Il gestore telefonico può essere condannato per l'invio di sms pubblicitari indesiderati
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Articolo del 19/12/2011 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Il gestore telefonico può essere condannato per l'invio di sms pubblicitari indesiderati :una "sentenza apripista" del Tribunale di Foggia !

Nel caso in cui un gestore telefonico di un utenza di telefonia mobile invii ad un proprio cliente, durante l'arco dell'intera giornata - comprensiva soprattutto delle ore lavorative - diversi sms pubblicitari , tale comportamento può configurare una violazione dei principi e delle norme di legge preposte a tutela della privacy , e può , quindi, essere valutato dal magistrato come fonte esclusiva di responsabilità civile.

In sintesi, l'invio reiterato di spam pubblicitario attraverso l'utilizzo di continui sms sulla medesima utenza di telefonia mobile , autorizza l'intestatario del numero di cellulare, sottoposto al "bombardamento commerciale", ad avanzare, in sede giudiziaria, formale istanza per l'ottenimento di un risarcimento pecuniario del danno personale sofferto per la non autorizzata violazione della propria privacy.

E' quanto nel merito deciso da una recentissima pronuncia "apripista" del Tribunale di Foggia che, con la sentenza n. 1424 del 11.10.2011, ha accolto la richiesta di risarcimento del danno da violazione della privacy , avanzata da un giovane professionista foggiano, risultato durante il giudizio come letteralmente "vessato" dall'invio di sms pubblicitari sulla propria utenza telefonica, e , di conseguenza, ha affermato la responsabilità civile della "Vodafone" per aver inoltrato, per circa un anno, messaggi commerciali indesiderati .

Il magistrato foggiano, in particolare, ha evidenziato in sentenza come ".l'invio di sms pubblicitari o commerciali , da parte del gestore telefonico al quale precedentemente sia stata inviata una diffida ai sensi dell'art 7 del D. lgsl. n. 196/03 (Codice in materia di protezione dei dati personali), risulta essere illegittimo sotto due profili: da un lato per la scorrettezza e l'illiceità del trattamento dei dati personali senza autorizzazione o consenso dell'interessato; dall'altro perché la continuata e prolungata ricezione di sms indesiderati ha provocato di per sé una illegittima intrusione nella sfera privata del soggetto indesiderato, "concretizzando" una lesione della sua privacy e riservatezza, oltre che un'usurpazione del suo tempo per la involontaria verifica e successiva cancellazione dei messaggi indesiderati, come stabilito anche dal Garante per la Privacy in numerose sue pronunce (cfr. Garante Privacy 13/11/2003; 23 gennaio 2008; 3-24 luglio 2008)." 

Il Tribunale di Foggia ha, invece, respinto la tesi difensiva del gestore telefonico "Vodafone S.p.A.", non considerando sufficiente , come fonte di autorizzazione fornita dall'utente alla ricezione di sms pubblicitari sul proprio numero, l'ordinario consenso scritto al regolamento generale, apposto dal cliente al momento della firma del contratto  o dell'attivazione di servizi offerti dal gestore, come nel caso della raccolta punti denominata "Vodafone One" .

La recente sentenza del Tribunale di Foggia - spiega l'avv. Eugenio Gargiulo - è davvero importante ed innovativa sull'argomento, nonché destinata a "fare giurisprudenza" in tema di concreta applicazione della normativa sulla tutela della privacy, la quale stabilisce - in modo chiaro - che per poter inviare materiale pubblicitario, tramite qualsiasi mezzo di comunicazione (posta, e-mail, fax, sms e mms) è necessario richiedere ed ottenere dal destinatario della pubblicità il preventivo consenso, pena l'illiceità del trattamento dei dati personali.

Il danno rappresentato da ogni indebita intromissione nella sfera privata di un soggetto/utente/consumatore - conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - va , dunque , sempre risarcito in quanto nel caso specifico  "si configura" una usurpazione del tempo che il cittadino, "vessato" dagli sms pubblicitari, deve sottrarre ad altre sua attività - siano esse lavorative o di svago - per la verifica dei messaggi indesiderati ricevuti, e per la loro conseguente eliminazione.

Singolare anche la somma, determinata in via equitativa dal Tribunale di Foggia in sede di risarcimento del danno: mille euro , a fronte di circa un centinaio di messaggi/sms pubblicitari indesiderati ricevuti sulla propria utenza telefonica, in un arco di tempo ristretto, dal giovane professionista foggiano.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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