Convegno/evento giuridico
Indennizzo diretto rca viola i diritti dei cittadini

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Roma
28/10/2005


L'ASSEMBLEA DEGLI AVVOCATI

RIUNITASI IN ROMA
MARTEDI' 11 OTTOBRE 2005
SUL TEMA :

“L'INDENNIZZO DIRETTO NELLA R.C.AUTO”

OSSERVA E PROPONE LA SEGUENTE LINEA D'INTERVENTO

Dopo oltre 35 anni di una normativa coerente con il sistema giuridico ed una copiosissima giurisprudenza sulla materia, con il varo della nuova procedura per il risarcimento dei danni da circolazione stradale si è voluto stravolgere un collaudato e funzionale sistema risarcitorio che garantiva sia i diritti dei cittadini che quelli delle Compagnie assicuratrici.

Infatti la Legge 990/69 e le successive modifiche, anche considerando le contrastate normative introdotte dalle L: 57/01 e 273/02, aveva consentito lo sviluppo di un giusto equilibrio con le norme di diritto sostanziale e processuale nel rispetto del contraddittorio e della difesa di tutte le parti.

Le innovazioni oggi introdotte: - artt. 138, 141,145 e 149 ed il programmatico 150 – oltre ad avere in alcuni casi superato i limiti della delega concessa al Governo, stravolgono totalmente il sistema del risarcimento danni determinando una palese contraddizione tra diritto sostanziale ed azione processuale.

Appare infatti evidente come molti istituti del Codice di Procedura non potranno più essere utilizzati nei casi di applicazione degli articoli 141 e 149, come ad esempio, solo per citarne alcuni, l'interrogatorio formale, la chiamata in causa ed il foro competente, prevedendo il suddetto art. 149 la citazione diretta della sola Compagnia assicuratrice del danneggiato.

Tale provvedimento è solo l'ultimo di una lunga serie di “attacchi”, iniziati già nel 2000, tendenti alla compressione dei diritti dei cittadini, i quali non solo si sono visti ridurre l'entità del risarcimento, a fronte di premi assicurativi sempre più elevati, ma si vedono oggi negata la possibilità di far valere i propri diritti mediante l'assistenza di un avvocato.

Tutto ciò, risulta ancor più grave alla luce del dettato costituzionale che garantisce ad ogni cittadino l'inviolabile diritto alla difesa in ogni suo stato, prevedendo altresì il compimento di tale esercizio attraverso la figura del professionista forense.

Tale diritto è stato da ultimo confermato dalla Suprema Corte la quale, con la recente Sentenza n. 11606 del 31/5/2005, ha ribadito il principio in base al quale il danneggiato ha diritto, in ragione del suo diritto di difesa costituzionalmente garantito, di farsi assistere anche nella fase stragiudiziale da un professionista di sua fiducia e ad ottenere il rimborso delle relative spese non può che valere sia nel caso che la trattazione avvenga con l'Istituto assicuratore del responsabile civile, sia nel caso che avvenga con l'Impresa assicuratrice con la quale è stato concluso il contratto obbligatorio.

In questa vicenda appare inoltre singolare la posizione assunta da alcune associazioni dei consumatori, consorziatesi tra di loro, le quali pur essendosi in passato dichiarate contrarie all'indennizzo diretto, intravedendo oggi la possibilità di sviluppare i propri interessi attraverso la gestione dei sinistri, si sono fatte strenue promotrici del varo del provvedimento dell'indennizzo diretto.

Tale mutamento di rotta deriva dall'accordo del 2002 tra il Ministero delle Attività Produttive, l'A.N.I.A. e una parte delle associazioni dei consumatori appartenenti al Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (C.N.C.U.) con il quale è stata prevista la possibilità per le suddette associazioni di gestire le Camere di Conciliazione anche nella materia della RC.A

Tale operazione consolida il sistema, tutto italiano, che consente a soggetti privi dei necessari requisiti per lo svolgimento di attività professionali di aggirare le norme attraverso la costituzione di associazioni.

Solo nel 2002 sia l'allora Direttore Generale dell'A.N.I.A. Dott. Desiata, sia l'Associazione dei consumatori ADICONSUM, pur partendo da diverse posizioni, avevano aspramente criticato il sistema dell'indennizzo diretto sostenendo il primo che tutti gli accordi di indennizzo diretto hanno portato solo aumenti ai costi dei risarcimenti e mai diminuzioni e la seconda che l'indennizzo diretto significava dare un alibi alle imprese assicurative per ritardare o diminuire il risarcimento.

Se da un lato ad oggi non risulta esservi stato un mutamento di opinione da parte del Dott. Desiata, bisogna meglio capire come mai le associazioni dei consumatori abbiano totalmente modificato la loro opinione sull'indennizzo diretto.

L'illusione del Ministro Scajola che l'introduzione del risarcimento diretto avrebbe portato ad una riduzione dei premi assicurativi pari al 15 % è stata smentita dall'attuale Presidente dell'A.N.I.A, il quale ha chiaramente affermato che non è ipotizzabile a breve termine alcuna riduzione dei citati premi assicurativi, mentre per il medio tempo andrà verificato l'andamento del numero e del costo dei sinistri.

Va da sé che in forza del combinato disposto degli artt. 145 e 149 assisteremo all'apertura di due o più posizioni per il medesimo sinistro, determinandosi così almeno un raddoppio del numero degli stessi e delle riserve tecniche con un conseguente aumento dei premi assicurativi.

L'ulteriore grave conseguenza di tale provvedimento, sarà quella di una sostanziale contrazione dei redditi del gran numero di avvocati interessati alla materia e degli altri operatori del settore, che sono esposti fiscalmente agli studi di settore che non tengono conto di questa nuova situazione, con ogni immaginabile conseguenza a livello di contenzioso e di minori entrate per lo Stato.

Va da sé che quanto sopra non potrà non avere ripercussioni anche sui collaboratori e sui dipendenti degli studi professionali.

Gli avvocati riuniti in assemblea chiedono l'abrogazione degli artt. 149 e 150 del Codice delle Assicurazioni, dichiarandosi nuovamente disponibili ad istituire un Protocollo d'Intesa con le Compagnie di assicurazione finalizzato a rendere celere e giusto il risarcimento e nello stesso tempo garantire i principi della pari dignità sociale e alla difesa sanciti dagli artt. 3 e 24 della Costituzione anche attraverso l'emanazione di un nuovo provvedimento legislativo, ed invitano i Consigli dell'Ordine d'Italia e le Associazioni Forensi ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta dall'A.G.I.F.O.R. per il giorno 28/10/2005 dalla ore 9,30 alle ore 15,00 davanti la sede del Governo, Palazzo Chigi – Roma .


AGIFOR
ASSOCIAZIONE GIOVANILE FORENSE

INVITA

ALLA MANIFESTAZIONE ASSEMBLEA DEL GIORNO

28/10/2005 PALAZZO CHIGI ROMA ORE 9,30/15

L'INDENNIZZO DIRETTO NELLA R.C. AUTO VIOLA I DIRITTI DEI CITTADINI E CREA UN MILIONE DI DISOCCUPATI




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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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