Le "Ferrovie dello Stato" sono corresponsabili del danno sofferto dal passeggero, caduto a terra, mentre era intento a "caricare" i propri bagagli sulla carrozza del treno in movimento!
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Articolo del 09/02/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Le "Ferrovie dello Stato S.p.A.", quale gestore del trasporto, sono tenute ad apprestare tutte le misure idonee a garantire la corretta esecuzione del trasporto ferroviario, per cui sono responsabili dei danni causati ad un passeggero da una caduta dal treno, quando le misure predisposte non siano idonee alla bisogna .

Lo ha deciso il Tribunale di Foggia , chiamato a valutare la legittimità della domanda di risarcimento del " danno biologico " , avanzata da una anziana signora foggiana nei confronti delle "Ferrovie dello Stato S.p.A.", colpevoli , come sostenuto dalla donna, di  aver "preposto" soltanto due dipendenti, in vista della fase di partenza del treno,  insufficienti in relazione al fatto che fosse un giorno di particolare affluenza di viaggiatori verso le località turistiche estive della costa adriatica, ed al fatto che il treno, lungo oltre 200 metri, non consentiva a soli due dipendenti, l'uno in coda l'altro in testa al treno, ed in presenza di numerose persone a terra, in assistenza delle persone che partivano, di percepire la reale situazione circa l'avvenuta conclusione o meno della fase di carico dei bagagli e delle persone.

La anziana signora ha sostenuto e "provato" in giudizio, a mezzo di testimoni, che ,mentre stava caricando i bagagli , il treno si era improvvisamente messo in movimento e così, poggiando il piede sul marciapiede della stazione, aveva perso l'equilibrio,  sbattendo il capo al suolo ( fortunatamente senza conseguenze letali) ; un viaggiatore,poi, aveva azionato il freno di emergenza e così il treno si era fermato.   Le Ferrovie dello Stato , chiamate in causa, si sono limitate ad evidenziare la responsabilità esclusiva dell'anziana donna nella causazione del sinistro, in quanto la stessa si era "lanciata" dal treno per raccogliere l'ultimo bagaglio, rimasto sulla "banchina", mentre il treno era già in lento movimento, così che il personale del treno in servizio non si era potuto avvedere della presenza e del "movimento imprevedibile" della passeggera foggiana.

Il Tribunale di Foggia , a seguito di un attenta ed approfondita istruttoria, ha ,invece, riconosciuto, la fondatezza della domanda risarcitoria avanzata dalla anziana donna, accogliendola in "termini di corresponsabilità" con le Ferrovie dello Stato S.p.A.   Dalla ricostruzione della vicenda è emerso , infatti, in modo pacifico, che la passeggera foggiana , in procinto di raggiungere la nota località balneare marchigiana  di San Benedetto del Tronto,  era intenta ad effettuare il trasbordo sul treno dei propri bagagli, e che quel giorno il marciapiede, antistante il binario in questione, ed il treno in partenza erano affollati di persone, trattandosi del 10 agosto .

Il Tribunale dauno ha evidenziato in sentenza come " .in tale situazione "fattuale" come sopra ricostruita, a carico delle Ferrovie dello Stato - quale gestore del trasporto, tenuto ad apprestare tutte le misure idonee a garantire la corretta esecuzione del trasporto ferroviario - sta il fatto di aver preposto soltanto due dipendenti in vista della delicatissima fase di partenza del treno, palesemente insufficienti in relazione al fatto che era un giorno di particolare affluenza di viaggiatori ed al fatto che il treno, lungo oltre 200 metri, non consentiva a soli due dipendenti, l' uno in coda l'altro in testa al treno, ed in presenza di numerose persone a terra in assistenza delle persone che partivano, di percepire la reale situazione circa l'avvenuta conclusione o meno della fase di carico dei bagagli e delle persone sul treno.  Appare, quindi, evidente che, per la situazione concreta come sopra descritta, necessitasse la presenza almeno di un altro dipendente, posto al centro del treno, o comunque l'attivazione di un qualche segnale che presegnalasse in modo chiaro ed univoco agli utenti il fatto che il treno stesse per chiudere le porte e ripartire."

Nel contempo, ha precisato il Magistrato foggiano, in pronuncia, a carico dell'anziana passeggera sta il fatto di non aver desistito dal tentativo di raccogliere anche l'ultimo bagaglio, rimasto sulla banchina, mentre il treno era in fase di iniziale movimento, non rendendosi conto che il convoglio ferroviario si sarebbe di lì a poco fermato e che avrebbe comunque lei stessa potuto azionare il freno di emergenza.

Il Tribunale di Foggia, valutate le due condotte, ha pertanto ripartito in eguale misura la responsabilità dell'infortunio, per la pari "efficienza causale" delle negligenti condotte nella causazione dell'evento lesivo ( in tal senso vedasi altresì Tribunale Roma, 28 luglio 2003), "liquidando" la somma di euro duemila a favore della anziana signora/passeggera foggiana, a titolo di risarcimento del "danno biologico" sofferto, inteso quale lesione dell'integrità psicofisica del soggetto, costituzionalmente tutelata ( art. 32 Cost. ital.).


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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