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SENTENZA
Condominio azione reintegrazione possesso area uso parcheggio

Pubblicata da: www.iussit.it


Tribunale Nola
sentenza del 05/02/2008

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Possesso azione di reintegrazione condominio rigetto

Azione di reintegra proposta da condominio - chiusura di area cortilizia per parcheggio – mancata prova del possesso dell’area  - irrilevanza del saltuario uso per parcheggio – atteggiamento di tolleranza – art. 1141 c.c. -

[Tribunale di Nola,  Dott. Alfonso Scermino, sentenza 05.02.2008]

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il TRIBUNALE DI NOLA - Seconda sezione civile, in persona del giudice unico dr. Alfonso Scermino:
ha pronunciato la seguente
S E N T E N Z A
nella causa civile iscritta al n. 4221 del Ruolo Generale dell’anno 2002, vertente
TRA
Condominio Palazzo XXZZXX, in Pomigliano d’Arco alla via  Zzzz n. , in persona dell’ammimnistratore p.t.  Fxrappresentato  e difeso giusta mandato a margine di comparsa di costituzione di difensore dall’avv. …,   con il quale elettivamente domicilia in Pomigliano D’Arco … , -ricorrente-  
CONTRO
AAA , BBB  e CCC , rappresentati e difesi, giusta procura a margine della comparsa di costituzione,  dall’avv. …  , con il quale elettivamente domiciliano in Pomigliano D’Arco  …, -resistente-
NONCHÈ
DDD , EEE , contumaci    -resistenti-
Avente ad oggetto: Azione di reintegra del possesso
CONCLUSIONI: all’udienza del 6.11.2007 i procuratori concludevano riportandosi integralmente ai propri scritti difensivi e a tutte le deduzioni di udienza e alla documentazione prodotta in giudizio.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato in data 26.7.2002 il Condominio XXZZXX , premettendo che aveva posseduto  da epoca immemorabile un’area cortilizia posta  in adiacenza al relativo fabbricato  e che, nel luglio 2002, i resistenti, quali sedicenti unici comproprietari, avevano realizzato un cancello di chiusura della predetta, impedendo per l’effetto ai condomini del XXZZXX di accedere liberamente al cortile,  richiedevano  di essere reintegrati nel possesso del cortile, attraverso l’immediata  rimozione dell’opera contestata o, in subordine, mediante ordine ai convenuti di consegnare chiavi o dispositivi di apertura del cancello ad esso condominio.
Con comparsa di costituzione e risposta si costituivano solo alla prima udienza     AAA , BBB  e CCC , instando per il rigetto del ricorso e, in riconvenzionale, per l’accertamento della loro proprietà esclusiva con riguardo all’area in contestazione.
 Escussi sommari informatori e sentite le parti, con provvedimento interdittale emesso il 10.12.2002 era rigettata la domanda di reintegra, con fissazione del prosieguo del giudizio per il merito.
Espletata ulteriore prova testi, la causa era rimessa in decisione in data 6.11.2007, con concessione alle parti  dei termini di legge per il deposito degli scritti difensivi finali.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La domanda non può trovare accoglimento.
Ai fini dell'azione di reintegra - che è diretta a tutelare il possesso, inteso come una relazione di fatto con la cosa corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale – è necessaria una dimostrazione specifica del pregresso concreto esercizio del potere di fatto di cui lo spogliato lamenta l'avvenuta privazione. (Cassazione civile , sez. II, 13 aprile 1995, n. 4271).
Tale prova è apertamente  mancata nella fattispecie in esame.
Anzitutto, nonostante i tanti testi informatori escussi,  non si è acquisito in giudizio un riscontro preciso in ordine ad un utilizzo duraturo, continuo e consistente dell’area cortilizia in contesa  da  parte di tutti i condomini del condominio istante.
Basti sul punto sinteticamente osservare  che EEE R. C. (teste di parte ricorrente, udienza del 14.11.2002) quale “cugina di un condomino del condominio XXZZXX e  parente del resistente EEE ” , avendo  frequentato  “i luoghi di causa perché nel condominio XXZZXX viveva la zia” ricordava soltanto che “alcune volte la zia andava a parcheggiare temporaneamente la macchina nel cortile ; la cosa non avveniva spesso perché era proprietaria di posto macchina nel condomino XXZZXX”.
Anzi, addirittura confermava che “alcuni condomini del XXZZXX , solo quando non trovavano posto all’interno del condominio , saltuariamente lasciavano l’auto nel cortile in contestazione”.
Mevia, poi, (udienza 12.9.2002) pur confermando che egli era solito parcheggiare, quando viveva nel condominio XXZZXX . nell’area in questione, non era in grado di indicare con precisione chi fossero i proprietari del condominio che facevano altrettanto.
Per cui,  pur essendo emerso con ragionevole chiarezza che nell’area de qua, mancando  adeguata recinzione, erano soliti parcheggiare un po’ tutti, sia avventori , sia – verosimilmente – proprietari di immobili vicini (deposizione Rxxx  , 12.9.2002, amico di AAA  : “tutte le volte che accompagnavo  il predetto a casa non c’era mai posto per parcheggiare perché il cortile era sempre occupato”; Axxx , udienza 15.10.2002 : “nel cortile vedevo sempre delle macchine parcheggiata” sebbene “non so di chi fossero” ; idem Cxxx  , udienza 14.11.2002), è mancata comunque  una chiara prova che proprio i condomini del fabbricato ricorrente avessero esercitato un analogo,  inequivoco , duraturo e  rilevante potere  di fatto sul bene.
In altri termini, nonostante si sia raggiunta la prova che  come talvolta taluni condomini abbiano effettivamente  parcheggiato nello spazio in questione , il relativo utilizzo non appariva comunque  idoneo a poter fondare una pretesa possessoria.
Esso, infatti, è rimasto comunque connotato da elementi di transitorietà e saltuarietà , elementi  peraltro confermati sia dalla circostanza che i condomini del fabbricato XXZZXX godevano di posti macchina interni al loro cortile, sia dal fatto che le due aree cortilizie adiacenti erano divise da un muretto e relativa inferriata, il che oggettivamente  confermava una intensità di signoria da parte del condominio sulle predette superfici di gran lunga differente (foto in atti).
Insomma, se utilizzo vi è stato, esso ha sostanzialmente comportato un godimento di modesta portata da parte dei condomini istanti, ha inciso  molto debolmente sull'esercizio del diritto da parte dell'effettivo titolare ed è stato,  perciò, tale da potersi ragionevolmente ricondurre ad un sostanziale atteggiamento di  tolleranza ex art. 1441 c.c. da parte di chi , successivamente, decideva di chiudere l’area (i resistenti) (Cassazione civile , sez. II, 08 giugno 2007, n. 13443; Cassazione civile , sez. II, 09 gennaio 2007, n. 144).
Peraltro, va ricordato come il principio per cui, in materia di possesso, l'atteggiamento di tolleranza del proprietario del bene rispetto ad un determinato uso che un terzo ne faccia, esclude la configurabilità di una situazione possessoria in capo al terzo solo quando la condotta tollerante non sia prolungata nel tempo, non è applicabile allorché l'atteggiamento del proprietario trovi giustificazione nella mancanza di un interesse ad opporsi al suddetto specifico uso  (Cassazione civile , sez. II, 11 febbraio 1998, n. 1384, nella fattispecie i giudici del merito - con decisione confermata dalla S.C. - avevano ritenuto non costitutivo di una situazione possessoria in capo agli utilizzatori, il prolungato uso, quale parcheggio , di un area di proprietà condominiale, per mera tolleranza dei titolari della stessa) : per cui, non ci si può appigliare sulla circostanza che la   inerzia dei resistenti nel chiudere il cortile si era protratta nel tempo ed  era stata tale da consolidare una vera e propria situazione possessoria in capo al condominio, in quanto ben poteva l’interesse dei predetti emergere (come poi è stato) solo quando l’uso indiscriminato del cortile da parte di chiunque   cominciava a pregiudicare ed infastidire  il loro uso, tanto da indurli a realizzare un cancello di chiusura.
La riconvenzionale proposta,poi, è inammissibile  per la pregiudiziale ragione che è stata proposta in prima udienza.
 Le spese seguono , in ogni caso, la soccombenza prevalente della parte ricorrente e sono liquidate come da dispositivo.
P. Q. M.
Il Tribunale, ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa, definitivamente pronunciando in ordine alla domanda proposta con ricorso depositato in data 26.7.2002 dal Condominio XXZZXX nei confronti di AAA , BBB  e CCC , DDD  , EEE  così provvede:
-    Rigetta il ricorso;
-    Dichiara inammissibile la riconvenzionale;
-    Condanna il Condominio Palazzo XXZZXX , in Pomigliano d’Arco alla via Zzzz n. , in persona dell’amministratore p.t. , a  rimborsare a AAA , BBB  e CCC  le spese processuali sostenute nel presente giudizio, che liquida in complessivi € 3.700,00 di cui € 1230,00 per diritti, oltre rimborso spese generali al 12,50%, IVA e contr. cassa prev. avv. come per legge; con attribuzione al procuratore antistatario avv. .
Nola, 05.02.2008     
Il Giudice Dott. Alfonso Scermino





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