Legge
abolizione del permesso di soggiorno per il minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione
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Pubblicata da: Redazione

Direttiva del 21/02/2007

Il Ministro dell'Interno e il Ministro delle Politiche per la Famiglia hanno emanato, in data 21 febbraio scorso, una direttiva con cui si stabilisce che per l'ingresso e la permanenza in Italia del minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione non è richiesto il permesso di soggiorno.

Fino ad ora se una coppia italiana adottava un bambino all'estero, al momento del suo ingresso in Italia, nonostante il possesso di un cognome italiano, per lo stesso doveva essere rilasciato un permesso di soggiorno come qualsiasi cittadino straniero che entra nel nostro paese.

Con questo provvedimento – inviato alla registrazione della Corte dei Conti – che si trova in linea con le norme Testo Unico sull'immigrazione, il minore che entra in Italia per adozione non avrà più bisogno del permesso di soggiorno.

Gesuele Bellini


Il Ministro dell'Interno Il Ministro delle Politiche per la Fa m iglia

VISTO l'articolo 3 della Conv e nzione di New York sui dirit t i del fanciullo del 20

nove m b re 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 ma ggio 1991, n. 176, ai s e nsi

del quale in tutti i procedi m enti am m inistr a tivi e giurisdizionali, riguardanti i m i nori, deve essere preso in conside r azione con carattere di prio r ità il superiore interesse del

fanciullo;

VISTA la Convenzione dell'Aja del 29.5.1993 sulla p r o t ezione dei m inori e la cooperazione in materia di adozione in t ernazionale, ratificata e resa esecutiva con legge 31 dice m bre 1998, n. 476;

VISTO l'articolo 32 della l e gge 4 ma ggio 1983 n. 184, così co m e m o dificata dalla legge 21 dice m b re 1998, n. 4 7 6, che prevede che l'ingre s so nel territorio nazion a le

dei m inori stranieri legittimame n te adottati avvenga in seguito al rilascio del visto di ingresso per adozione da p a rte degli uffici consolari italiani all'estero, previa

autorizzaz i one all'ingresso e alla reside n za pe r ma n ente, emessa dalla Commissi on e per le ad o z ioni internazionali, di cui all'a r t. 38 della me d e si m a l e gge, sulla base di un provvedimento stran i ero di adozione o di affidamento a scopo di adozione;

VISTO l'articolo 34, comma 1, della citata legge n. 184/83, che stabilisce che il m inore che ha fatto i ngresso nel terri t o rio dello Stato sulla base di un provvedi m e nto straniero di adozione o di affida m e nto a scopo di adozione gode, dal m o mento dell'ingresso, di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento fa m iliare;

VISTI gli articoli 28 e seguenti del Titolo IV (Diritto all'unità fa m iliare e tutela dei m inori) e gli articoli 34 e seguenti del Titolo V (Disposizioni in m ateria sanitaria, nonché di istruzione, alloggio, partecipazione alla vita pubblica e integrazione sociale) del Decreto Legislativo 25 lugl i o 1998, n. 286, recante il Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell ' immigrazione e nor m e sulla condizione dello straniero;

CONSIDERATO che il citato Testo Unico non prev e d e un permesso di sogg i orno per adozione, in ciò differenziando la posizione del minore s t raniero adott a to, anche in considerazione che l 'adozione internazion a le trova una disciplina specifica ai sensi della già citata Conven z ione dell'Aja del 1993;

CONSIDERATO che la C o mmissione per le adozioni internazionali, in c u i è presente, fra i co m ponenti, un rappresentan t e del M i nistero dell'I n terno, nell'e m ettere

il provvedimento, di cui all'articolo 32 d e lla già richia ma ta legge n. 184 / 83, che

autorizza i l minore straniero adottato all'ing r esso ed alla re s idenza p e rmanente nel territor i o dello Sta t o, valuta pienamente le ragioni di ordine e sicurezza pubb l ica, di legitti m ità dell'ingresso e del successivo soggiorno del m inore medesi m o , consentendo, peraltro, all'autorità conso l are italiana di rilasciare il conseguente visto;

CONSIDERATO, pertanto, che la richiesta di rilascio di un p e rmesso di sogg i orno per il m inore, oltre ad essere possibile fonte di disagio per le fa m iglie adottive, darebbe luogo ad una du p l i cazione degli adempim e nti e ad un conseguente appesantimento burocratico;

EMANANO

la seguente direttiva:

Art. 1

Ai fini del soggiorno del m inore straniero a dottato o affidato a scopo di adozione non

è richiesto il per m esso di sogg i o rno. Ro m a , 21 febbraio 2007

IL MINISTRO DELL'INTERNO IL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA F AMIGLIA

F.to Ama t o F.to Bindi



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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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