Controversie tributarie: Inammissibilità del ricorso sprovvisto di reclamo
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Articolo del 28/05/2012 Autore Dott.ssa Fabrizia Gaia Postiglione Altri articoli dell'autore


Inammissibilità del ricorso sprovvisto di reclamo e relative problematiche costituzionali del nuovo strumento deflattivo

Dal 1 aprile 2012, l' art. 17 bis del D. Lgs. n. 546/92 (inserito dall’art. 39, comma 9 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011) prevede l'obbligo del reclamo per le controversie in materia tributaria.

Gli atti soggetti alla predetta procedura sono quelli di cui all`articolo 19 del D. Lgs. 546/1992 (esclusi gli atti di recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili in esecuzione di una decisione della Commissione Europea) emessi dall`Agenzia delle Entrate per cui il valore della lite sia minore o uguale a € 20.000,00 notificati a partire dal 1° aprile 2012.

Questa fase amministrativa, pur precedendo la fase contenziosa vera e propria, rischia di trasformarsi in un vero e proprio giudizio il quale però presenterebbe alcuni profili di incostituzionalità.
Il nuovo istituto impone al contribuente, a pena di inammissibilità  di un eventuale ricorso futuro, di formulare o una proposta di mediazione ( con relativa rideterminazione della somma contestata) o di annullamento.

L'Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti attraverso la Circolare 9/E del 16 marzo 2012 richiamando alcune sentenze della Corte Costituzionale (sentenze n. 93 del 26 luglio 1979 e n. 15 del 18 gennaio 1991)che ribadiscono le motivazioni che hanno spinto il legislatore a utilizzare questo nuovo strumento deflattivo.
Nel caso di specie si fa riferimento alle ipotesi secondo cui “la previsione normativa della possibilità, per l’Agenzia delle Entrate, di esaminare preventivamente le doglianze che il contribuente intende proporre innanzi al Giudice tributario risponde ad esigenze riconosciute come costituzionalmente rilevanti. In proposito si ricorda che, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale, il legislatore può ritenere opportuno, nell’interesse dello stesso ricorrente, che la fase giudiziaria sia preceduta da un esame della potenziale controversia in sede amministrativa, oltre che allo scopo di realizzare la giustizia nell’ambito della pubblica Amministrazione, anche per evitare lunghe e dispendiose procedure giudiziarie, che potrebbero compromettere la funzionalità del servizio".

A differenza degli altri istituti fino ad oggi utilizzati (conciliazione, autotutela e concordato), il reclamo dovrà essere presentato dinanzi a Funzionari diversi rispetto a quelli che hanno emesso l'atto impositivo e dovrà essere identico al ricorso che eventualmente si proporrà in una fase successiva.
La predetta sentenza della Corte Costituzionale richiama le "esigenze riconosciute come costituzionalmente rilevanti" ma queste potrebbero in realtà determinare nel caso di specie, al contrario, una evidente incostituzionalità del reclamo stesso a discapito del contribuente.
Analizzando infatti la grave sanzione disposta al comma 2 del Dlgs che lo istituisce (il quale nello specifico stabilisce che “ la presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso. L’inammissibilità è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.”) emerge chiaramente la posizione di svantaggio del contribuente il quale è obbligato a esperire la procedura di reclamo definendo, di conseguenza, la strategia difensiva in una fase anteriore al contenzioso vero e proprio.

Si potrebbe quindi ravvisare una violazione delle norme costituzionali (Artt. 3, 24 e 113 Cost) che garantiscono l'uguaglianza dinanzi alla legge e la relativa tutela dei diritti.
E' opportuno sottolineare che il reclamo si istaura in una fase in cui l'accertamento è ancora da valutare e, di conseguenza, la sanzione dell'inammissibilità appare non solo sproporzionata ma soprattutto non consona al grado di giudizio .

Disposizioni normative:
Art. 17-bis (Il reclamo e la mediazione) - 1. Per le
controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad
atti emessi dall'Agenzia delle entrate, chi intende proporre ricorso
e' tenuto preliminarmente a presentare reclamo secondo le
disposizioni seguenti ed e' esclusa la conciliazione giudiziale di
cui all'articolo 48.
2. La presentazione del reclamo e' condizione di ammissibilita'
del ricorso. L'inammissibilita' e' rilevabile d'ufficio in ogni stato
e grado del giudizio.
3. Il valore di cui al comma 1 e' determinato secondo le
disposizioni di cui al comma 5 dell'articolo 12.
4. Il presente articolo non si applica alle controversie di cui
all'articolo 47-bis.
5. Il reclamo va presentato alla Direzione provinciale o alla
Direzione regionale che ha emanato l'atto, le quali provvedono
attraverso apposite strutture diverse ed autonome da quelle che
curano l'istruttoria degli atti reclamabili.
6. Per il procedimento si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 12,18, 19, 20, 21 e al comma 4 dell'articolo 22, in quanto
compatibili.
7. Il reclamo puo' contenere una motivata proposta di mediazione,
completa della rideterminazione dell'ammontare della pretesa.
8. L'organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo
volto all'annullamento totale o parziale dell'atto, ne' l'eventuale
proposta di mediazione, formula d'ufficio una proposta di mediazione
avuto riguardo all'eventuale incertezza delle questioni controverse,
al grado di sostenibilita' della pretesa e al principio di
economicita' dell'azione amministrativa. Si applicano le disposizioni
dell'articolo 48, in quanto compatibili.
9. Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato
l'accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la
mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. I termini di
cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data. Se l'Agenzia
delle entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti
termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di
accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla
notificazione dell'atto di accoglimento parziale.
10. Nelle controversie di cui al comma 1 la parte soccombente e'
condannata a rimborsare, in aggiunta alle spese di giudizio, una
somma pari al 50 per cento delle spese di giudizio a titolo di
rimborso delle spese del procedimento disciplinato dal presente
articolo. Nelle medesime controversie, fuori dei casi di soccombenza
reciproca, la commissione tributaria, puo' compensare parzialmente o
per intero le spese tra le parti solo se ricorrono giusti motivi,
esplicitamente indicati nella motivazione, che hanno indotto la parte
soccombente a disattendere la proposta di mediazione.".
10. Ai rappresentanti dell'ente che concludono la mediazione o
accolgono il reclamo si applicano le disposizioni di cui all'articolo
29, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
11. Le disposizioni di cui al comma 9 si applicano con riferimento
agli atti suscettibili di reclamo notificati a decorrere dal 1°
aprile 2012.
12. Al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e
quindi concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla
proficua e spedita gestione del procedimento di cui al comma 9 le
liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui e' parte
l'Agenzia delle entrate, pendenti alla data del 1° maggio 2011
dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni
grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere
definite, a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo
del giudizio, con il pagamento delle somme determinate ai sensi
dell'articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. A tale fine,
si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 16, con le
seguenti specificazioni:
a) le somme dovute ai sensi del presente comma sono versate entro
il 30 novembre 2011 in unica soluzione;
b) la domanda di definizione e' presentata entro il 31 marzo
2012;
c) le liti fiscali che possono essere definite ai sensi del
presente comma sono sospese fino al 30 giugno 2012. Per le stesse
sono altresi' sospesi, sino al 30 giugno 2012 i termini per la
proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per
cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i
termini per la costituzione in giudizio;
d) gli uffici competenti trasmettono alle commissioni tributarie,
ai tribunali e alle corti di appello nonche' alla Corte di
cassazione, entro il 15 luglio 2012, un elenco delle liti pendenti
per le quali e' stata presentata domanda di definizione. Tali liti
sono sospese fino al 30 settembre 2012. La comunicazione degli uffici
attestante la regolarita' della domanda di definizione ed il
pagamento integrale di quanto dovuto deve essere depositata entro il
30 settembre 2012. Entro la stessa data deve essere comunicato e
notificato l'eventuale diniego della definizione;
e) restano comunque dovute per intero le somme relative al
recupero di aiuti di Stato illegittimi;
f) con uno o piu' provvedimenti del direttore dell'agenzia delle
entrate sono stabilite le modalita' di versamento, di presentazione
della domanda di definizione ed ogni altra disposizione applicativa
del presente comma.
13. Al fine di razionalizzare il sistema di riscossione delle
entrate patrimoniali dello Stato e di garantirne efficienza ed
economicita', entro il 31 dicembre 2011, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' per il
trasferimento, anche graduale, delle attivita' di accertamento,
liquidazione e riscossione, spontanea o coattiva, di entrate
erariali, diverse da quelle tributarie e per contributi previdenziali
e assistenziali obbligatori, da Equitalia S.p.a., nonche' dalle
societa' per azioni dalla stessa partecipate ai sensi dell'articolo
3, comma 7, del decreto- legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, ad enti e
organismi pubblici muniti di idonee risorse umane e strumentali. Con
il medesimo decreto, tali enti e organismi pubblici potranno essere
autorizzati a svolgere l'attivita' di riscossione con le modalita' di
cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.


Dott.ssa Fabrizia Gaia Postiglione
P. avvocato

www.postiglione-associati.it
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