Convegno/evento giuridico
Overlex segnala: "La responsabilità civile degli avvocati” (teleconferenza)

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29/02/2008


UN CASO DI RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE

Tizio e Caio stipulano un preliminare di compravendita avente ad oggetto un immobile.
Tizio, promissario acquirente, versa a Caio la somma di euro 30.000,00 a titolo di caparra confirmatoria.
Alla data prevista per la stipula del preliminare Caio non si presenta, inviando una lettera raccomandata in cui dice che il contratto preliminare era in realtà totalmente simulato.
Tizio, che nel frattempo ha trovato un’occasione migliore, preferisce non chiedere l’esecuzione specifica del contratto, bensì l’accertamento dell’inadempimento di Caio, e la condanna del medesimo al pagamento del doppio della caparra versata.
Caio si reca dal legale Sempronio per conferirgli il mandato a resistere. Gli riferisce che…

al momento della stipula del preliminare erano presenti Sempronio e Mevio i quali potranno testimoniare circa la volontà simulatoria delle parti.
L’Avv. Sempronio, esaminata la pratica, accetta l’incarico e prospetta il buon esito della causa, sempre che Sempronio e Mevio rendano dichiarazioni favorevoli a Caio
Caio si costituisce in giudizio, tuttavia Sempronio deposita in ritardo la memoria con le richieste istruttorie contenenti le sole prove costituende (testimonianza di Sempronio e Mevio).
Il giudice, accertata la validità del preliminare e il vuoto assoluto di prova circa la simulazione del contratto preliminare, come pure l’inadempimento all’obbligo di stipulare, condanna Caio al pagamento della somma di euro 60.000,00, oltre agli interessi legali dalla data della domanda giudiziale al saldo, e al pagamento delle spese legali.
Caio si rivolge allora ad un altro Avvocato, manifestandogli la volontà di voler agire contro Sempronio.

(La soluzione verrà proposta durante la teleconferenza)

PREMESSA

Negli ultimi anni, il numero delle cause proposte contro i professionisti intellettuali sono aumentate in misura esponenziale.

I primi ad essere investiti sono stati i medici, ma anche i notai e gli avvocati sono sempre più spesso destinatari di richieste di danno.

Recentemente, un collega è stato condannato a pagare ben 2.700.000,00 euro al proprio cliente, nella specie un Fallimento, in relazione ad alcuni errori commessi in azioni revocatorie.

I tempi sono dunque cambiati: oggi nessuno può dirsi intoccabile. Ed è giusto.

Sino a poco tempo fa, tuttavia, gli avvocati potevano contare sul fatto che l’orientamento giurisprudenziale assicurava loro una serie di privilegi che rendeva assai difficile per il cliente ottenere il risarcimento, quand’anche fosse stata provata la negligenza del legale.

Oggi non più.

Ma vi è dell’altro. Esaminando molte sentenze di merito, ci siamo accorti che spesso, nel giudizio promosso contro il legale inadempiente, anche il secondo avvocato è inadempiente, questo per la ragione che molti Colleghi non sembrano aver capito che inadempimento non è sinonimo di condanna al risarcimento. Manca ancora, infatti, un collegamento fondamentale e cioè il nesso di causalità tra inadempimento e danno risarcibile.

Di questo parleremo nel corso della teleconferenza che si terrà

Venerdì 29 febbraio dalle ore 14,30.

Questi gli argomenti che affronteremo con i Colleghi Raffaele Plenteda e Luigi Viola :

L’accesso alla sala conferenze è gratuito, ma limitato, per ragioni di banda, ad un massimo di 100 posti.Per questa ragione, coloro che sono interessati dovranno compilare il form sottostante, al fine di ricevere la password che consentirà di accedere alla lezione.

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