Convegno/evento giuridico
FARE IMPRESA PER GLI STRANIERI IN ITALIA

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Bologna
21/05/2005


IL COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DELL’IMPRENDITORE IN COLLABORAZIONE CON CITTADINI NEL MONDO E FEDERIMMIGRATI HA IL PIACERE D’INVITARLA ALL’INCONTRO SOLIDALE
FARE IMPRESA PER GLI STRANIERI IN ITALIA

A BOLOGNA
21 MAGGIO 2005
ORE 9.00 PRESSO IL
CENTRO CONGRESSI
VIA DELL’ARCOVEGGIO 49/5

Sono invitate a partecipare tutte le organizzazioni di categoria e di rappresentanza sindacali, datoriali, consolati, ambasciate, C.C.I.A.A. dei paesi presenti in Italia

Scheda e programma


Fare impresa Aemil Banca


Fare impresa Aemil Banca 2




PROGRAMMA

Presenta e presiede
Avv. MARIO PAVONE
Presidente Nazionale ANIMI
Saluti
Rag. DANIELE RAVAGLIA
Direttore Generale Aemil Banca
Dott.ssa ISABELLA PINI FERRARI
Presidente Regionale UNCI
Dott. EVANGELISTA ZACCARIA
Segretario Generale FEDERIMMIGRATI – CONF.A.I.L.
Dott.ssa ANNA MACCHIAGODENA
Console Onorario del Brasile
L’ALTRELLI ADRIANA
Assessore Comune di Calderara di Reno
Dott. ADELAR B. BINDIKU
Consulente di imprenditori africani in Italia (Congo)
LUANA MULAZZANI
Comune di Castelmaggiore
Interventi
Dott. PAOLO MELEGA
Resp. Crediti speciali Fed. Emilia-Romagna B.CC
Prof. MASSIMO GRISOLIA
Pres. Naz. Comitato per i Diritti Civili dell’Imprenditore
Prof. STEFANO MASULLO
Presidente Opus Consulting (Milano)
Prof. GIANPIERO RAVAGNAN
Università “Ca’ Foscari” Venezia
Dott. ALESSANDRO TANA
Revisore dei Conti (Roma)
Prof.ssa GIOVANNA DE MARZO
Università degli Studi di Ferrara
Dott. ROBERTO STEFANO MORO
Revisore ANIMI, esperto ONLUS
Dott. LORENZO ASCANIO
Studio Legale de Capoa & Associati
Dott. GIUSEPPE PISANO
COREIS Comunità Religiosa Islamica in Italia
Dott.ssa ILARIA DALLA ROSA
Membro C.N. – ANIMI Veneto

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Considerazione sugli immigrati

Lo sviluppo economico dei paesi ricchi, legato alla crescita intensiva delle nuove tecnologie e alla globalizzazione, ha ulteriormente aggravato lo squilibrio già esistente con i paesi in via di sviluppo. Ciò ha creato le premesse per l’accentuarsi dei flussi migratori, causati tra l'altro anche dai conflitti etnici e regionali, dalle persecuzioni politiche e dalla povertà. Per questa ragione, l’immigrazione oggi rappresenta un problema per l’Europa, ancor più per l’Italia, dove il numero degli extracomunitari supera i 3 milioni di regolari.
Eppure, finora il tema dell’integrazione e dell’immigrato regolare in quanto lavoratore non è mai stato affrontato in un’ottica “ne’sindacale ne’datoriale”. In presenza di un alto livello di strumentalizzazione politica del fenomeno, si è infatti portati a fermare l’attenzione sulle difficoltà dell’integrazione, anziché sui dati reali della ricchezza, prodotta grazie agli immigrati. Peraltro, le migrazioni richiedono cultura adeguata, organizzazione sociale e capacità d’intervento lungimirante e non strumentale: elementi, questi, che spesso sono mancati nelle scelte politico-istituzionali ed economiche.
Gli accordi di Schengen sulla circolazione sono la dimostrazione che la scelta di non ridurre tutto alle questioni di pubblica sicurezza e alla repressione dei reati può essere assai proficuo sotto molti punti di vista. Poiché, in Italia, dopo la legge 40/88, si è avviata una nuova fase di governo dei flussi migratori, occorre ora accelerare l’attuazione della normativa vigente (Legge Bossi - Fini), con alcuni adeguamenti per rafforzare il controllo del fenomeno della clandestinità. Si pensi, ad esempio, agli accordi bilaterali sulla sicurezza delle frontiere e sulla lotta alla criminalità che, senza stravolgere il legame tra il permesso di soggiorno e il rapporto di lavoro, consentono all’immigrato di operare e vivere nel paese ospite in un quadro di legalità.
Inoltre, poiché si agisce nel quadro di un’Europa sempre più unita, dovranno essere le istituzioni comunitarie a impostare una strategia efficace per la gestione dei flussi migratori. In materia di diritto di voto, riconoscimento della cittadinanza, ricongiungimento familiare e controllo dei clandestini, norme e procedure non potranno che essere decise a livello europeo.
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Aprire una nuova attività oggi non è cosa facile, la diffidenza delle banche, Basilea 2, e tutti i disbrighi burocratici, oltre alla disinformazione, creano all’immigrato grosse difficoltà. Avventurieri ed improvvisati professionisti spesso possono affossare valide iniziative.
IL COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DELL’IMPRENDITORE, FEDERIMMIGRATI, C.E.SE. CONSORZIO EUROPEO SERVIZI e CITTADINI NEL MONDO hanno attivato uno sportello speciale per tutti gli stranieri in Italia che intendono aprire una loro attività o impresa, mettendo a disposizione degli associati l’ufficio legale, fiscale, assistenza al credito bancario, consulenza del lavoro con il disbrigo di tutte le pratiche necessarie per aprire l’attività desiderata.



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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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