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ORDINANZA
Confermata l'esclusione di Alessandra Mussolini dalle elezioni.

Pubblicata da: Prof. Avv. Luigi Viola


Tar
ordinanza 1541/05 del 18/03/2005

Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio



Sezione II bis



Ordinanza 18 marzo 2005, n. 1541











Premesso che oggetto del ricorso in trattazione è, in via principale, il provvedimento dell'Ufficio centrale regionale, con il quale la lista "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" è stata esclusa dalla partecipazione alle elezioni regionali relative alla Regione Lazio che si terranno nei giorni 3 e 4 aprile 2005, sul presupposto che "dalle verifiche effettuate..., e consacrate in verbale, è risultato che numero 860 sottoscrittori della lista regionale sono stati identificati con documento non corrispondente a quello risultante dalla documentazione telematica autenticata prodotta".

Premesso, altresì, che tale verificata "non corrispondenza" non risulta contestata nella sua realtà fattuale, limitandosi i ricorrenti a rilevare illegittimità formali in ordine al procedimento seguito dall'Ufficio Centrale Regionale;

Considerato che il ricorso, ad un "sommario esame" consentito in sede cautelare, non appare assistito da sufficienti profili di fondatezza atteso che, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso:

- il potere di verifica della regolarità delle liste di cui all'art. 10, comma 1, n. 1, della l. 17 febbraio 1968, n. 108 non può essere limitato al mero riscontro numerico delle sottoscrizioni dei presentatori della lista, ma può svolgere anche la regolarità delle relative autenticazioni come peraltro espressamente previsto al paragrafo 19, punto 2, delle istruzioni ministeriali, se non altro in applicazione dei generali principi di legalità e di buon andamento dell'amministrazione;

- tale potere non può ritenersi precluso dalla certezza legale riconosciuta dagli artt. 2702 e 2703 cod. civ. alle sottoscrizioni autenticate, in quanto detta certezza presuppone una valida autenticazione;

- nella specie, la non corrispondenza - non contestata dai ricorrenti - del documento attraverso il quale sono stati identificati n. 860 sottoscrittori della lista regionale ricorrente e la documentazione telematica agli atti dell'Ufficio Centrale Regionale - di cui parimenti non viene contestato il contenuto - deve ritenersi elemento idoneo a far venir meno, e comunque a rendere estremamente incerto, il presupposto sostanziale del procedimento di autenticazione delle firme, costituito dall'accertamento dell'identità dei predetti sottoscrittori e, conseguentemente, a rendere priva di valore l'autenticazione delle medesime sottoscrizioni (cfr. Cons, St., V, 18 giugno 2001, n. 3212); con ulteriore conseguenza che dette sottoscrizioni devono ritenersi prive di valida autenticazione e, come tali, non computabili nel numero minimo prescritto dalla legge;

- agli Uffici elettorali intimati, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza (cfr. Cons. St., V, 18 marzo 2004, n. 1432; id. 17 ottobre 2001, n. 6191; id. 17 maggio 1996, n. 574; id. 22 gennaio 1987, n. 19), deve riconoscersi il potere di annullare, in sede di autotutela, i propri provvedimenti di ammissione o di esclusione dalle liste fino al momento della pubblicazione del manifesto contenente le pubblicazioni ufficiali, che costituisce l'inizio della successiva fase procedimentale, senza la necessità della previa comunicazione dell'avvio del procedimento, stante le esigenze di celerità di cui all'art. 7, comma 1, della l. 7 agosto 1990, n. 241 insite nel procedimento elettorale (cfr. Cons. St., V, 29 gennaio 1996, n. 111);

- peraltro, nell'art. 21-octies, n. 2, della citata l. n. 241/1990, introdotto dall'art. 14 della recente legge 11 febbraio 2005, n. 15, è ora affermato il principio che la mancata comunicazione dell'avvio del procedimento non è idonea a determinare l'annullabilità del provvedimento nell'ipotesi della dimostrazione in giudizio "che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato";

- trattandosi nella specie di provvedimento adottato da un organo amministrativo, non rilevano le modalità di acquisizione degli atti previste per il processo penale, né sono prescritte al riguardo determinate modalità di acquisizione degli elementi di fatto rilevanti ai fini del provvedimento da adottare;

Considerato, infine, per quanto attiene al requisito del danno grave ed irreparabile, che, in una valutazione comparativa, appare nella specie nettamente prevalente l'interesse dell'amministrazione al corretto svolgimento delle elezioni di cui è causa, che sarebbe seriamente compromesso alla luce delle irregolarità accertate dall'Ufficio Centrale Regionale e delle altre ulteriormente denunciate e documentate, tutte non contestate dai ricorrenti sotto il profilo sostanziale;

Ritenuto, che per quanto sopra argomentato NON SUSSISTONO i presupposti per disporre l'accoglimento dell'istanza incidentale di sospensione degli atti impugnati



P.Q.M.



RESPINGE la suindicata domanda incidentale di sospensione.

La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.













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