Legge
Evasione fiscale: misure di contrasto all'evasione
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Pubblicata da: Redazione

decreto 203/05 del 30/09/2005
DECRETO-LEGGE 30 settembre 2005, n.203
Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria.


Titolo I
CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare
disposizioni per un piu' incisivo contrasto del fenomeno
dell'evasione fiscale, nonche' altre disposizioni tributarie e
finanziarie urgenti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 settembre 2005;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Partecipazione dei comuni al contrasto all'evasione fiscale

1. Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale, in
attuazione dell'articolo 44 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, i comuni hanno titolo ad una
quota di partecipazione all'accertamento fiscale pari al 30 per cento
delle somme riscosse a titolo definitivo relative a tributi statali.
2. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,
emanato, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, sono stabilite le modalita' tecniche di accesso
alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via
telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in
essi residenti, nonche' quelle della partecipazione dei comuni
all'accertamento fiscale di cui al comma 1. Con il medesimo
provvedimento sono altresi' individuate le ulteriori materie per le
quali i comuni partecipano all'accertamento fiscale; in tale ultimo
caso, il provvedimento, adottato d'intesa con il direttore
dell'Agenzia del territorio per i tributi di relativa competenza,
puo' prevedere anche una applicazione graduale in relazione ai
diversi tributi.

Art. 2.
Norme in materia di rafforzamento e di funzionamento dell'Agenzia
delle entrate, dell'Agenzia delle dogane e della Guardia di finanza.

1. All'articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. Se vi e'
pericolo per la riscossione, l'ufficio puo' provvedere, anche prima
della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la
tempestiva effettuazione dei versamenti dell'imposta, da eseguirsi ai
sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, degli articoli 6 e 7 del decreto
del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, nonche'
dell'articolo 6 della legge 29 dicembre 1990, n. 405.»;
b) nel comma 3 dopo le parole: «indicato nella dichiarazione,»
sono inserite le seguenti: «ovvero dai controlli eseguiti
dall'ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un'imposta o una
maggiore imposta,».
2. Al fine di potenziare l'azione di contrasto all'evasione
fiscale, alle frodi fiscali e all'economia sommersa, nonche' le
attivita' connesse al controllo, alla verifica e al monitoraggio
degli andamenti di finanza pubblica, a valere sulle maggiori entrate
derivanti dalle disposizioni del presente decreto, e' autorizzata la
spesa, nel limite di 40 milioni di euro per l'anno 2006, di 80
milioni di euro a decorrere dall'anno 2007, per procedere, anche in
deroga ai limiti previsti dalle disposizioni vigenti, ad assunzioni
di personale per 1'amministrazione dell'economia e delle finanze e
all'incremento di organico ed alle assunzioni di personale del Corpo
della Guardia di finanza. Con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze sono determinate le quote di personale, nell'ambito del
contingente massimo consentito ai sensi del precedente periodo,
assegnate alle articolazioni dell'amministrazione dell'economia e
delle finanze, nonche' all'incremento di organico ed alle assunzioni
di personale del Corpo della Guardia di finanza e sono stabilite le
modalita', anche speciali, per il reclutamento, ivi inclusa la
possibilita' di utilizzare graduatorie formate a seguito di procedure
selettive gia' espletate, anche ai sensi dell'articolo 36 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ovvero di ricorrere alla
mobilita'. In relazione al maggior impegno derivante dall'attuazione
del presente decreto, a valere sulle disponibilita' di cui al primo
periodo, l'Agenzia delle entrate e' autorizzata, anche in deroga ai
limiti previsti dalle disposizioni vigenti, a procedere ad assunzioni
di personale nel limite di spesa, rispettivamente, di 39,1 milioni di
euro per il 2006 e di 69,5 milioni di euro a decorrere dal 2007,
anche utilizzando le graduatorie formate a seguito di procedure
selettive bandite ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165.
3. L'Agenzia delle dogane, attraverso le misure di potenziamento
delle attivita' di accertamento, ispettive e di contrasto alle frodi,
previste dal comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005,
n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n.
80, consegue maggiori diritti accertati per imposta sul valore
aggiunto pari ad almeno 350 milioni di euro per l'anno 2006 ed a 364
e 385 milioni di euro, rispettivamente, per gli anni 2007 e 2008. A
tale fine, in attesa delle autorizzazioni alle assunzioni a tempo
indeterminato necessarie a completare le proprie dotazioni organiche,
l'Agenzia delle dogane si avvale di personale con contratto di
formazione e lavoro, utilizzando i fondi destinati alla stessa
Agenzia ai sensi del disposto di cui al n. 3) della lettera i) del
comma 1 dell'articolo 3 della legge 10 ottobre 1989, n. 349.
4. Le disposizioni previste dai commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 1
del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, per il rilancio del
sistema portuale, riguardano tutti gli uffici dell'Agenzia delle
dogane ove si provvede ad operazioni di sdoganamento.
5. Le intese di cui al comma 59 dell'articolo 4 della legge 24
dicembre 2003, n. 350, finalizzate all'adozione del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri previsto nella medesima norma,
devono intervenire nel termine di tre mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto. In mancanza le stesse si intendono
positivamente acquisite.
6. Al fine di intensificare la sua azione, il Corpo della Guardia
di finanza, fermo restando l'espletamento delle ordinarie attivita'
ispettive nell'ambito delle proprie funzioni di polizia economica e
finanziaria, sviluppa nel triennio 2005-2007 appositi piani di
intervento finalizzati al contrasto dell'economia sommersa, delle
frodi fiscali e dell'immigrazione clandestina, rafforzando il
controllo economico del territorio, anche al fine di proseguire il
controllo dei prezzi.
7. Per le finalita' di cui al comma 3, a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2007, la
Guardia di finanza sviluppa un incremento dell'impiego delle risorse
di personale nel contrasto all'economia sommersa, alle frodi fiscali
e all'immigrazione clandestina, in misura non inferiore al 25 per
cento medio annuo rispetto a quanto pianificato per l'anno 2005.
8. Al primo ed al secondo periodo del numero 2) del secondo comma
dell'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, dopo le parole: «o dell'articolo 63, primo
comma», sono inserite le seguenti: «, o acquisiti ai sensi
dell'articolo 18, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504».
9. Al primo ed al secondo periodo, del numero 2), del primo comma,
dell'articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, dopo le parole «terzo comma» sono aggiunte le
seguenti parole: «, o acquisiti ai sensi dell'articolo 18, comma 3,
lettera b), del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504».
10. All'articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. Se vi e'
pericolo per la riscossione, l'ufficio puo' provvedere, anche prima
della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la
tempestiva effettuazione dei versamenti delle imposte, dei contributi
e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute
alla fonte operate in qualita' di sostituto d'imposta.»;
b) nel comma 3 dopo le parole: «indicato nella dichiarazione,»
sono inserite le seguenti: «ovvero dai controlli eseguiti
dall'ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un'imposta o una
maggiore imposta,».
11. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 462, e successive modificazioni, dopo le parole: «controlli
automatici» sono inserite le seguenti: «, ovvero dei controlli
eseguiti dagli uffici,».
12. Il quarto comma dell'articolo 54 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
e' abrogato.
13. Il comma 5 dell'articolo 6 del decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle
politiche agricole e forestali 14 dicembre 2001, n. 454, e'
sostituito dal seguente:
«5. Il libretto di controllo, tenuto nel rispetto dei principi
fissati dall'articolo 2219 del codice civile, e' detenuto dal
titolare unitamente ai documenti fiscali a corredo ed e' dallo stesso
custodito per un periodo di cinque anni dalla data dell'ultima
scritturazione.».
14. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 605, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 6, primo comma, lettera e), le parole:
«concessioni in materia edilizia e urbanistica rilasciate ai sensi
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, relativamente ai beneficiari
delle concessioni e ai progettisti dell'opera», sono soppresse, e
sono aggiunte, in fine, le seguenti: «immatricolazione e
reimmatricolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi»;
b) nell'articolo 7, quinto comma, dopo le parole: «attivata
l'utenza» sono aggiunte le seguenti: «, dichiarati dagli utenti»;
c) nell'articolo 7, sesto comma, dopo le parole: «operazione di
natura finanziaria» sono aggiunte le seguenti: «ad esclusione di
quelle effettuate mediante versamento in conto corrente postale per
un importo unitario inferiore a 1.500 euro»;
d) nell'articolo 13, primo comma, lettera c), dopo le parole:
«codice fiscale», sono aggiunte le seguenti: «e i dati catastali di
cui all'articolo 7, comma 5».


Titolo II
RIFORMA DELLA RISCOSSIONE

Art. 3.
Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione

1. A decorrere dal 1° ottobre 2006, e' soppresso il sistema di
affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e
le funzioni relative alla riscossione nazionale sono attribuite
all'Agenzia delle entrate, che le esercita mediante la societa' di
cui al comma 2.
2. Per l'immediato avvio delle attivita' occorrenti al
conseguimento dell'obiettivo di cui al comma 1 ed al fine di un
sollecito riordino della disciplina delle funzioni relative alla
riscossione nazionale, volto ad adeguarne i contenuti al medesimo
obiettivo, l'Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della
previdenza sociale (I.N.P.S.) procedono, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, alla costituzione
della «Riscossione S.p.a.», con un capitale iniziale di 150 milioni
di euro.
3. All'atto della costituzione della Riscossione S.p.a. si procede
all'approvazione dello statuto ed alla nomina delle cariche sociali;
la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione e'
composta da dirigenti di vertice dall'Agenzia delle entrate e
dell'I.N.P.S. ed il presidente del collegio sindacale e' scelto tra i
magistrati della Corte dei conti.
4. La Riscossione S.p.a., anche avvalendosi di personale
dell'Agenzia delle entrate e dell'I.N.P.S. ed anche attraverso altre
societa' per azioni, partecipate ai sensi del comma 7:
a) effettua l'attivita' di riscossione mediante ruolo, con i
poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al
titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602, nonche' l'attivita' di cui all'articolo 4 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 237;
b) puo' effettuare:
1) le attivita' di riscossione spontanea, liquidazione ed
accertamento delle entrate, tributarie o patrimoniali, degli enti
pubblici, anche territoriali, e delle loro societa' partecipate;
2) altre attivita', strumentali a quelle dell'Agenzia delle
entrate, anche attraverso la stipula di appositi contratti di
servizio e, a tale fine, puo' assumere finanziamenti e svolgere
operazioni finanziarie a questi connesse.
5. Ai fini dell'esercizio dell'attivita' di cui al comma 4, lettera
a), il Corpo della Guardia di finanza, con i poteri e le facolta'
previste dall'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 19 marzo
2001, n. 68, attua forme di collaborazione con la Riscossione S.p.a.,
secondo le modalita' stabilite con decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze, sentito il comandante generale dello stesso Corpo
della Guardia di finanza ed il direttore dell'Agenzia delle entrate;
con lo stesso decreto possono, altresi', essere stabilite le
modalita' applicative agli effetti dell'articolo 27, comma 2, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488.
6. La Riscossione S.p.a. effettua le attivita' di riscossione senza
obbligo di cauzione ed e' iscritta di diritto, per le attivita' di
cui al comma 4, lettera b), n. 1), all'albo di cui all'articolo 53
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
7. La Riscossione S.p.a., previa formulazione di apposita proposta
diretta alle societa' concessionarie del servizio nazionale della
riscossione, puo' acquistare una quota non inferiore al 51 per cento
del capitale sociale di tali societa' ovvero il ramo d'azienda delle
banche che hanno operato la gestione diretta dell'attivita' di
riscossione, a condizione che il cedente, a sua volta, acquisti una
partecipazione al capitale sociale della stessa Riscossione S.p.a.;
il rapporto proporzionale tra i prezzi di acquisto determina le
percentuali del capitale sociale della Riscossione S.p.a. da
assegnare ai soggetti cedenti, ferma restando la partecipazione
pubblica in misura non inferiore al 51 per cento. Decorsi
ventiquattro mesi dall'acquisto, le azioni della Riscossione S.p.a.
cosi' trasferite ai predetti soci privati possono essere alienate a
terzi, con diritto di prelazione a favore dei soci pubblici.
8. Entro il 31 dicembre 2010, i soci pubblici della Riscossione
S.p.a. riacquistano le azioni cedute ai sensi del comma 7 a privati;
entro lo stesso termine la Riscossione S.p.a. acquista le azioni
eventualmente ancora detenute da privati nelle societa' da essa non
interamente partecipate.
9. I prezzi delle operazioni da effettuare ai sensi dei commi 7 e 8
sono stabiliti sulla base di criteri generali individuati da primarie
istituzioni finanziarie, scelte con procedure competitive.
10. A seguito degli acquisti delle societa' concessionarie previsti
dal comma 7, si trasferisce ai cedenti l'obbligo di versamento delle
somme da corrispondere a qualunque titolo in conseguenza
dell'attivita' di riscossione svolta fino alla data dell'acquisto,
nonche' di quelle dovute per l'eventuale adesione alla sanatoria
prevista dall'articolo 1, commi 426 e 426-bis, della legge
30 dicembre 2004, n. 311.
11. A garanzia delle obbligazioni derivanti dal comma 10, i
soggetti di cui allo stesso comma 10 prestano, fino al 31 dicembre
2010, con le modalita' stabilite dall'articolo 28 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112, ovvero mediante pegno su titoli
di Stato o garantiti dallo Stato o sulle proprie azioni della
Riscossione S.p.a., una cauzione per un importo pari al venti per
cento della garanzia prestata dalla societa' concessionaria; nel
contempo, tale ultima garanzia e' svincolata.
12. Per i ruoli consegnati fino al 31 agosto 2005 alle societa'
acquistate dalla Riscossione S.p.a. ai sensi del comma 7, le
comunicazioni di inesigibilita' sono presentate entro il 31 ottobre
2008.
13. Per effetto degli acquisti di cui al comma 7, relativamente a
ciascuno di essi:
a) le anticipazioni nette effettuate a favore dello Stato in
forza dell'obbligo del non riscosso come riscosso sono restituite, in
dieci rate annuali di pari importo, decorrenti dal 2008, ad un tasso
d'interesse pari all'euribor diminuito di 0,60 punti. La tipologia e
la data dell'euribor da assumere come riferimento sono stabilite con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze;
b) i provvedimenti di sgravio provvisorio e di dilazione relativi
alle quote cui si riferiscono le anticipazioni da restituire ai sensi
della lettera a) assumono il valore di provvedimenti di rimborso
definitivi;
c) gli importi riscossi in relazione alle quote non erariali
comprese nelle domande di rimborso e nelle comunicazioni di
inesigibilita' presentate prima della data di entrata in vigore del
presente decreto sono utilizzati ai fini della restituzione delle
relative anticipazioni nette, che avviene con una riduzione del 10
per cento e che, comunque, e' effettuata, a decorrere dal 2008, in
venti rate annuali, ad un tasso d'interesse pari all'euribor
diminuito di 0,50 punti; la tipologia e la data dell'euribor da
assumere come riferimento sono stabilite con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze;
d) la restituzione delle anticipazioni nette relative alle quote
non erariali gravate dall'obbligo del non riscosso come riscosso,
diverse da quelle di cui alla lettera c), avviene, per l'intero
ammontare di tali anticipazioni, con le modalita' e alle condizioni
previste dalla stessa lettera c), a decorrere dall'anno successivo a
quello di riconoscimento dell'inesigibilita'.
14. Il Ministro dell'economia e delle finanze rende annualmente al
Parlamento una relazione sullo stato dell'attivita' di riscossione; a
tale fine, l'Agenzia delle entrate fornisce allo stesso Ministro
dell'economia e delle finanze i risultati dei controlli da essa
effettuati sull'efficacia e sull'efficienza dell'attivita' svolta
dalla Riscossione S.p.a.
15. A decorrere dal 1° ottobre 2006, il Consorzio nazionale
concessionari - C.N.C., previsto dall'articolo 1, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 44, opera
in forma di societa' per azioni. Ai lavoratori dipendenti sono
applicate le condizioni normative, economiche, giuridiche e
previdenziali previste per i lavoratori di cui al comma 16.
16. Dal 1° ottobre 2006, i dipendenti delle societa' non acquistate
dalla Riscossione S.p.a., in servizio alla data del 31 dicembre 2004
con contratto di lavoro a tempo indeterminato e per i quali il
rapporto di lavoro e' ancora in essere alla predetta data del
1° ottobre 2006, sono trasferiti alla stessa Riscossione S.p.a.,
sulla base della valutazione delle esigenze operative di
quest'ultima, senza soluzione di continuita' e con garanzia della
posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla data di
entrata in vigore del presente decreto. Il predetto personale non
puo' essere trasferito senza consenso del lavoratore in altra sede
territoriale fino al 31 dicembre 2010. Resta fermo il riconoscimento
di miglioramenti economici contrattuali tabellari previsti dal
rinnovo in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto
nei limiti di quanto gia' concordato nel settore del credito.
17. Gli acquisti di cui al comma 7 lasciano immutata la posizione
giuridica, economica e previdenziale del personale maturata alla data
di entrata in vigore del presente decreto; a tali operazioni non si
applicano le disposizioni dell'articolo 47 della legge 29 dicembre
1990, n. 428.
18. Restano ferme le disposizioni relative al fondo di previdenza
di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 377, e successive modificazioni.
Alle prestazioni straordinarie di cui all'articolo 5, comma 1,
lettera b), n. 1), del decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze 24 novembre 2003, n. 375, sono ammessi i soggetti individuati
dall'articolo 2 del citato decreto n. 375 del 2003, per i quali la
relativa richiesta sia presentata entro dieci anni dalla data di
entrata in vigore dello stesso. Tali prestazioni straordinarie sono
erogate dal fondo costituito ai sensi del decreto n. 375 del 2003,
per un massimo di novantasei mesi dalla data di accesso alle stesse,
in favore dei predetti soggetti, che conseguano la pensione entro un
periodo massimo di novantasei mesi dalla data di cessazione del
rapporto di lavoro, su richiesta del datore di lavoro e fino alla
maturazione del diritto alla pensione di anzianita' o di vecchiaia.
19. Il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2004, con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, alle dipendenze
dell'associazione nazionale fra i concessionari del servizio di
riscossione dei tributi ovvero del consorzio di cui al comma 15
ovvero delle societa' da quest'ultimo partecipate, per il quale il
rapporto di lavoro e' in essere con la predetta associazione o con il
predetto consorzio alla data del 1° ottobre 2006 ed e' regolato dal
contratto collettivo nazionale di settore, e' trasferito, a decorrere
dalla stessa data del 1° ottobre 2006 alla Riscossione S.p.a. ovvero
alla societa' di cui al citato comma 15, senza soluzione di
continuita' e con garanzia della posizione giuridica, economica e
previdenziale maturata alla data di entrata in vigore del presente
decreto.
20. Le operazioni di cui ai commi 7, 8 e 15 sono escluse da ogni
imposta indiretta, diversa dall'imposta sul valore aggiunto, e da
ogni tassa.
21. La Riscossione S.p.a. assume iniziative idonee ad assicurare il
contenimento dei costi dell'attivita' di riscossione coattiva, tali
da assicurare, rispetto agli oneri attualmente iscritti nel bilancio
dello Stato per i compensi per tale attivita', risparmi pari ad
almeno 65 milioni di euro, per l'anno 2007, 160 milioni di euro per
l'anno 2008 e 170 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009.
22. Per lo svolgimento dell'attivita' di riscossione mediante
ruolo, la Riscossione S.p.a. e le societa' dalla stessa acquistate ai
sensi del comma 7 sono remunerate:
a) per gli anni 2007 e 2008, secondo quanto previsto
dall'articolo 4, commi 118 e 119, della legge 24 dicembre 2003, n.
350, ferme restando le disposizioni di cui al comma 21;
b) successivamente, ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
23. Le societa' partecipate dalla Riscossione S.p.a. ai sensi del
comma 7 restano iscritte all'albo di cui all'articolo 53, comma 1,
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, se nei loro
riguardi permangono i requisiti previsti per tale iscrizione.
24. Fino al momento dell'eventuale cessione, totale o parziale, del
proprio capitale sociale alla Riscossione S.p.a., ai sensi del comma
7, o contestualmente alla stessa, le societa' concessionarie possono
trasferire ad altre societa' il ramo d'azienda relativo alle
attivita' svolte in regime di concessione per conto degli enti
locali, nonche' a quelle di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. In questo caso:
a) fino al 31 dicembre 2008 ed in mancanza di diversa
determinazione degli stessi enti, le predette attivita' sono gestite
dalle societa' cessionarie del predetto ramo d'azienda, se queste
ultime possiedono i requisiti per l'iscrizione all'albo di cui al
medesimo articolo 53, comma 1, del decreto legislativo n. 446 del
1997, in presenza dei quali tale iscrizione avviene di diritto;
b) la riscossione coattiva delle entrate di spettanza dei
predetti enti e' effettuata con la procedura indicata dal regio
decreto 14 aprile 1910, n. 639, salvo che per i ruoli consegnati fino
alla data del trasferimento, per i quali il rapporto con l'ente
locale e' regolato dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e
si procede nei confronti dei soggetti iscritti a ruolo sulla base
delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 602, applicabili alle citate entrate ai sensi
dell'articolo 18 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.
25. Fino al 31 dicembre 2008, in mancanza di trasferimento
effettuato ai sensi del comma 24 e di diversa determinazione
dell'ente creditore, le attivita' di cui allo stesso comma 24 sono
gestite dalla Riscossione S.p.a. o dalle societa' dalla stessa
partecipate ai sensi del comma 7.
26. Relativamente alle societa' concessionarie delle quali la
Riscossione S.p.a. non ha acquistato, ai sensi del comma 7, almeno il
51 per cento del capitale sociale, la restituzione delle
anticipazioni nette effettuate in forza dell'obbligo del non riscosso
come riscosso avviene:
a) per le anticipazioni a favore dello Stato, nel decimo anno
successivo a quello di riconoscimento dell'inesigibilita';
b) per le restanti anticipazioni, nel ventesimo anno successivo a
quello di riconoscimento dell'inesigibilita'.
27. Le disposizioni del presente articolo, relative ai
concessionari del servizio nazionale della riscossione, trovano
applicazione, se non diversamente stabilito, anche nei riguardi dei
commissari governativi delegati provvisoriamente alla riscossione.
28. A decorrere dal 1° ottobre 2006, i riferimenti contenuti in
norme vigenti ai concessionari del servizio nazionale della
riscossione si intendono riferiti alla Riscossione S.p.a. ed alle
societa' dalla stessa partecipate ai sensi del comma 7, anche ai fini
di cui all'articolo 9 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, ed
all'articolo 23-decies, comma 6, del decreto-legge 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004,
n. 47; per l'anno 2005 nulla e' mutato quanto agli obblighi
conseguenti all'applicazione delle predette disposizioni.
29. Ai fini di cui al capo II del decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, la Riscossione S.p.a. e le societa' dalla stessa
partecipate ai sensi del comma 7 sono equiparate ai soggetti
pubblici; ad esse si applicano altresi' le disposizioni previste
dall'articolo 66 dello stesso decreto legislativo n. 196 del 2003.
30. Entro il 31 marzo 2006 il presidente del consorzio di cui al
comma 15 provvede all'approvazione del bilancio di cui all'articolo
10, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica
28 gennaio 1988, n. 44.
31. Agli acquisti di cui al comma 7 non si applicano le
disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, relative
all'obbligo di preventiva autorizzazione.
32. Nei confronti delle societa' partecipate dalla Riscossione
S.p.a. ai sensi del comma 7 non si applicano altresi' le disposizioni
di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
33. Ai fini di cui al comma 1, si applicano, per il passaggio dei
residui di gestione, le disposizioni previste dagli articoli 14 e 16
del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
34. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, cessano di trovare applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.
112.
35. In deroga a quanto previsto dal comma 13, lettera c), restano
ferme le convenzioni gia' stipulate ai sensi dell'articolo 61 del
decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e dell'articolo 79, comma
5, della legge 21 novembre 2000, n. 342.
36. Al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 18:
1) al comma 1, le parole da: «agli uffici» a: «telematica» sono
sostituite dalle seguenti: «, gratuitamente ed anche in via
telematica, a tutti i dati rilevanti a tali fini, anche se detenuti
da uffici pubblici»;
2) al comma 3, dopo la parola: «decreto», sono inserite le
seguenti: «di natura non regolamentare»;
3) dopo il comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente: «3-bis.
I concessionari possono procedere al trattamento dei dati acquisiti
ai sensi dei commi 1 e 2 senza rendere 1'informativa di cui
all'articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.»;
b) nell'articolo 19, comma 2, lettera d-bis), dopo la parola:
«segnalazioni», sono inserite le seguenti: «di azioni esecutive e
cautelari»;
c) nell'articolo 20, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. Il controllo di cui al comma 1 e' effettuato a campione,
sulla base dei criteri stabiliti da ciascun ente creditore.»;
d) nell'articolo 59:
1) e' abrogato il comma 4-bis;
2) il comma 4-quater, e' sostituito dal seguente: «4-quater.
Per i ruoli consegnati fino al 30 giugno 2003 la comunicazione di
inesigibilita' di cui all'articolo 19, comma 2, lettera c), e'
presentata entro il 30 giugno 2006.»;
3) al comma 4-quinquies, le parole: «1° ottobre 2005» sono
sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2006».
37. All'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 118:
1) le parole: «Nell'anno 2004» sono sostituite dalle seguenti:
«Negli anni 2004, 2005 e 2006»;
2) dopo le parole: «un importo», e' inserita la seguente:
«annuo»;
b) nel comma 119, la parola: «2004» e' sostituita dalle seguenti:
«degli anni 2004, 2005 e 2006».
38. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 426, secondo periodo, le parole: «20 novembre 2004»
sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2005»;
b) nel comma 426-bis:
1) le parole da: «30 ottobre 2003» a: «20 novembre 2004» sono
sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2003»;
2) le parole: «30 ottobre 2006» sono sostituite dalle seguenti:
«30 settembre 2006»;
3) le parole: «1° novembre 2006» sono sostituite dalle
seguenti: «1° ottobre 2006»;
c) dopo il comma 426-bis e' inserito il seguente: «426-ter. Le
somme versate ai sensi del comma 426 rilevano, nella misura del
cinquanta per cento, ai fini della determinazione del reddito delle
societa' che provvedono a tale versamento.»;
d) nel comma 427, le parole: «31 dicembre» sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre».
39. All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 17 giugno 2005, n.
106, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n.
156, le parole: «30 settembre 2005» sono sostituite dalle seguenti:
«29 dicembre 2005».
40. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 47, sono inseriti i seguenti: «Art. 47-bis
(Gratuita' di altre attivita' e misura dell'imposta di registro sui
trasferimenti coattivi di beni mobili). 1. I competenti uffici
dell'Agenzia del territorio rilasciano gratuitamente ai concessionari
le visure ipotecarie e catastali relative agli immobili dei debitori
iscritti a ruolo e dei coobbligati e a svolgere gratuitamente le
attivita' di cui all'articolo 79, comma 2.
2. Ai trasferimenti coattivi di beni mobili non registrati, la cui
vendita e' curata dai concessionari, l'imposta di registro si applica
nella misura fissa di dieci euro.»;
b) dopo l'articolo 72, e' inserito il seguente: «72-bis
(Espropriazione del quinto dello stipendio e di altri emolumenti
connessi ai rapporti di lavoro). 1. L'atto di pignoramento del quinto
dello stipendio contiene, in luogo della citazione di cui
all'articolo 543, secondo comma, n. 4), del codice di procedura
civile, l'ordine al datore di lavoro di pagare direttamente al
concessionario, fino a concorrenza del credito per il quale si
procede e fermo restando quanto previsto dall'articolo 545, commi
quarto, quinto e sesto dello stesso codice di procedura civile,
l'ordine di pagare:
a) nel termine di quindici giorni dalla notifica del predetto
atto, il quinto degli stipendi non corrisposti per i quali, sia
maturato, anteriormente alla data di tale notifica, il diritto alla
percezione;
b) alle rispettive scadenze, il quinto degli stipendi da
corrispondere e delle somme dovute a seguito della cessazione del
rapporto di lavoro.».
41. Le disposizioni dell'articolo 86 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si interpretano nel senso
che, fino all'emanazione del decreto previsto dal comma 4 dello
stesso articolo, il fermo puo' essere eseguito dal concessionario sui
veicoli a motore nel rispetto delle disposizioni, relative alle
modalita' di iscrizione e di cancellazione ed agli effetti dello
stesso, contenute nel decreto del Ministro delle finanze 7 settembre
1998, n. 503.
42. All'articolo 39, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, le parole da: «gia» a: «2004,»
sono sostituite dalla seguente: «autorizzati».


Titolo III
PEREQUAZIONE DELLE BASI IMPONIBILI


Art. 4.
Ambito di applicazione

1. In anticipazione del disegno di perequazione delle basi
imponibili contenuto nella legge finanziaria per l'anno 2006, operano
le disposizioni del presente titolo.

Art. 5.
Plusvalenze finanziarie delle societa'

1. Al testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) l'articolo 64, comma 1, e' sostituito dal seguente: 1. «Le
minusvalenze realizzate relative a partecipazioni con i requisiti di
cui all'articolo 87, comma 1, lettere b), c) e d), possedute
ininterrottamente dal primo giorno del dodicesimo mese precedente
quello dell'avvenuta cessione, considerando cedute per prime le
azioni o quote acquisite in data piu' recente, ed i costi
specificamente inerenti al realizzo di tali partecipazioni, sono
indeducibili in misura corrispondente alla percentuale di cui
all'articolo 58, comma 2.»;
b) all'articolo 87, comma 1, nell'alinea, dopo le parole: «Non
concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti»
sono inserite le seguenti: «nella misura del 95 per cento»; nello
stesso comma, lettera a), la parola: «dodicesimo» e' sostituita dalla
seguente: «diciottesimo»;
c) all'articolo 97, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. Agli effetti del comma 1, il requisito di cui all'articolo
87, comma 1, lettera a), si intende conseguito qualora le
partecipazioni sono possedute ininterrottamente dal primo giorno del
dodicesimo mese precedente quello della fine del periodo d'imposta.»;
d) all'articolo 101, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. Per i beni di cui all'articolo 87, fermi restando i requisiti
ivi previsti alle lettere b), c) e d), l'applicazione del comma 1 e'
subordinata all'ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo
mese precedente quello dell'avvenuta cessione, considerando cedute
per prime le azioni o quote acquisite in data piu' recente.».
2. All'articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo
12 dicembre 2003, n. 344, la parola: «secondo» e' sostituita dalla
seguente: «quarto».
3. Le disposizioni di cui al comma 1 hanno effetto per le cessioni
effettuate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.

Art. 6.
Banche ed assicurazioni

1. All'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Non si
tiene conto delle svalutazioni, delle riprese di valore e degli
accantonamenti effettuati ai sensi dell'articolo 16, comma 9, ultimo
periodo, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173.».
2. All'articolo 111 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, al comma 3 le parole: «in misura pari al 90 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «in misura pari al 60 per cento».
3. All'articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «0,60 per cento», ovunque
ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «0,40 per cento».
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto.

Art. 7.
Spese di manutenzione degli immobili di proprieta' delle imprese

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 90, comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «In caso di immobili locati, qualora il canone risultante
dal contratto di locazione ridotto, fino ad un massimo del 15 per
cento del canone medesimo, dell'importo delle spese documentate
sostenute ed effettivamente rimaste a carico per la realizzazione
degli interventi di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 3
del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,
risulti superiore al reddito medio ordinario dell'unita' immobiliare,
il reddito e' determinato in misura pari a quella del canone di
locazione al netto di tale riduzione.»;
b) nell'articolo 144, comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Per i redditi derivanti da immobili locati non relativi
all'impresa si applicano comunque le disposizioni dell'articolo 90,
comma 1, ultimo periodo.».
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto.


Titolo IV
PREVIDENZA E SANITA'

Art. 8.
Compensazioni alle imprese che conferiscono il TFR a forme
pensionistiche complementari

1. E' istituito un Fondo di garanzia per agevolare l'accesso al
credito delle aziende che conferiscono il trattamento di fine
rapporto a forme pensionistiche complementari. Il predetto Fondo e'
alimentato da un contributo dello Stato, per il quale e' autorizzata
la spesa di 154 milioni di euro per il 2006, 347 milioni di euro per
il 2007, 424 milioni di euro per ciascuno degli anni tra il 2008 ed
il 2010 e 243 milioni di euro per il 2011, comprensivi dei costi di
gestione. La garanzia del Fondo copre l'intero ammontare dei
finanziamenti concessi a fronte dei conferimenti effettuati dalle
imprese nel periodo 2006-2010 e dei relativi interessi. I criteri e
le modalita' di funzionamento e di gestione del Fondo sono stabiliti
con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il Ministro delle attivita' produttive. Con lo
stesso decreto sono stabilite anche le modalita' di recupero dei
crediti erariali, prevedendo eventualmente anche il ricorso
all'iscrizione a ruolo, ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43.
2. In relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai datori
di lavoro per il versamento di quote di TFR alle forme pensionistiche
complementari, a decorrere dal 1° gennaio 2006, e' riconosciuto, in
funzione compensativa, l'esonero dal versamento dei contributi
sociali da parte degli stessi datori di lavoro dovuti alla gestione
di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun
lavoratore, nella misura dei punti percentuali indicati nell'allegata
Tabella A, applicati nella stessa percentuale di TFR maturando
conferito alle forme pensionistiche complementari. L'esonero
contributivo di cui al presente comma si applica, prioritariamente
considerando, nell'ordine, i contributi dovuti per assegni familiari,
per maternita' e per disoccupazione e in ogni caso escludendo il
contributo al fondo di garanzia di cui all'articolo 2 della legge
29 maggio 1982, n. 297, nonche' il contributo di cui all'articolo 25,
quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845. Qualora l'esonero
di cui al presente comma non trovi capienza con riferimento ai
contributi effettivamente dovuti dal datore di lavoro, per il singolo
lavoratore, alla gestione di cui all'articolo 24 della citata legge
n. 88 del 1989, l'importo differenziale e' trattenuto, a titolo di
esonero contributivo, dal datore di lavoro sull'ammontare complessivo
dei contributi dovuti all'I.N.P.S. medesimo. L'onere derivante dal
presente articolo e' valutato in 46 milioni di euro per l'anno 2006,
53 milioni di euro per l'anno 2007 e 176 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2008.
3. All'articolo 50, comma 1-bis, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, le parole: «31 dicembre 2005» sono sostituite dalle
seguenti: «30 giugno 2006».

Art. 9.
Potenziamento di strumenti di programmazione finanziaria nel settore
sanitario

1. Al fine di garantire nel settore sanitario la corretta e
ordinata gestione delle risorse programmate nell'ambito del livello
di finanziamento cui concorre lo Stato, di cui all'articolo 1, comma
164, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche' il rispetto del
relativo equilibrio economico-finanziario, a decorrere dal biennio
economico 2006-2007, per le regioni al cui finanziamento concorre lo
Stato, nel rispetto della propria autonomia contabile, costituisce
obbligo ai fini dell'accesso al finanziamento integrativo a carico
dello Stato secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 173, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dalla conseguente Intesa
Stato-Regioni del 23 marzo 2005, la costituzione di accantonamenti
nel proprio bilancio delle somme necessarie alla copertura degli
oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali per il
personale dipendente del Servizio sanitario nazionale (SSN) e degli
accordi collettivi nazionali per il personale convenzionato con il
SSN, nell'ambito del proprio territorio, quantificati sulla base dei
parametri previsti dai documenti di finanza pubblica. Ciascuna
regione da' evidenza di tale accantonamento nel modello CE
riepilogativo regionale di cui al decreto del Ministro della sanita'
in data 16 febbraio 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 2001, e al decreto del
Ministro della sanita' in data 28 maggio 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2001. Qualora dai dati del
monitoraggio trimestrale in sede di verifica delle certificazioni
trimestrali di accompagnamento del conto economico, di cui
all'articolo 6 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, si
evidenzi il mancato o parziale accantonamento, il Ministro della
salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
segnala alla regione tale circostanza.
2. Al fine di garantire nel settore sanitario la corretta e
ordinata gestione delle risorse programmate nell'ambito del livello
di finanziamento cui concorre lo Stato, di cui all'articolo 1, comma
164, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche' il rispetto del
relativo equilibrio economico-finanziario, per l'anno 2005, per le
regioni al cui finanziamento concorre lo Stato, nel rispetto della
propria autonomia contabile, costituisce obbligo ai fini dell'accesso
al finanziamento integrativo a carico dello Stato, secondo quanto
previsto dall'articolo 1, comma 173, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, e dalla conseguente Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, la
costituzione di accantonamenti nel proprio bilancio delle somme
necessarie alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei
contratti collettivi nazionali della dirigenza medico-veterinaria,
della dirigenza dei ruoli sanitario, tecnico ed amministrativo e del
personale del comparto del SSN, biennio economico 2004-2005,
nell'ambito del proprio territorio, quantificati sulla base dei
parametri previsti dai documenti di finanza pubblica. Ciascuna
regione da' evidenza di tale accantonamento nel modello CE
riepilogativo regionale di cui ai citati decreti in data 16 febbraio
2001 e 28 maggio 2001. Qualora dai dati del monitoraggio trimestrale
in sede di verifica delle certificazioni trimestrali di
accompagnamento del conto economico, di cui all'articolo 6
dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, si evidenzi il mancato o
parziale accantonamento, il Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, segnala alla regione tale
circostanza.

Art. 10.
Trasferimento all'I.N.P.S. di competenze in materia di invalidita'
civile e certificazione di regolarita' contributiva ai fini dei
finanziamenti comunitari.

1. L'Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.)
subentra nell'esercizio delle funzioni residuate allo Stato in
materia di invalidita' civile, cecita' civile, sordomutismo, handicap
e disabilita', gia' di competenza del Ministero dell'economia e delle
finanze.
2. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, e' stabilita la data di effettivo esercizio da
parte dell'I.N.P.S. delle funzioni trasferite e sono individuate le
risorse, umane, strumentali e finanziarie da trasferire.
3. Il personale trasferito ai sensi del comma 2 conserva il
trattamento giuridico ed economico in godimento fino al rinnovo del
contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto
degli enti pubblici non economici, in cui il personale trasferito
dovra' confluire. A seguito del trasferimento del personale sono
ridotte in maniera corrispondente le dotazioni organiche del
Ministero dell'economia e delle finanze e le relative risorse sono
trasferite all'I.N.P.S.
4. Fino alla data stabilita con i decreti di cui al comma 2, resta
fermo, in materia processuale, quanto stabilito dall'articolo 42,
comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
5. Per le controversie instaurate nel periodo compreso tra la data
di entrata in vigore del presente decreto e la data di effettivo
esercizio da parte dell'I.N.P.S. delle funzioni trasferite, la difesa
in giudizio del Ministero dell'economia e delle finanze e' assunta,
ai sensi del predetto articolo 42, comma 1, del citato decreto-legge
n. 269 del 2003, da propri funzionari ovvero da avvocati dipendenti
dall'I.N.P.S.
6. A decorrere dalla data di effettivo esercizio da parte
dell'I.N.P.S. delle funzioni trasferite gli atti introduttivi dei
procedimenti giurisdizionali in materia di invalidita' civile,
cecita' civile, sordomutismo, handicap e disabilita', nonche' le
sentenze ed ogni provvedimento reso in detti giudizi devono essere
notificati anche all'I.N.P.S. La notifica va effettuata sia presso
gli Uffici dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'articolo 11 del
regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, sia presso le sedi
provinciali dell'I.N.P.S. Nei procedimenti giurisdizionali di cui al
presente comma l'I.N.P.S. e' liteconsorte necessario ai sensi
dell'articolo 102 del codice di procedura civile e, limitatamente al
giudizio di primo grado, e' rappresentato e difeso direttamente da
propri dipendenti.
7. Per accedere ai benefici ed alle sovvenzioni comunitarie le
imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il documento
unico di regolarita' contributiva di cui all'articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266.

Art. 11.
Totalizzazione dei periodi assicurativi ed integrazione tabella C
della legge 30 dicembre 2004, n. 311

1. Ai fini della copertura finanziaria degli oneri derivanti
dall'esercizio del criterio di delega di cui all'articolo 1, comma 2,
lettera o), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e' autorizzata la
spesa di 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2006.
2. La dotazione relativa all'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 9-ter della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni ed integrazioni, come determinata dalla tabella C della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e' integrata dell'importo di 40
milioni di euro per l'anno 2005.

Art. 12.
Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente decreto, pari
a 190 milioni di euro per l'anno 2005, 412 milioni di euro per l'anno
2006, 655 milioni di euro per l'anno 2007 e 987 milioni di euro a
decorrere dal 2008, si provvede:
a) per l'anno 2005, quanto a 190 milioni di euro, mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 2, comma 14, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
b) per gli anni successivi, quanto a 86 milioni di euro a
decorrere dal 2006, mediante utilizzo di parte delle risorse
riveniente dalla soppressione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 59, comma 4-bis, del decreto legislativo 13 aprile 1999,
n. 112, prevista dall'articolo 3, comma 36, lettera d), numero 1);
c) quanto a 65 milioni di euro per il 2007 e 160 milioni di euro
a decorrere dal 2008, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112, in relazione a quanto disposto
dall'articolo 3, comma 21;
d) quanto a 326 milioni di euro per il 2006, 504 milioni di euro
per il 2007 e 741 milioni di euro a decorrere dal 2008, mediante
utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dal presente decreto.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 13.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 30 settembre 2005

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Tabella A
vista dall'art. 8, comma 2)


2006 | 0,12 punti percentuali
2007 |0,16 punti percentuali 2008 |0,19 punti percentuali 2009 |0,21 punti percentuali 2010 |0,23 punti percentuali 2011 |0,25 punti percentuali 2012 |0,26 punti percentuali 2013 |0,27 punti percentuali dal 2014 |0,28 punti percentuali


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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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