Richiesta di estradizione entro 40 giorni dall'arresto: pena la scarcerazione - Cassazione n. 9092/2013
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Articolo del 04/03/2013 Autore Avv. Barbara Maria Grana Altri articoli dell'autore


Estradizione. La scarcerazione, se la richiesta arriva dopo 40 giorni.

 La Corte di Cassazione con sentenza n. 9092 del 2013, della sesta sezione penale, ha affermato che la domanda da parte dello Stato estero per la consegna dello straniero arrestato in Italia, deve essere presentata presso il ministero della Giustizia italiano entro 40 giorni dall’arresto stesso.

Il caso di specie tratta la vicenda di un cittadino turco, arrestato in Italia, per il quale era stata richiesta l’estradizione, che presentava un ricorso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Genova che respingeva la richiesta di scarcerazione per l’inosservanza degli artt. 12 e 16 della Convenzione Europea sull’estradizione, del 13 dicembre 1957, entrata in vigore per l’Italia il 4 novembre 1963.

La Convenzione prevede: “che l’arresto provvisorio di un soggetto ricercato in ambito internazionale potrà cessare  entro 18 giorni dall’arresto, se la Parte richiesta non sia investita della domanda di estradizione, e di relativi documenti, ed in ogni caso la durata dell’arresto non potrà superare i 40 giorni.”

Secondo la Convenzione europea di estradizione, ove sia stata applicata provvisoriamente una misura secondo l’art. 715 Codice di procedura penale prima che la domanda di estradizione sia sopraggiunta , questa deve essere revocata, quindi se la presentazione della domanda di consegna era stata inviata oltre il termine di 40 giorni  decorrente dal giorno di arresto, il ricorrente aveva diritto ad essere rilasciato.

Se ne desume che per ricevere la richiesta di estradizione da parte dello Stato estero, il termine dei 40 giorni, decorre dal giorno dell’arresto stesso e non da quello della comunicazione dello Stato richiedente .

L’arresto di un ricercato internazionale potrà cessare, se non sia stata presentata la domanda di estradizione e dei relativi documenti giustificativi.

La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso fondato, è irrilevante che la domanda sia pervenuta all’organizzazione internazionale della polizia ( Interpol), competente solo per gli arresti provvisori,  o ad altra diversa autorità dal Ministero della Giustizia o degli Esteri ( o sue rappresentanze).

Né ha alcuna importanza un secondo arresto, che può avvenire solo dopo la domanda di estradizione.

La Corte, con la sentenza 9092/2013, depositata il 25 febbraio, ha affermato: “ …gli Stati che hanno aderito alla Convenzione di estradizione, tra l’Italia e la Turchia resta dunque stabilito che l’arresto provvisorio ai fini estradizionali cessa di avere effetto ( con conseguenza liberazione del soggetto arrestato) se entro il termine perentorio di 40 giorni dall’esecuzione dell’arresto la Parte richiesta non sia sta investita della domanda di estradizione”.

Non è pertinente il richiamo all’art. 16 comma 3, della Convenzione europea di estradizione che si riferisce alla diversa procedura di trasmissione della domanda di arresto provvisorio che potrà avvenire mediante l’Interpol.

Pertanto l’ordinanza impugnata deve essere annullata senza rinvio con immediata scarcerazione del ricorrente , se non detenuto per altra causa.

 

 


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