la somma di € 500,00.

Sicché, si può serenamente affermare che la posizione creditoria dell’attore si sostanzia in € 1.500,00, oltre le spese di protesto dell’assegno bancario, ammontanti ad € 101,79.

Il dettato di cui all’art. 752 c.c. dispone che: “I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto”.

Nel caso per cui si discute, stante anche la contumacia degli eredi/convenuti, manca qualsivoglia cognizione su eventuali volontà testamentarie del de cuius e, dunque, la soluzione più appropriata può essere quella della condanna degli stessi, in solido tra loro, al pagamento delle somme dovute all’attore, fermo restando che i medesimi eredi/convenuti potranno regolare tra loro la ripartizione del debito in relazione alle singole quote ereditarie.

Consegue che i convenuti Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn vanno condannati, in solido tra loro, al pagamento, in favore dell’attore, della somma di € 1.601,79, oltre gli interessi legali dalla data di messa in mora degli stessi (7.5.2009) alla data di effettivo soddisfo.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo.

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Caserta, letti gli atti, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Tiziox Axx, contro Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede:

1) Dichiara la contumacia dei convenuti Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn;

2) Accoglie per quanto di ragione la domanda attrice e, per l’effetto condanna i medesimi Meviax Gxx, Caiax Pxx e Sempronio Nnn, in solido tra loro, al pagamento, in favore di Tiziox Axx, della somma di € 1.601,79, oltre gli interessi legali dal 7.5.2009 alla data di effettivo soddisfo ed oltre le spese di giudizio che liquida in complessivi € 750,00, di cui € 290,00 per diritti, € 300,00 per onorari ed il resto per spese e 12,50%, oltre C.P.A. ed I.V.A., con attribuzione al procuratore costituito per l’attore.

Si esegua nonostante gravame.

Caserta, 18 Gennaio 2010

IL GIUDICE COORDINATORE

Avv. Generoso Bello

 





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