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SENTENZA
Processo del lavoro – omessa determinazione oggetto – mancata esposizione dei fatti – nullita’ insanabile

Pubblicata da: Dott.ssa Carmen Laruccia


Corte di cassazione civile
sentenza 13825/08 del 27/05/2008

I.- Si commenta una decisione della  Corte di Cassazione sez. Lavoro che con sentenza n. 13825 del 27 maggio 2008, conferma l’orientamento per il quale , la verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo nel processo del lavoro , costituisce attività pregiudiziale rispetto alla decisione del merito(1) , e che l’omessa determinazione dell’oggetto della domanda e la mancata esposizione dei fatti e degli elementi di diritto , comporta una nullità insanabile, che il giudice dovrà rilevare , in quanto , una prosecuzione del processo sarebbe del tutto ingiustificata , rappresentando un inutile dispendio di energie processuali.

Nel processo del lavoro non è presente la disposizione apprestata per il rito ordinario che prevede , all’art. 164 comma 5 , che il giudice possa disporre l’integrazione della domanda o la rinnovazione del ricorso, per sanare i vizi relativi all’edictio actionis  , ma la Suprema Corte individua una  soluzione per il rito lavoristico che si ricava dall’applicazione del principio generale della conservazione degli atti processuali , per il quale , se l’atto  riesce comunque a raggiungere lo scopo  per il quale è preordinato ex art. 156 c.p.c. , esso dovrà essere considerato valido ed efficace(2).

Per la Corte , il vizio relativo all’edictio actionis  , comporta nullità dell’atto , solo quando , attraverso l’esame complessivo dell’atto, risulti impossibile l’individuazione esatta della pretesa del ricorrente , rendendo difficoltoso l’esercizio di difesa e il contraddittorio. Tuttavia la valutazione della nullità del ricorso introduttivo deve essere compiuta solo dal giudice di merito, essendo censurabile in Cassazione solo il vizio di motivazione della sentenza impugnata per affermare che il ricorso sia affetto dal vizio denunciato .(3)

Se il convenuto non ha eccepito la nullità ex art. 157 e il giudice non l’ha rilevata disponendo l’integrazione della domanda o la rinnovazione del ricorso , tale nullità confluisce tra i motivi di impugnazione per error in procedendo del giudice di primo grado ; se ciò non avviene potrà dirsi costituito il giudicato interno che preclude la via a un possibile ricorso in sede di legittimità(4).

II . – La questione riguardante la nullità del ricorso per mancata determinazione dell’oggetto e dell’esposizione dei fatti costitutivi della domanda e l’impossibilità di applicare analogicamente il meccanismo sanante previsto dall’art. 164 , 5° comma, è stata sollevata dalla giurisprudenza di merito che ritiene che la specialità del rito del lavoro con le sue rigide preclusioni agli atti introduttivi del processo non possa vedere applicata la stessa disciplina prevista per il rito ordinario , che stante la riforma del 1990 , che non ha esteso al rito speciale(5) la norma relativa alla rinnovazione ed integrazione della domanda , deve far ritenere esistente un’implicita deroga del legislatore del meccanismo sanante al rito del lavoro(6), con conseguente nullità insanabile del ricorso introduttivo , rilevabile d’ufficio, e senza ostacoli alla possibilità di riproposizione della domanda in un nuovo giudizio.

Tale assunto , tuttavia , non è stato condiviso dalle sezioni Unite della Cassazione , che dapprima , con la pronuncia del 1 marzo 1988 n. 2166 , ha dichiarato che il processo del lavoro trova la sua necessaria integrazione nelle disposizioni generali del libro I del c.p.c. e del libro II  relativo al processo di cognizione quando non incompatibili, e successivamente , con la riforma del ’90,  che ha esteso al processo ordinario alcune disposizioni del rito del lavoro (7)e ne ha ridotto le differenze strutturali , ha mantenuto un orientamento costante nell’escludere la nullità dell’atto introduttivo quando esso raggiunge comunque lo scopo attraverso una valutazione complessiva dell’atto , disponendo,  se necessario , l’integrazione e la fissazione di un’ulteriore udienza.(8)

(1) Cass. 5 febbraio 2008 n. 2732 , Foro it. ,Rep. 2007, voce Lavoro (rapporto ) , 490 ; Cass. 16 gennaio 2007 n. 820 ; Cass. 27 agosto 2004 n. 17976 ; Cass. 23 marzo 2004 n. 5794 , Foro it. , Rep.  2004 , voce Lavoro e previdenza (controversie) , 79.

(2) Foro it. , Rep. 2007, voce  Lavoro e  Previdenza , 61 ; ibid. , 62 ; Foro it. ,  Rep. 2006 voce Lavoro e  Previdenza , 51 ; Foro it. , Rep.  2004  ,voce Lavoro e previdenza ,  68 ; Ibid. , 75.

(3) Valga come esempio Foro it. , Rep. 2004 voce  Lavoro e  Previdenza , 73.

(4) Foro it.,   Rep . 2005, voce  Lavoro e  Previdenza , 94.

(5) MERLO C. , In tema di sanatoria del ricorso nullo nel processo del lavoro , in Riv. dir. proc. 1999 , 210 ss.  La specialità del rito del lavoro si rinviene nella pretesa diversità di forme rispetto al modello ordinario , appartenendo il rito del lavoro alla giurisdizione ordinaria e non ad una giurisdizione specializzata. Inoltre , stante la cognizione piena ed esauriente del rito del lavoro , assimilabile a quella del rito ordinario , si consente l’applicazione al rito speciale , non solo delle disposizioni generali del c.p.c. , ma anche delle norme dettate per il procedimento innanzi al tribunale , quando sono compatibili con la peculiarità del processo del lavoro, incentrato sui principi chiovendiani dell’oralità , della concentrazione e dell’immediatezza.

(6) A tal proposito VULLO E. , Sulla nullità del ricorso introduttivo nel processo del lavoro per vizi afferenti all’edictio actionis, in Giur. It.  2002 , p. 1407 . Anche Merlo C. , op. cit. , p. 200.

(7) La legge 26 novembre 1990 n. 353 ,rappresenta la terza grande riforma del codice di procedura civile , che oltre ad introdurre la possibilità per il giudice istruttore di giudicare monocraticamente , applica al rito ordinario alcune disposizioni del processo del lavoro , quali le preclusioni , l’appello revisio , l’esecutività della sentenza di primo grado  e i provvedimenti anticipatori di condanna. Il processo del lavoro fu considerato dalla dottrina un positivo esempio da estendere al rito ordinario assicurando di aver ripreso le note idee chiovendiane sulla concentrazione , oralità e immediatezza , nonostante alcuni punti chiave del rito lavoristico non siano mai stati previsti dal progetto di codice chiovendiano. CIPRIANI F. , voce Codice di procedura civile ,in Il diritto , Enc. giur. Il sole 24 ore ,p. 238.

(8) Autorevole  dottrina è dello stesso avviso  e distingue tra ,l’atto introduttivo che presenta una pretesa insufficiente e che comporta la disposizione di integrazione da parte del giudice  nell’udienza prevista dall’art. 420 c.p.c. , con conseguente fissazione di una nuova udienza e con effetto ex nunc ,analogicamente con quanto previsto dall’art. 164 , 5° comma del rito ordinario, e tra l’atto introduttivo di “difficile comprensione” nella parte relativa all’edictio actionis , che tramite il potere direttivo del giudice , può autorizzare la parte a gli opportuni chiarimenti. VERDE G. , Profili del processo civile 2. Processo di cognizione , Napoli 2008 , p. 345.





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