Non è annullabile l'elaborato di un candidato ad un concorso pubblico che presenti numerose cancellature!
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Articolo del 24/04/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


E' illegittimo l'annullamento della prova di un concorso pubblico per aver considerato quali segni di riconoscimento le numerose cancellature presenti su un "elaborato scritto" ,consegnato da un candidato alla commissione d'esame.
È questo il principio di diritto enunciato dal Consiglio di Stato, Sez. V, 26 marzo 2012 n. 1740 (in riforma T.A.R. Campania - Napoli, Sez. V, n. 2451/2011).
In particolare, per il massimo organismo della Giustizia amministrativa, in materia di pubblici concorsi, le regole che vietano l'apposizione di segni di riconoscimento sugli elaborati scritti sono finalizzate a garantire l'anonimato di tali prove, a salvaguardia della "par condicio" tra i candidati, per cui ciò che rileva non è tanto l'identificabilità dell'autore dell'elaborato, attraverso un segno a lui personalmente riferibile, quanto piuttosto l'astratta idoneità del segno a fungere da elemento di identificazione.
Tale ipotesi ricorre quando la particolarità riscontrata assuma un carattere oggettivamente ed incontestabilmente anomalo rispetto alle ordinarie modalità di estrinsecazione del pensiero e di elaborazione dello stesso in forma scritta, in tal caso a nulla rilevando che in concreto la commissione o singoli componenti di essa siano stati, o meno, in condizione di riconoscere effettivamente l'autore dell'elaborato scritto.
La questione questa volta sottoposta al vaglio dei magistrati del Consiglio di Stato riguardava un ricorso proposto da una candidata ad un concorso pubblico per un posto di assistente sociale, indetto dal Comune di San Gennaro Vesuviano, avverso il provvedimento/ sentenza n. 2451/2011 del T.a.r. Campania che aveva annullato la graduatoria definitiva del summenzionato concorso ritenendo segno di riconoscimento l'apposizione su uno degli elaborati scritti (redazione di una relazione istruttoria da parte di un assistente sociale) della candidata vincitrice, di una cancellatura atta ad oscurare, in maniera che tuttavia rendeva visibile la scrittura sottostante, il nome ed il cognome della stessa.
La candidata interessata aveva proposto, pertanto, appello al Consiglio di Stato deducendo l'errore della motivazione del T.a.r. con cui era stata rappresentata falsamente la realtà, data l'assoluta non visibilità né decifrabilità del nome della ricorrente come asseritamente apposto al di sotto della cancellatura.
Ed il Consiglio di Stato ha accolto il suo ricorso ritenendo non configurabile, quale segno di riconoscimento, che dà luogo all'annullamento della prova scritta di un concorso, l'apposizione di cancellature (nella specie peraltro non isolate, ma in un certo numero) a penna nell'elaborato. Tale circostanza, infatti, è fatto riconducibile ad una incertezza usuale nei candidati, rilevabile nella maggior parte degli elaborati di una selezione concorsuale e non connotata da un carattere di anomalia tale da poter mettere la Commissione o un suo componente in condizione di riconoscerne l'autore.
In sintesi per il massimo Consesso della giustizia amministrativa, nella fattispecie, non sarebbero emersi, affatto, elementi atti a comprovare in modo inequivoco la  intenzione della candidata/ricorrente di rendere conoscibile il proprio elaborato alla Commissione di esame, essendo, tra l'altro, il nome dell'assistente sociale, autore della relazione istruttoria, di pura fantasia e , comunque, totalmente cancellato, in modo da renderlo invisibile quale segno di riconoscimento.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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