Responsabilità dei genitori per reati del figlio: omessa educazione
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Articolo del 13/02/2013 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


I genitori rispondono giuridicamente del reato commesso dal figlio minore per “omessa educazione”!

Le colpe dei padri – dice Geremia nella Bibbia – ricadono 
sui figli. Ma talvolta anche quelle dei figli ricadono sui padri. I 
genitori sono infatti responsabili delle azioni commesse dal figlio 
minore d’età. L’unico modo, per questi, di evitare una condanna a 
risarcire i danni provocati dalle malefatte del minorenne, è di 
provare, davanti al giudice, di “non aver potuto impedire il fatto” ( 
ex art. 2048 cod. civ.)

Un’applicazione di tale principio, per esempio, l’ha recentemente fornita il Tribunale di Genova, in una sentenza dello scorso 21 gennaio. Il magistrato ha ritenuto responsabili i genitori di un ragazzo che aveva accoltellato un coetaneo per futili motivi.

Corrisponderanno, così, un maxi risarcimento i genitori del giovane che aveva accoltellato un coetaneo; per non aver dimostrato in giudizio di aver educato per bene il figlio, dovranno ora rispondere delle conseguenze civili della sua condotta illecita.

Onde dimostrare di aver fatto di tutto per “impedire il fatto” (pur trattandosi di un evento, quello di una coltellata, in sé imprevedibile e inevitabile), i genitori dovevano provare – secondo l’interpretazione del Tribunale ligure - di aver dato al ragazzo una educazione consona e matura. E questo, si legge in sentenza, non è avvenuto.
 
Secondo il Tribunale esaminante, la mancanza di educazione potrebbe, per esempio, desumersi:
a) dalle modalità con cui è avvento l’illecito: modalità che, nel caso di specie, hanno dimostrato l’incapacità del reo di rapportarsi ad altre persone;
b) da una perizia sul minore disposta dal giudice: anche su questo versante, il giovane presentava una grave immaturità sul piano cognitivo e affettivo. Il perito ha infatti ricondotto le lacune formative alla provenienza da una famiglia “morbosamente chiusa” in sé stessa.

In conclusione, se dai “deficit” della personalità del figlio minore derivino conseguenze dannose per terzi soggetti, i genitori devono risarcire tutti i conseguenti danni patrimoniali e morali da lui provocati, salvo dimostrino di avergli fornito una corretta educazione.

Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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