Il condominio può chiedere l'allontanamento di animali domestici "pericolosi",detenuti in locali di proprietà esclusiva del singolo "condomino"
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 10/02/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Il Giudice civile può, con un provvedimento d'urgenza , emesso ai sensi dell' art. 700 del codice di procedura civile, ordinare l'allontanamento di animali molesti dal condominio, con divieto assoluto di ritorno nell'edificio condominiale , già solo ove esista una norma regolamentare che faccia divieto agli inquilini di tenere animali molesti. Pertanto, sussistendo tale norma regolamentare, non sono ulteriormente richiesti gli estremi e l' elemento oggettivo della "immissione rumorosa ed intollerabile" dell' animale ,così come previsto dall' art. 844 del codice civile.

Lo ha deciso il Tribunale di Foggia, chiamato a decidere in merito alla istanza di allontanamento dalla intera "proprietà condominiale" di un esemplare di cane "pitbull" , formulata da un amministratore di condominio nei confronti di un condomino, proprietario/detentore presso il proprio appartamento del suddetto "animale domestico"  reo, a detta di tutti gli altri condomini ,di "violare" la tranquilla e pacifica "convivenza civile" all'interno del predetto stabile .

Il condominio ricorrente aveva richiesto l' invocata cautela giudiziaria sulla scorta delle plurime violazioni ascrivibili al condomino/proprietario del "pitbull", sia in relazione alla compromissione del diritto alla salute dei singoli condomini, che in ordine al ridotto ordinario godimento parziale dei beni comuni (oltre che di determinate proprietà individuali), in virtù delle intollerabili "immissioni" (latrati e fetore), provenienti dall'appartamento in cui risultava "ricoverato"  il cane, e tanto in spregio delle prescrizioni del regolamento condominiale adottato.

Il condomino, chiamato in giudizio, si era difeso sostenendo la legittimità del suo operato in quanto detentore del cane presso l' appartamento di sua esclusiva proprietà all'interno dello stabile condominiale , nonché respingendo la tesi della "vincolatività"  delle norme del regolamento del condominio che "vietano" il possesso nei locali di esclusiva proprietà del condomino di animali domestici , così come sancito da alcune sentenze della Suprema Corte (in tal senso, infatti, Cassazione Civile, sez. II, 4 dicembre 1993, n. 12028).

Ma il Tribunale di Foggia non ha inteso aderire alla tesi difensiva, esposta in giudizio dal proprietario del cane di razza "pitbull" ,in quanto dalle sommarie informazioni raccolte ha potuto  riscontrare tutte quelle emergenze, richiamate dalla collettività condominiale, in primis l'odore nauseabondo, proveniente dal luogo di ricovero dell'animale, che non consentiva un ordinario godimento dei beni comuni e di quelli di proprietà esclusiva, ubicati nelle vicinanze dell'appartamento altresì adibito a ricovero del cane, con la conseguente configurazione di gravi problemi igienici; peraltro, nell'ambito del procedimento cautelare, ha acquisito il verbale di approvazione del regolamento condominiale con il quale il condominio aveva previsto l'assoluto divieto di tenere animali (cani, gatti, ecc.), con specifico riferimento agli appartamenti dello stabile ,oltre che ai box ed alle mansarde presenti nell'edificio.

Il Magistrato foggiano ha evidenziato nel suo provvedimento come non possa escludersi la circostanza che il cane "pitbull" , pur essendo un animale domestico o d'affezione, risulti incluso nell' elenco delle razze di "cani potenzialmente pericolosi" , ai sensi dell' ordinanza del Ministero della Salute del 9/9/2003, a causa della accertata loro "inerente tendenza alla scarsa socializzazione, in grado di influenzare atteggiamenti di aggressività verso persone e/o altri animali".

Il Tribunale di Foggia ha, quindi, accolto il ricorso del condominio ,ordinando al condomino/proprietario del "pitbull" di provvedere all' immediato allontanamento del predetto cane  dall'appartamento insistente nel fabbricato condominiale, con il conseguente trasferimento dell'animale in altra idonea struttura privata esterna , rientrante nella esclusiva disponibilità  del condomino, ossia, in subordine, nel più vicino canile pubblico, con  il contestuale ripristino dell'ordinaria agibilità sul piano igienico del locale medesimo, una volta sgomberato e liberato dalla presenza del "pitbull".

Il Tribunale dauno ha , infine, precisato che, nel caso in esame, non può non ricorrere l'elemento giuridico del "periculum in mora" poiché , proprio per la natura delle verosimili violazioni prospettate, la misura di urgenza di allontanamento adottata appare chiaramente finalizzata ad assicurare gli effetti della probabile sentenza di condanna, sia sotto l'aspetto della tutela di natura obbligatoria per violazione del regolamento condominiale, sia sotto il profilo della difesa di natura reale per la proprietà immobiliare condominiale e sia, infine, sotto il profilo della salvaguardia dell'integrità psicofisica dei soggetti costituenti la collettività condominiale, ragion per cui , valorizzando soprattutto l' attentato al diritto alla salute dei condomini , è indubbia la sussistenza della minaccia di un pregiudizio immanente, verosimilmente irreversibile o irreparabile (e, comunque, non adeguatamente reintegrabile ovvero non integralmente satisfattivo in via risarcitoria), oltre che imminente, in favore della parte ricorrente.  (in tal senso vedasi, altresì, Tribunale Salerno, sez. II, 23 marzo 2004).


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: condominio

» Tutti gli articoli su overlex in tema di condominio

Siti di interesse per l'argomento: condominio





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading